SILVIA
(Secolo XVI)
O CHE INCENDIO, O CHE FIAMMA QUI M'ASSALSE
O che incendio, o che fiamma qui m'assalse,
qui, dove ancor si vede arsiccio il prato,
per lui, che per mia morte al mondo è nato,
per lui, cui del mio duolo unqua non calse!
Qui, qui lagrime usciro amare e salse
dagli occhi tristi, e 'l cor duro e gelato
mai non piegar. Fu sua durezza, o fato,
ch'amor, fede o fermezza a me non valse?
Lassa! fu mio destin, ch'ad amar diemmi
tigre spietata sotto uman sembiante,
ch'in questo inferno tormentoso tiemmi.
Ma perch'esempio i' sia d'ogni altro amante,
dite voi quel martir che dal ciel viemmi,
fere, augelli, antri, rivi, ombre, aure e piante.