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LA "PRIMAVERA
DI PRAGA" (1967-68) |
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Primavera
di Praga
Nome attribuito alla breve stagione
riformista cecoslovacca del 1968, che ebbe per
protagonista un ampio movimento politico,
intellettuale e popolare.
Il coraggioso tentativo di introdurre
elementi di democrazia nel sistema cecoslovacco,
uno dei più statici dell’intero arcipelago
comunista esteuropeo, durò da gennaio ad agosto,
quando fu interrotto dal brutale intervento
delle truppe del patto di Varsavia.
I preparativi all'invasione
Il 1 luglio le manovre militari hanno
ufficialmente termine, ma le truppe sovietiche
stentano a lasciare la Cecoslovacchia a causa di
"difficoltà di ordine tecnico". Il 18 luglio, al
termine della Conferenza di Varsavia, di nuovo
il blocco dei "Cinque" condanna la linea
cecoslovacca. Il 28 luglio iniziano nella
località slovacca di Cierna nad Tisou i colloqui
tra la delegazione sovietica e quella
cecoslovacca, che cade ingenuamente nel tranello
diplomatico. Ufficialmente l'incontro è servito
per la "ricerca delle vie per un ulteriore
sviluppo e rafforzamento dei tradizionali
rapporti di amicizia tra i nostri partiti e i
nostri popoli, fondati sui princìpi del
marxismo-leninismo e dell'internazionalismo
proletario", in realtà si svolge in un'atmosfera
di tensione. L'URSS chiede espressamente la
revisione della linea politica cecoslovacca, le
dimissioni di politici invisi a Mosca, il bando
del rinnovato partito social-democratico e di
ogni organizzazione di "opposizione" (come KAN e
K231) e la ripresa del controllo sui mass media.
Il 3 agosto si riaprono a Bratislava le
discussioni cui partecipano anche i
rappresentanti degli altri paesi socialisti e
sembra si possa giungere ad un compromesso. Il
10 agosto l'URSS diffonde un documento che
condanna ogni deviazione dalla linea espressa
dal partito comunista sovietico.
La stagione delle riforme ebbe bruscamente
termine nella notte fra il 20 e il 21 agosto
1968, quando una forza stimata fra i 200.000 e i
600.000 soldati e fra 5.000 e 7.000 veicoli
corazzati invase il paese. Il grosso
dell'esercito cecoslovacco, forte di 11 o 12
divisioni, obbedendo ad ordini segreti del Patto
di Varsavia, era stato schierato alla frontiera
con l'allora Germania Ovest, per agevolare
l'invasione e impedire l'arrivo di aiuti
dall'occidente.
L'invasione coincise con la celebrazione del
congresso del Partito Comunista Cecoslovacco,
che avrebbe dovuto sancire definitivamente le
riforme e sconfiggere l'ala stalinista. I
comunisti cecoslovacchi, guidati da Alexander
Dubček, furono costretti dal precipitare degli
eventi a riunirsi clandestinamente in una
fabbrica, ed effettivamente approvarono tutto il
programma riformatore, ma quanto stava accadendo
nel paese rese le loro deliberazioni
completamente inutili. Successivamente questo
congresso del partito comunista cecoslovacco
venne sconfessato e formalmente cancellato dalla
nuova dirigenza imposta da Mosca a governare del
paese.
LA "PRIMAVERA DI PRAGA" (1967-68) - DOCUMENTI
Appello della Presidenza del
Comitato Centrale del Partito comunista
cecoslovacco
A tutto il popolo della Repubblica socialista
cecoslovacca
 Ieri 20 agosto 1968, intorno alle 23, gli
eserciti dell'Unione sovietica, della Repubblica
popolare polacca, della Repubblica democratica
tedesca, della Repubblica popolare ungherese e
della Repubblica popolare bulgara hanno varcato
i confini di stato della Repubblica socialista
cecoslovacca. E' accaduto senza che ne fossero
informati il presidente della repubblica, il
presidente del parlamento, il presidente del
governo, il primo segretario del CC del PCCS e
detti organi competenti. Nel mentre era riunita
la presidenza del CC del PCCS, che si stava
occupando della preparazione del XIV congresso.
