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MILAN KUNDERA


L'insostenibile leggerezza dell'essere

L'idea dell'eterno ritorno è misteriosa e con essa Nietzsche ha messo molti filosofi nell'imbarazzo:
pensare che un giorno ogni cosa si ripeterà così come l'abbiamo già vissuta, e che anche questa ripetizione debba ripetersi all'infinito! Che significato ha questo folle mito?

Il mito dell'eterno ritorno afferma, per negazione, che la vita che scompare una volta per sempre, che non ritorna, è simile a un'ombra, è priva di peso, è morta già in precedenza, e che, sia stata essa terribile, bella o splendida, quel terrore, quello splendore, quella bellezza non significano nulla. Non occorre tenerne conto, come di una guerra fra due Stati africani del quattordicesimo secolo che non ha cambiato nulla sulla faccia della terra, benché trecentomila negri vi abbiano trovato la morte fra torture indicibili.

E anche in questa guerra fra due Stati africani del quattordicesimo secolo, cambierà qualcosa se si ripeterà innumerevoli volte nell'eterno ritorno?
Sì, qualcosa cambierà: essa diventerà un blocco che svetta e perdura, e la sua stupidità non avrà rimedio.


Milan Kundera:
opere:


1953 L'uomo è un grande giardino [poesia]
1957 Monologhi
1962 I proprietari delle chiavi
1963 Amori ridicoli
1964 Secondo quaderno di amori ridicoli
1967 Zert
Lo scherzo
1969 La vita è altrove
1971 Jacques e il suo padrone
1975 Il valzer degli addii
1978 Il libro del riso e dell'oblio
1984 Nesnesitelnà lehkost bytì
L'insostenibile leggerezza dell'essere
1985 Amori ridicoli
1985 Lo scherzo
1987 L'arte del romanzo [critica letteraria]
1987 L'immortalità
1987 La vita è altrove
1988 L'arte del romanzo
1993 Les testaments trahis, [rif.]
I testamenti traditi, Adelphi, 2000
1995 La lenteur
La lentezza
1997 l'identità
2000 L'ignorance
L'ignoranza
 

Così i servizi di Praga spiavano Milan Kundera

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