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LEONARDO DA VINCI
Pittore e ingegnere
L'opera scientifica di Leonardo è frutto di una concezione che
segna il confine tra la tecnica
e la scienza.
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Vecchi libri in piazza

La manifestazione Vecchi libri in piazza è nata nel 1995 e, da allora, non ha visto che aumentare il numero di espositori e visitatori. La ragione di questo successo è legata alla sua specializzazione: la promozione di libri antichi, rari, di pregio, insieme alle edizioni esaurite e fuori catalogo, trascurando volutamente quanto ne è estraneo. Attualmente gli espositori sono più di 100 ed il numero di visitatori è stimabile in più di diecimila.

A questo appuntamento mensile, puntualmente presenti, partecipano librai provenienti da tutta l'Italia, con l'occasionale presenza di alcuni librai francesi e di un libraio olandese. La manifestazione rappresenta dunque un'occasione unica per gli appasionati che possono curiosare tra i banchi, sfogliare e acquistare libri antichi, prime edizioni, testi fuori commercio e volumi rari.

La manifestazione si svolge a Milano, da gennaio a dicembre - con l'esclusione dei mesi di luglio e agosto - ogni seconda domenica del mese, sotto i portici di piazza Diaz, a due passi dal Duomo, dalle 0re 08:00 alle ore 16:00.

La mostra-mercato è raggiungibile con la metropolitana M1 Duomo (linea rossa) e M3Duomo o Missori (linea gialla).


Van Gogh

Il museo Van Gogh di Amsterdam pubblicherà nel prossimo ottobre una nuova edizione internazionale della corrispondenza completa del pittore olandese in inglese, olandese e francese. Un'opera strutturata in sei volumi ed alla quale - e questa è la notizia interessante - si avrà accesso gratuitamente da internet.
L'iniziativa è il frutto di 15 anni di ricerche dello stesso museo, dell'istituto Huygens e dell'Accademia olandese delle Arti e Scienze. La grande novità, tanto della versione stampata che di quella digitale, è che le novecento lettere, 820 scritte da Van Gogh e 80 a lui indirizzate, saranno illustrate con tutte le opere pittoriche alle quali fanno riferimento i documenti. La corrispondenza di Vincent Van Gogh è notoriamente un fedele specchio dei legami che lo legavano con il fratello Theo, dei suoi sogni, delle delusioni, amicizie e lotte, della sua battaglia con la malattia e della passione per l'arte.
In occasione della pubblicazione, il museo di Amsterdam inaugurerà un'esposizione dal titolo “Le lettere di Van Gogh: l'artista parla”.

New York, Morgan Library & Museum.
Palladio protagonista alla Morgan di New York.
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Andrea Palladio, Progetto per villa Contarini a Piazzola

Andrea Palladio, progetto per Villa Pisani a Bagnolo

Andrea Palladio, Progetto per villa Repeta a Campiglia (1565 c.)

Andrea Palladio, Progetto per villa Contarini a Piazzola (1546)

Andrea Palladio, progetto per Villa Pisani a Bagnolo

Immagini (cliccare per ingrandire)
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Archiviata l'Europa, e con un successo a livello decisamente inatteso, Palladio ora si presenta in America, il Paese dove la sua eredità è forse più evidente, dall'architettura delle ville nelle piantagioni di cotone di "Via col vento" sino agli edifici del potere civile, a cominciare dalla stessa Casa Bianca.

Come esplicitato nel titolo Palladio and His Legacy: A Transatlantic Journey (Palladio e la sua eredità: un viaggio attraverso l'Atlantico) il tema della mostra palladiana negli USA - a detta della co-curatrice Irena Murray, direttrice del RIBA di Londra - è "raccontare" Palladio architetto e insieme dimostrare come il "codice genetico" dell'architettura americana risalga al grande architetto italiano. Per questo, accanto a 31 nuovi splendidi disegni di Palladio, non presenti (per evidenti ragioni conservative) nelle edizioni europee della mostra, saranno esposti modelli architettonici realizzati per l'occasione e libri originali provenienti dalla British Architectural Library. Essi illustreranno il Palladianesimo britannico e, soprattutto americano, con particolare evidenza all'opera di Thomes Jefferson, il terzo presidente degli USA, che sulla sua copia dei Quattro Libri scrisse "Palladio is the Bible", Palladio è la Bibbia.

