GIOSUE CARDUCCI
(1835 -1907)
AD ANNIE VIVANTI
Batto a la chiusa imposta con un ramicello di fiori
glauchi ed azzurri, come i tuoi occhi, o Annie.
Vedi: il sole co '1 riso d'un tremulo raggio ha baciato
la nube, e ha detto — Nuvola bianca, t'apri. —
Senti: il vento de l'alpe con fresco susurro saluta
la vela, e dice — Candida vela, vai. —
Mira: l'augel discende da l'umido cielo su 'l pesco
in fiore e trilla — Vermiglia pianta, odora. —
Scende da' miei pensieri l'eterna dea poesia
su 'l cuore, e grida — O vecchio cuore, batti. —
E docile il cuore ne' tuoi grandi occhi di fata
s'affisa, e chiama — Dolce fanciulla, canta.
DIPARTITA
Quando parto da voi, dolce signora,
Scura la terra e grigio il cielo appare,
Odo gufi cantar dentro e di fuora,
E gli alberi non restan di guardare.
Brulli, stupidi in vista e intirizziti,
Guardano a lungo come sbigottiti:
Guardan, crollano il capo e fuggon via,
E tornan sempre. Oh trista compagnia!
— O trista compagnia, che cosa vuoi?
— Noi ti guardiamo perché morto sei.
Noi siam gli spettri de' pensieri tuoi,
Noi siam gli spettri de' pensier di lei.
Ier tra canti d'uccelli e tutti in fiore:
Oh come fugge la vita e l'amore!
Oggi ti accompagnamo al cimitero:
Oh come freddo e lungo è il tempo nero!