PAOLO ROLLI
(1687 -1765)
SOLITARIO BOSCO OMBROSO
Solitario bosco ombroso,
a te viene afflitto cor,
per trovar qualche riposo
fra i silenzi in quest'orror.
Ogni oggetto ch'altrui piace
per me lieto piú non è :
ho perduta la mia pace,
son io stesso in odio a me.
La mia Tille, il mio bel foco,
dite, o piante, è forse qui?
Ahi! la cerco in ogni loco;
e pur so ch'ella parti.
Quante volte, o fronde grate
la vostr'ombra ne coprì!
Corso d'ore sí beate
quanto rapido fuggi!
Dite almeno, amiche fronde,
se il mio ben piú rivedrò:
ah! che l'eco mi risponde,
e mi par che dica no.
Sento un dolce mormorio:
un sospir forse sarà;
un sospir dell'idol mio,
che mi dice: tornerà.
Ah! ch'è il suon del rio, che piange
tra quei sassi il fresco umor,
e non mormora, ma piange
per pietà del mio dolor.
Ma, se torna, vano e tardo
il ritorno, oh Dei! sarà;
ché pietoso il dolce sguardo
su 'l mio cener piangerà.