Il Royal Institute of British Architects custodisce a Londra il grandioso "corpus" dei disegni di Palladio, che da quattrocento anni sono in Gran Bretagna, ceduti nel 1614 da Vincenzo Scamozzi all'architetto e viaggiatore inglese Inigo Jones. In occasione della mostra, le ricerche sui disegni hanno fatto emergere nuove scoperte che stanno già facendo discutere il mondo degli specialisti. Il direttore del CISA, Guido Beltramini, che ha curato per il RIBA la sezione sui disegni di Palladio, ha identificato tra i fogli selezionati per essere esposti a New York i disegni di Palladio per villa Repeta a Campiglia, per villa Pisani a Bagnolo e per villa Contarini a Piazzola sul Brenta. In particolare a Campiglia i ritrovati disegni palladiani dimostrano che l'attuale villa seicentesca ingloba le strutture della precedente villa palladiana che si credeva distrutta da un incendio. Allo stesso modo il disegno autografo palladiano per villa Contarini consente finalmente di leggere la parte originale della villa, poi ampliata e radicalmente completamente trasformata nel Seicento.

Mentre la mostra palladiana "europea" dello scorso anno raccontava la vita di Palladio, l'edizione americana è in sintonia per la predilezione anglosassone per il disegno, per i primi momenti della creazione dell'arte, per l'istante magico in cui l'idea esce dalla mente dell'artista per fissarsi su un foglio di carta. I 31 disegni di Palladio sono infatti stati selezionati per consentire di vederlo "al lavoro" come se fossimo con lui a bottega. Il percorso espositivo comincia dai fogli di studio dei monumenti Romani antichi, che Palladio indaga con precisione maniacale, cercando di "rubarne" le leggi delle segrete armonie. Prosegue con i disegni di progetto, con i primi schizzi a mano libera, i seguenti disegni di studio, sino alle strategie di seduzione dei clienti con disegni decorati da amici artisti. Continua con una terza sezione di fogli dedicati al Palladio "comunicatore", con preziosi fogli di impaginazione dei Quattro Libri dell'Architettura, il trattato con cui Palladio diventerà famoso nel mondo. In omaggio al mondo anglosassone saranno esposti anche, per la prima volta, i disegni di due altre imprese editoriali palladiane, che dovevano completare i Quattro Libri, vale a dire un quinto libro sulle "Terme antiche" e un sesto libro sugli "archi trionfali".

Questi ultimi sono il punto di passaggio ideale nelle due successive sezioni della mostra dedicate al palladianesimo inglese e americano. Sarà infatti Lord Burlington a ritrovare in Italia i disegni di Palladio per le Terme antiche, a portarli in inghilterra e a pubblicarli "in facsimile" nel 1730 in uno splendido volume presente in mostra. E chiunque abbia transitato nelle stazioni ferroviarie amercane potrà rendersi conto di come i disegni palladiani pubblicati di Burlington abbiano influenzato gli immensi spazi di Gran Central o di Penn Station a New York. La mostra presenta le realizzazioni del palladianesimo americano soprattutto attraverso modelli architettonici realizzati per l'occasione, di maggior comprensione per il largo pubblico. Fra di essi sono esposti per la prima volta la ricostruzione del primo progetto della villa di Monticello di Thomas Jefferson e il progetto che egli presentò, in forma anonima, nel 1792 al concorso per la residenza presidenziale a Washington, la futura Casa Bianca, proponendo di realizzare una copia esatta di villa Rotonda a Vicenza.


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I Preraffaelliti tra il Mar di Ravenna e l'Ashmolean Museum di Oxford

I PRERAFFAELLITI E IL SOGNO ITALIANO. DA BEATO ANGELICO A PERUGINO, DA ROSSETTI A BURNE-JONES

inaugurazione sabato 27 febbraio 2010 | ore 18.00 | fino al 6 giugno | mar museo d'arte ravenna
Dal 15 settembre la mostra si sposta al the ashmolean museum | oxford

