GIAMBATTISTA MARINO
(1569 -1625)
PALLORE DELL'AMATA
Pallidetto mio sole,
ai tuoi dolci pallori
perde l'alba vermiglia i suoi colori.
Pallidetta mia morte,
a le tue dolci e
pallide viole
la porpora amorosa
perde, vinta, la rosa.
Oh! piaccia a la mia sorte
che dolce teco impallidisca anch'io,
pallidetto amor mio!
LA DONNA CHE CUCE
E strale, è stral, non ago
quel ch'opra il suo lavoro,
nova Aracne d'amor, colei ch'adoro;
onde, mentre il. bel lino orna e
trapunge,
di mille punte il cor mi passa e punge.
Misero! e quel sí vago
sanguigno fil, che tira,
tronca, annoda, assottiglia, attorce e gira
la bella man gradita,
è il fil della mia vita.