LAPO GIANNI
(Seconda metà sec. XIII - prima metà sec. XIV)
QUESTA ROSA NOVELLA
Questa rosa novella
che fa piacer sua gaia giovanezza,
mostra che gentilezza,
Amor, sia nata per virtú di quella.
S'i' fossi sufficiente
di raccontar sua maraviglia nova,
diria come natura l'à 'dornata;
ma io non son possente
di saver allegar verace prova:
dillo tu, Amor, che serà me' laudata.
Ben dico: una fiata,
levando gli occhi per mirarla fiso,
presemi 'l dolce viso
e li occhi suoi lucenti come stella.
Allora bassai li miei
per lo tuo raggio che mi giunse al core
entro in quel punto ch'io la riguardai.
Tu dicesti: costei
mi piace signoreggi 'l tuo valore,
e servo a la tua vita le sarai,
ond'io ringrazio assai,
dolce signor, la tua somma grandezza,
ch'i' vivo in allegrezza
pensando a cui mia alma ài fatt'ancella
Ballata giovencella
girai a quella ch'à la bionda trezza;
ch'Amor, per la su' altezza,
m'ha comandato i' sia servente d'ella.