Il progetto di mostra dedicato a I Preraffaelliti e il sogno italiano. Da Beato Angelico a Perugino, da Rossetti a Burne-Jones curato da Colin Harrison, Christopher Newall, Claudio Spadoni e promosso dal Comune di Ravenna, dall'Assessorato alla Cultura, dal Museo d'Arte della città e dall'Ashmolean Museum di Oxford con il generoso sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, in programma nelle sale del Mar dal 28 febbraio - 6 giugno 2010, e dal 15 settembre - 5 dicembre 2010 presso l'Ashmolean Museum di Oxford, intende indagare il ruolo artistico e culturale dell'Italia per quel movimento chiamato "Preraffaellita".
Si tratta per altro della prima mostra organizzata in Italia sul movimento nel suo complesso. Nato in Inghilterra nella seconda metà del XIX secolo si impose come risposta all'accademismo ufficiale, per il recupero di un'arte spontanea e ispirata alla natura, identificata con l'arte dei pittori del passato prima di Raffaello, come indica il nome.
La brillantezza dei colori, l'attenzione ai particolari naturali, l'estrema semplicità e l'intensità dell'espressione furono elementi della pittura medievale che affascinarono quel gruppo di giovani artisti inglesi capitanati da William Holman Hunt. L'Italia con la sua arte, il suo paesaggio, la sua letteratura e la sua storia, fu il punto centrale della loro ispirazione: essi cercarono di guidare la riforma della pittura inglese in direzione di soggetti emotivamente sinceri e personali, rifiutando immagini convenzionali legate ad un metodo accademico.
Tra i membri fondatori della Confraternita ci fu Dante Gabriel Rossetti: figlio di un esule italiano, trovò una delle sue principali fonti di ispirazione negli scritti di Dante, e realizzò una magnifica serie di acquerelli e dipinti ad illustrare alcuni episodi chiave della Divina Commedia. Anche Burne-Jones realizzò opere tratte da soggetti legati alla letteratura italiana. Se inizialmente l'arte dei Preraffaelliti fu ispirata all'esempio dell'arte italiana, con riferimento al periodo medievale e pre-rinascimentale, a partire dagli ultimi anni del 1850 l'attenzione si volse anche ai dipinti del sedicesimo secolo e in particolare a quelli veneziani. Dipinti come Dolce Far Niente C2?di Hunt, sono inimmaginabili senza l'esempio del Manierismo, mentre Aurelia (L'Amante di Fazio) di Rossetti è disegnata sul linguaggio del maestro Urbinate. Alla fine il Preraffaellismo mutò in quello che è comunemente chiamato Movimento Estetico: gli scritti di critici come Algernon Swinburne e Walter Pater sul Rinascimento italiano furono un riferimento per i pittori inglesi in cerca di liberare il loro lavoro da prosaici argomenti narrativi. John Ruskin supportò criticamente il gruppo preraffaellita e fu l'ispiratore di un gruppo di artisti che in quel periodo visitò l'Italia con l'intento di studiare attentamente la natura e di documentare l'architettura e le opere d'arte a beneficio del pubblico inglese che mai avrebbe avuto la possibilità di visitare quei luoghi. Un certo numero di pittori e disegnatori lavorarono direttamente per Ruskin, per documentare edifici e dipinti che lo studioso credeva in pericolo o per restauri incauti o per l'incuria del tempo. Tra questi c'erano G.P. Boyce, J.W. Inchbold e J. Brett, poi J.W. Bunney, F. Randall e A. Burgess, che realizzarono disegni per gli studenti di Oxford. La mostra seguirà dunque questi due temi principali: l'interesse da parte dei Preraffaelliti per la letteratura e l'arte italiane, con l'esposizione di importanti capolavori di Beato Angelico, Perugino e altri, e la loro rappresentazione del paesaggio italiano. Il culmine dell'interesse dei Preraffaelliti in Italia si può vedere nei mosaici della Chiesa Americana di Roma, San Paolo dentro le Mura, realizzati da Burne-Jones alla fine del 1880.

La mostra includerà cartoni e disegni preparatori per questo progetto, visti raramente in pubblico. Saranno anche rappresentati lavori di Scuola Etrusca di pittori che seguirono e furono ispirati dal pittore e patriota italiano Giovanni Costa. Artisti che credevano nel diritto all'indipendenza dell'Italia e che espressero la loro ammirazione per il nostro paese con commoventi e panoramiche vedute paesaggistiche.

La mostra è posta sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano e gode dei patrocini dell'Ambasciata Britannica, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Emilia-Romagna e della Provincia di Ravenna. Il catalogo, con i contributi di Maurizio Isabella, "Rapporti storici e politici tra Italia e Gran B retagna nel XIX secolo"; Martin McLaughlin, "L'interesse per la letteratura italiana nella cultura inglese del XIX secolo"; Claudio Spadoni, "Le ragioni di una mostra"; Colin Harrison, "La riscoperta dei primitivi"; Christopher Newall, "I Preraffaelliti e l'Italia" è edito da Silvana Editoriale


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Raccolti in un libro i brevi post - alcuni molto critici verso Silvio Berlusconi - pubblicati nei primi sei mesi dopo l'apertura del blog El cuaderno de Saramago



In Italia la casa editrice, Einaudi (di proprietà di Berlusconi), non pubblicherà il libro. Alla domanda su cosa pensa di questo rifiuto, José Saramago (premio Nobel per la letteratura nel 1998) risponde: "Prima o poi sarebbe successo. Berlusconi è signore e padrone di Einaudi. Era prevedibile che prendesse una decisione contro lo scrittore impertinente che gli dà fastidio. Il libro sarà pubblicato in Italia da Bollati Boringhieri, che è diventata la mia nuova casa editrice".

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Il Mantegna, novità in scena al Louvre
L'importante retrospettiva dedicata a Andrea Mantegna al Louvre.

