Parodos poesia   Letteratura Personaggi Profili delle letterature Teatro Filosofia Storia Search


parodos         poesie d'amore


RACCOLTA DI POESIE D'AMORE DI TUTTI I TEMPI E DI TUTTI I PAESI


INDICE DEGLI AUTORI

GUIDO CAVALCANTI
(1255 circa - 1300)

TRE FOROSETTE NOVE

Era in pensar d'amor quand'i' trovai
tre forosette nòve;
l'una cantava: "e' piove
gioco d'amore in nui".

Era la vista lor tanto soave
e tanto queta cortese ed umile
ch'i' dissi lor: "Vo' portate la chiave
di ciascuna vertú alta e gentile.
Deh! forosette, no m'abbiate a vile
per lo colpo ch'io porto:
questo cor mi fu morto,
poi che 'n Tolosa fui".

Elle con gli occhi lor si volser tanto,
che vider come 'l cor era ferito
e come un spiritel nato di pianto .
era per mezzo de lo colpo uscito.
Poi che mi vider cosi sbigottito,
disse l'una che rise:
"Guarda come conquise
forza d'amor costui!".

L'altra pietosa, piena di merzede,
fatta di gioco, in figura d'Amore,
disse: "Il tuo colpo, che nel cor si vede,
fu tratto d'occhi di troppo valore,
che dentro vi lasciaro uno splendore
chi nol posso mirare;
dimmi se ricordare
di quegli occhi ti pui".

Alla dura questione e paurosa
la qual mi fece questa forosetta,
i' dissi: "E' mi ricorda che 'n Tolosa
donna m'apparve accordellata istretta,
la quale Amor chiamava la Mandetta:
giunse sí presta e forte
che 'n fin dentro, alla morte,
mi colpir gli occhi sui".

Molto cortesemente mi rispose
quella che di me prima aveva riso;
disse: "La donna che nel cor ti pose
co' la forza d'Amor tutto 'l su' viso,
dentro per li occhi ti mirò sí fiso,
ch'Amor fece apparire.
Se t'è greve 'l soffrire
raccomandati a lui".

Vanne a Tolosa, ballatetta mia,
ed entra quetamente alla Dorata:
ed ivi chiama che, per cortesia
d'alcuna bella donna, sia menata
dinanzi a quella di cui t'ho pregata;
e s'ella ti riceve,
dille con voce leve:
per merzé vegno a vui.



IN UN BOSCHETTO TROVA' PASTURELLA

In un boschetto trova' pasturella
piú che la stella — bella al mi' parere.

Cavelli avea biondetti e ricciutelli
e gli occhi pien d'amor, cera rosata;
con sua verghetta pasturav'agnelli,
e, scalza, di rugiada era bagnata;
cantava come fosse 'nnamorata;
er'adornata — di tutto piacere.

D'amor la salutai mantenente
e domandai s'avesse compagnia;
ed ella mi rispuose dolcemente
che sola sola per lo bosco gia,
e disse: "Sacci, quando l'augel pia
allor disia — 'l me' cor drudo avere".

Po' che mi disse di sua condizione,
e per lo bosco augelli audio cantare,
fra me stesso diss'i': "Ora è stagione
di questa pasturella gio' pigliare".
Merzé le chiesi sol che di baciare
e d'abracciare — le fosse 'n volere.

Per man mi prese, d'amorosa voglia,
e disse che donato m'avea 'l core:
menommi sott'una freschetta foglia
là dov'i' vidi fior d'ogni colore;
e tanto vi sentío gioia e dolzore
che dio d'amore — parvemi vedere.