MARCABRUN
(XII secolo)
ERA FANCIULLA DAL CORPO BELLO
Io trovai sola, là dove erbosa
è presso al fonte la ghiaia e ombrosa
pace si stende sopra ogni cosa,
e bianco è 'l prato ch'è tutto in fiore,
e il canto nuovo mai non ha posa,
senza compagno trovai pensosa
lei che il conforto mio disdegnò.
Era fanciulla dal corpo bello
figlia a un signore, là del castello;
io già pensava: "Voce d'augello,
verde
di fronde, dolce tepore
forse l'allieta per l'aer novello,
forse ella
intende com'io favello"
quand'ella in volto trascolorò.
Piangea dagli occhi là presso al rio,
dal cuor profondo sospiro uscío:
"Gesú"
diss'ella, "Gesú, mio Dio,
per voi s'accresce mio gran dolore:
per l'onta
vostra soffro pur io,
ché al mondo, ogni uomo valente e pio,
come a Voi piace, per Voi s'armò.
Con Voi lontano va 'l mio diletto,
nobile e prode, gentil d'aspetto;
per lui mi vado struggendo in petto
di desiderio sempre e languore.
Che re
Luigi sia maledetto
lui che oltremare la guerra ha indetto,
per che il dolore nel cuor m'entrò."
Quand'io la intesi disconfortare,
verso lei venni, all'acque chiare.
"Bella", fec'io, "per lacrimare
troppo intristisce volto e colore;
né voi
dovete_ si disperare,
ché Quei che il bosco fa verdeggiare
ancora gioia dare vi può."
"Signor", diss'ella, "lo credo bene
che all'altro mondo tutte le pene
Iddio
mi tolga, da cui proviene
mercé infinita pel peccatore;
ma qui mi toglie
l'unico bene;
e certo questi poco a, me tiene,
da me già troppo s'allontanò."