Il museo del Louvre dedica, per la prima volta in Francia, un'importante retrospettiva a Andrea Mantegna (1431 -1506), uno dei principali artisti rinascimentali nell’Italia del nord, la cui carriera ebbe luogo tra Padova e Mantova lungo la seconda metà del XVI secolo.
L'esposizione mira a mostrare, attraverso i dipinti ma anche i disegni, le incisioni, i manoscritti e le sculture, la vicenda di questa figura eccezionale di artista, le influenze che ha ricevuto e l'ascendente che a sua volta esercitò su molte generazioni di artisti.

Le raccolte francesi, a partire da quella del Louvre, possiedono uno straordinario complesso di opere del Mantegna, che si combina con prestiti speciali, provenienti da tutto il mondo. Il visitatore potrà seguire le tappe chiave del percorso di questo genio, nato verso il 1430-1431 a Isola del Carturo, una piccola località tra Padova e Vicenza, vicino al borgo medievale di Cittadella, a cui apparteneva come comprensorio. Celebre fin dalla sua giovane età, ebbe tra i suoi discepoli principi e uomini di lettere. Più avanti la sua arte attingerà a quella della famiglia Veneziana dei Bellini, e in fatti sposerà la sorella di Giovanni Bellini (Giambellino).

Il visitatore troverà un pittore forte, esperto di prospettiva e al contempo dotato di una grande e autentica sensibilità e di un sorprendente talento d’osservazione. Accanto al percorso "cronologico", che ci concluderà con un’evocazione del suo lascito, molti altri temi attireranno l’attenzione del visitatore. Per esempio, la collaborazione con suo cognato Giovanni Bellini, la sua attività di fornitura di modelli per le incisioni e per le arti decorative, la diffusione precoce e duratura delle sue invenzioni pittoriche in tutta l’Europa.

I siti da visitare



Il nuovo articolato sito del Louvre
http://www.louvre.fr/llv/commun/home.jsp

Il minisito dedicato alla mostra
http://mini-site.louvre.fr/mantegna/acc/xmlfr/index.html


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Pinacoteca di Brera
Museo di statura internazionale, la Pinacoteca di Brera nacque a fianco dell'Accademia di Belle Arti, voluta da Maria Teresa d’Austria nel 1776, con finalità didattiche. Doveva infatti costituire una collezione di opere esemplari, destinate alla formazione degli studenti.
Quando Milano divenne capitale del Regno Italico la raccolta, per volontà di Napoleone, si trasformò in un museo che intendeva esporre i dipinti più significativi provenienti da tutti i territori conquistati dalle armate francesi. Brera quindi, a differenza di altri grandi musei italiani, come gli Uffizi ad esempio, non nasce dal collezionismo privato dei principi e dell'aristocrazia ma da quello politico e di stato.
Palazzo di Brera
Infatti a partire dai primi anni dell'Ottocento, anche in seguito alla soppressione di molti ordini religiosi, vi confluirono i dipinti requisiti da chiese e conventi lombardi, cui si aggiunsero le opere di identica provenienza sottratte ai vari dipartimenti del Regno Italico. Questa nascita spiega la prevalenza, nelle raccolte, dei dipinti sacri, spesso di grande formato e conferisce al museo una fisionomia particolare, solo in parte attenuata dalle successive acquisizioni.

Brera e la guerra

Le vicende della Pinacoteca di Brera durante il primo e il secondo conflitto mondiale, non sono mai state analizzate.

In occasione del Bicentenario della sua fondazione la Soprintendenza per i Beni Artistici, Storici ed Etnoantropologici per le province di Milano, Bergamo, Como, Lecco, Lodi Pavia, Sondrio e Varese ha dedicato una mostra fotografica a quegli anni, i più drammatici della sua storia, che coinvolsero anche le maggiori istituzioni museali milanesi. Di quell’ immenso patrimonio artistico si rese responsabile, durante entrambe le guerre, l’allora Sovrintendenza alle Gallerie, organizzando operazioni di salvaguardia, che coinvolsero non solo direttori e personale dei musei ma anche privati cittadini, spesso a disprezzo anche della propria incolumità.

Due furono i principali protagonisti della tutela dell’arte italiana in Lombardia durante i conflitti mondiali: Ettore Modiglioni, Sovrintendente alle Gallerie negli anni 1915-1918, personaggio celebre e stimatissimo, e Guglielmo Pacchioni che assunse l’incarico della Sovrintendenza nel periodo 1939-1945, figura meno brillante, quasi sconosciuta ma che, attraverso la lettura dei documenti riguardanti la sua opera, emerge per coraggio e dirittura morale: entrambi coadiuvati da fidati custodi, collaboratori, funzionari (come Fernanda Wittgens, Gian Alberto dell’Acqua, Angela Ottino della Chiesa durante il secondo conflitto bellico), ciascuno consapevole dell’importanza del compito delicatissimo e pericoloso che si trovava a svolgere.

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