La presidenza del CC del PCCS chiede a tutti i
cittadini della nostra repubblica di mantenere
la calma e di non opporsi alle truppe in arrivo,
in quanto né il nostro esercito, né gli organi
di sicurezza e la Milizia popolare hanno
ricevuto alcun ordine di difesa. La presidenza
del CC del PCCS ritiene questo atto in contrasto
non solo con tutti i principi che regolano le
relazioni fra gli stati socialisti, ma anche con
le norme fondamentali del diritto
internazionale. Tutti i funzionari della
dirigenza statale, del PCCS e del Fronte
nazionale restano in carica nelle funzioni a cui
sono stati eletti quali rappresentanti del
popolo e membri delle proprie organizzazioni,
secondo le leggi e le norme valide nella
Repubblica socialista cecoslovacca. Le autorità
statali hanno immediatamente indetto la riunione
del parlamento, del governo, e la presidenza del
CC del PCCS riunisce il plenum del CC del PCCS
per affrontare la situazione.
(Rudé Pravo, edizione straordinaria, 21 agosto
1968)
Così commentava la "Pravda"
moscovita nell'agosto '68:
"Dirigenti di partito e di Stato della
repubblica socialista cecoslovacca si sono
rivolti all'URSS e agli altri paesi alleati,
chiedendo di fornire al popolo cecoslovacco
fratello un aiuto immediato, anche con l'ausilio
delle forze armate... Le misure intraprese non
sono dirette contro lo Stato... Esse servono
alla pace e sono dettate dalla preoccupazione di
rafforzarla".
La "Lettera di invito"
La busta, con la dicitura "non aprire senza il
mio permesso - K. Cernenko" e contenente i due
originali delle lettere è stata scoperta nel
1992 dal professor Pichoja, dell'Archivio di
Stato russo, che l'ha consegnata a El'cin. Il
riscontro dell'autenticità si è potuto
effettuare a Mosca solo nel 1992, da parte degli
esperti della Criminalpol federale ceca alle
direttive del sostituto procuratore Nechanicky.
La prima lettera, siglata da 5 persone, è stata
scritta in russo su una macchina da scrivere di
marca "Consul" fabbricata negli anni 1965-72. La
seconda lettera, in ceco, è firmata dal solo
Antonin Kapek e indirizzata all'"egregio
compagno (Breznev)". Secondo Petr Selest,
all'epoca della Primavera funzionario sovietico
e membro del politburo del PCUS, esisterebbe una
terza lettera a Breznev, scritta in russo e
sottoscritta da una ventina di persone.
"Egregio Leonid Il'ic (Breznev),
ci rivolgiamo a Lei con la seguente
dichiarazione, consapevoli della grave
responsabilità che ci assumiamo. Il nostro
processo democratico iniziato a gennaio e
fondamentalmente positivo, la correzione degli
errori e delle colpe commessi nel passato e
dell'intera guida politica della società, stanno
via via scivolando dalle mani del comitato
centrale del partito. La stampa, la radio e la
televisione, che sono praticamente in balìa
delle forze di destra, hanno influenzato
l'opinione pubblica a tal punto che iniziano a
inserirsi elementi ostili nella vita politica
del nostro paese, senza che la società insorga.
Creano ondate di nazionalismo e sciovinismo e
suscitano la psicosi anticomunista e
antisovietica. Il nostro collettivo - la
gestione del partito - ha commesso una serie di
errori. Non abbiamo saputo difendere e
realizzare adeguatamente le norme
marxiste-leniniste della vita di partito,
soprattutto i principi del centralismo
democratico. La gestione del partito non è più
in grado di difendersi adeguatamente dagli
attacchi contro il socialismo, non è in grado di
organizzare una resistenza né ideologica né
politica contro le forze di destra. La stessa
esistenza del socialismo nel nostro paese è
minacciata. Gli strumenti politici e di governo
sono già in una certa misura paralizzati. Le
forze di destra hanno creato condizioni
favorevoli per il colpo di Stato
controrivoluzionario. In questa situazione ci
rivolgiamo a voi, comunisti sovietici,
rappresentanti guida del PCUS e dell'URSS,
chiedendovi di appoggiarci ed aiutarci
efficacemente con tutti i mezzi a vostra
disposizione. Solo con il vostro aiuto si può
salvare la Cecoslovacchia dal pericolo
minaccioso della controrivoluzione. Ci rendiamo
conto che per il PCUS e per l'URSS questo passo
estremo per la difesa del socialismo in
Cecoslovacchia non è semplice. Per questo
lotteremo con tutte le forze e con tutti i
nostri mezzi. Nel caso in cui le nostre forze e
possibilità si esaurissero o non ottenessero
risultati positivi, considerate questa nostra
dichiarazione come una richiesta urgente di
un'azione e di aiuto generale da parte vostra.
Tenendo conto della complessità e della
pericolosità della situazione nel nostro paese
vi chiediamo il massimo riserbo in merito alla
nostra dichiarazione. Per questo vi abbiamo
scritto direttamente in russo".
Firmato: Indra, Kolder, Kapek, Svestka, Bil'ak
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