Q. ORAZIO FLACCO
(65 - 8 a. C.)
LALAGE
Chi ha mente pura, senza colpa in cuore,
non s'armi d'arco né d'avvelenate
saette, o Fusco, se pel gran calore
di Libia s'incammina o per le ingrate,
inospiti caucasiche montagne
o pel paese che l'Idaspe irriga.
Guarda me: passeggiavo le campagne
mie di Sabina, sciolto da ogni briga,
e canticchiando non so piú che cosa
della mia Lalage. Ed un lupo enorme
come
non vide ancor la bellicosa
Daunia ne' suoi querceti, né l'informe
deserto d'Africa che sa i leoni...
mi fugge innanzi bench'io sia senz'armi.
Portami quindi dove i campi proni
muoion di sete, ove i segreti carmi
non s'odon di ruscelli e la verzura
le case non allieta; portami ove
sulla desolazion della natura
incombon cieli grigi e nebbie e piove:
là sotto il freddo dell'eterna brina,
là dove il suolo per l'arsura stride,
amerò Lalage, la chiacchierina,
che dolcemente parla e dolce ride.