SULPICIA
(I sec. a. C.)
L'AMORE ALFINE È VENUTO
L'amore alfine è venuto,
ed occultarlo al pudore
piú che aprirlo a qualcuno
mi sarebbe vergogna.
Pregata dalle mie Muse,
me lo portò Citerea,
ed ella lo depose
entro le nostre braccia.
Venere fu di parola:
e se diranno che alcuno
di suoi non ne ebbe, quello
racconti i miei piaceri.
Non voglio confidar nulla
a buste con il sigillo,
perché nessuno prima
del mio caro lo legga:
piace il peccare, ma secca
il fare un viso contrito;
si dica ch'eravamo
degni l'una dell'altro.