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ALTRE OPERE |
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L'Annunciazione, ca.
1472-1477, Galleria degli Uffizi, Firenze
Madonna del garofano, ca.
1474, Alte Pinakothek, Monaco
Ritratto di Ginevra de' Benci, ca. 1475-1478, National
Gallery of Art, Washington Madonna
Benois, ca. 1478-1500, Ermitage, San Pietroburgo
San Gerolamo, ca. 1480,
Pinacoteca Vaticana, Roma
Adorazione dei Magi, ca. 1482 (incompiuto), Galleria
degli Uffizi, Firenze La vergine
delle rocce, ca. 1483-1485, Musée du Louvre, Parigi
Ritratto di musicista, ca.
1490, Pinacoteca Ambrosiana, Milano
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LEONARDO IN ALTRE SEZIONI DEL SITO |
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QUADERNI DI ANATOMIA
Sotto questo nome va la selezione dei fogli anatomici
di Leonardo da Vinci conservati nel Castello reale di Windsor.
La
pubblicazione fu iniziata da T. Sabachnikoff e G. Piumati coi due volumi dei
fogli A e fogli B (1898-1901), e fu completata a Cristiania in sei volumi,
tra il 1911 e il 1916, da Ove C.L. Vangensten, A. Fonahn, H. Hopstock. Nel
1901 tutti i Quaderni furono riprodotti solo in fac-simile, in dieci volumi,
dall'editore Rouveyre di Parigi. Riuniti a formare uno dei due codici
fattizi impaginati da Pompeo Leoni, i fogli costituivano un "libro in quarto
scritto e disegnato da Leonardo da Vinci, in cui sono disegnate figure di
uomo, di donna e di bambini", descritto in una lettera di Costantino
Huygens, segretario di Guglielmo II re di Inghilterra, del 17 maggio 1690.
La raccolta era allora a Kensington e poi passò a Windsor; nel 1883 fu
segnalata da J. Richter. I Quaderni riuniscono la maggior parte degli studi
anatomici di Leonardo a noi noti, di modo che questa particolare
applicazione dell'attività di ricerca vinciana vi è ampiamente rivelata.
Assunta all'inizio come approfondimento degli strumenti del linguaggio
figurativo dell'artista, essa si allarga via via, acquista precisione e
metodo di indagine scientifica. Dal primo periodo milanese, quando principiò
ad assumere una reale consistenza obbiettiva, fino al 1515, quando Leone X
gli inibì l'accesso alla sala mortuaria dell'Ospedale di Santo Spirito a
Roma, si andarono accumulando i centoventi libri di anatomia, di cui
Leonardo ha lasciato ricordo. Dalle preparazioni anatomiche, eseguite sempre
personalmente (si parla della dissezione di una trentina di cadaveri),
scaturivano le annotazioni riferite a disegni dimostrativi scrutati "per
diversi aspetti". L'osservazione diretta, la stretta connessione
dell'indagine anatomica con quella fisiologica (di ogni organo, Leonardo
vuole che sia spiegato anche "l'uso, l'ufficio, il giovamento"),
l'applicazione del metodo comparativo costituiscono fatti storicamente
importanti in quanto anticipano di qualche decennio il rinascimento degli
studi anatomici. La precisione degli incisivi disegni permetteva di rendere
i singoli organi isolati con speciali accorgimenti e ricostruiti
ingegnosamente, come i muscoli sostituiti con fili di rame, le cavità rese
mediante iniezioni di masse solidificabili. Le preparazioni erano
specialmente curate. Esse variavano dalla semplice asportazione di tessuti
per mettere in evidenza gli organi sottostanti (muscoli o vasi o nervi),
alla apertura di grandi cavità del corpo per sorprendere gli apparati
interni nella loro normale giacitura e nei reciproci rapporti, alle sezioni
atte a mostrarne le stratificazioni. Altri saggi anatomici senza dissezione
sono quelli per lo studio del canone di proporzione del corpo umano, ripreso
da Vitruvio, ma sviluppato con qualche originalità. Essi sono più aderenti
all'attività artistica di Leonardo. Tra le più notevoli conquiste
dell'anatomia vinciana sono la segnalazione di organi o formazioni descritti
soltanto più tardi da altri anatomici, come le tube interne poi illustrate
dal Falloppio, il seno mascellare descritto in seguito dall'Highmore, la
trabecola sottomarginale, i moduli delle valvole semilunari e
dell'endocardio parietale del cuore. Al di sopra delle singole scoperte
scientifiche sta la serena mente dell'artista, del pensatore per il quale
l'uomo è "il modello del mondo", la creatura più nobile di esso. Leonardo è
convinto che l'organismo vivente è fatto a similitudine del mondo e del
corpo della terra; e poiché nella natura inanimata valgono le leggi
meccaniche, così queste debbono necessariamente governare anche gli esseri
viventi. Tanto nel macrocosmo quanto nel microcosmo "ogni azione bisogna che
s'esercita per moto", poiché "il moto è causa d'ogni vita". L'analogia è
dunque molto stretta; solo in un punto differiscono il mondo e l'uomo, "il
mondo sendo di perpetua stabilità", mentre l'uomo, come ogni altro organismo
vivente, "al continuo more e al continuo rinasce".
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