Profili delle letterature 
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Accademie

 



Libere associazioni di scienziati, artisti o letterati che hanno lo scopo d'incrementare la cultura e sono rette da speciali norme o statuti. Ispirate idealmente all'Accademia di Platone, le accademie come istituzioni apparvero soltanto in epoca umanistico-rinascimentale, e specialmente in ambito extra-universitario (talora con precisi intenti anti-universitari), quando gli studi sull'antichità classica proposero e alimentarono una ideale solidarietà tra i dotti. Sino ai primi del sec. XVI esse non ebbero tuttavia l'organizzazione e il rituale stabili che le caratterizzarono in seguito: essendo essenzialmente cenacoli di umanisti riuniti attorno a personalità eminenti, erano fondate soprattutto sulla pratica della «conversazione».

Tra le più antiche l'ACCADEMIA PLATONICA di Firenze formatasi verso il 1463 sotto la guida di Marsilio Ficino e col favore di Cosimo il Vecchio; pressoché coeve l'ACCADEMIA PONTANIANA di Napoli, nata intorno al Panormita nel 1442 e retta da G.G. Pontano a partire dal 1472, e l'ACCADEMIA ROMPONIANA O ROMANA che, sorta nel 1460 attorno all'umanista Giulio Pomponio Leto, fiorì con grande prestigio fino al 1527, anno in cui, col sacco di Roma, si disperse. A Venezia, dopo che già nel 1481 Ermolao Barbaro si era circondato di latinisti e filologi, si costituì, tra il 1494 e il 1515, l'ACCADEMIA ALDINA, facente capo ad Aldo Manuzio il Vecchio, il famoso umanista e stampatore.

Durante la prima metà del Cinquecento le accademie si moltiplicarono, adottando solenni cerimoniali ed esercitando grande influenza anche sullo sviluppo della vita teatrale: promossero infatti la costruzione di teatri (l'Olimpico di Vicenza e la Pergola di Firenze) e allestirono rappresentazioni di opere nuove o dell'antichità classica. Tra le accademie di questo periodo spiccano l'ACCADEMIA DEGLI INTRONATI, letteraria e teatrale, sorta a Siena intorno al 1525, che ebbe quale primo sovrintendente agli spettacoli Alessandro Piccolomini, e l'ACCADEMIA DEGLI UMIDI, raccoltasi intorno al fiorentino Giovanni Mazzuoli da Strada (1540-41) per la difesa dell'uso linguistico fiorentino e quasi subito confluita nell'ACCADEMIA FIORENTINA, che, protetta da Cosimo I, si propose fin dalla fondazione (1541) di studiare un'esatta normativa grammaticale e lessicale. A Venezia nel 1557 Federigo Badoer fondò l'ACCADEMIA DELLA FAMA che, sulle orme dell'Aldina, fu anche un attivo centro editoriale; ne fu segretario, fino alla soppressione (1561), Bernardo Tasso. A Padova Scipione Gonzaga diede impulso all'ACCADEMIA DEGLI ETEREI (1564), frequentata da Torquato Tasso. Nel 1583, a Firenze, nacque l'ACCADEMIA DELLA CRUSCA.

Tra il Sei e il Settecento sorgono le grandi accademie scientifiche: l'ACCADEMIA DEI LINCEI, fondata a Roma da Federico Cesi nel 1603; l'ACCADEMIA DEL CIMENTO, nata a Firenze nel 1657 per volontà di Leopoldo de' Medici e scioltasi nel 1667: la napoletana ACCADEMIA DEGLI INVESTIGANTI, fondata nel 1678 e attivo centro di studi antiaristotelici. Verso la fine del secolo s'impose l'ACCADEMIA DELL'ARCADIA .

Tra le grandi accademie straniere, tutte sorte a imitazione dei modelli italiani, risalgono a questo periodo l'ACADEMIE FRANCAISE (1634), l'inglese ROYAL SOCIETY (1662) e
l'ACCADEMIA PRUSSIANA DELLE SCIENZE (1700).

Il dibattito ideologico che nel Settecento vedeva contrapposta l'avanguardia razionalista e scientifica ai fautori della tradizione, mise radicalmente in discussione l'istituto accademico, che veniva identificato col vecchio malanno della pigrizia culturale e del conformismo. Tale giudizio (ribadito, in particolare, da S. Beltinelli e G. Baretti) fu poi sostanzialmente ripreso dagli storici e dai critici dei positivismo e dell'idealismo. La critica successiva invece, consapevole della differenziazione e della complessità del fenomeno, ha preso le distanze da quella condanna per una valutazione più prudente e comunque più articolata.



Académie francaise

Istituto letterario nato dalle riunioni di un gruppo di amici che intorno al 1630 s'incontravano a Parigi, in casa di Valentin Conrart, per discutere di letteratura. Ebbe consacrazione ufficiale nel 1634, per volontà del cardinale di Richelieu. Per statuto, le funzioni originarie dell'A.f. consistevano nel salvaguardare la purezza e l'integrità della lingua francese. Per raggiungere tale scopo, fu decisa la pubblicazione di un dizionario (la prima edizione uscì nel 1694), di una grammatica e di due trattati di retorica e di arte poetica. L'attività dell'A.f. si risolse nella difesa dei modelli consacrati e introdusse nella vita letteraria il concetto di autorità. Anche dopo la morte di Richelieu l'A.f. ha continuato a essere ufficialmente protetta dallo stato, dal re prima e, attualmente, dal presidente della repubblica. Il grande prestigio da essa conosciuto nel sec. XVII, quando fu anche al centro di animate controversie letterarie (tra le quali la celebre querelle intorno al Cid di Corneille), subì in seguito un parziale declino. Soppressa durante la rivoluzione francese perché ritenuta ostile alle idee liberali, fu poi ricostituita da Napoleone. Tra i suoi membri (in numero di 40) hanno comunque sempre figurato i più grandi nomi della letteratura francese. Essi non vengono scelti soltanto nel mondo letterario, ma anche in quello artistico, scientifico e politico.

Negli ultimi vent'anni sono entrati a farne parte Marguerite Yourcenar, prima donna a essere eletta, Léopold-Sédar Senghor, primo accademico africano, e altre eminenti personalità come Marc Fumaroli, Hector Bianciotti, Francois Furet .
 



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