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| L'approccio innatista | ||
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FATTORI INNATI E FATTORI APPRESI NELLA PERCEZIONE L'APPROCCIO EMPIRISTA L'APPROCCIO INNATISTA LA PERCEZIONE DEL NEONATO LA TEORIA DI HEBB IL PROBLEMA DELLA INFLUENZA DEI BISOGNI, MOTIVAZIONI, STATI EMOTIVI, ATTEGGIAMENTI E DELLA PERSONALITA' NELLA PERCEZIONE I BISOGNI ORGANICI TENDONO A DETERMINARE CIO' CHE E' PERCEPITO L'EFFETTO DI RICOMPENSE E PUNIZIONI SU CIO' CHE E' PERCEPITO IL VALORE INDIVIDUALE DEGLI OGGETTI INFLUISCE SULLA VELOCITA' DI RICONOSCIMENTO IL VALORE DELL'OGGETTO INFLUISCE SULLA GRANDEZZA PERCEPITA LE DIFFERENZE INDIVIDUALI O LA PERSONALITA' NELL'ORGANIZZAZIONE PERCETTIVA ANSIA E RIGIDITA' PERCETTIVA COGNITIVISMO E PERCEZIONE |
La risposta al problema fornita dagli innatisti è che
la percezione della grandezza vera è data in modo diretto, e sostengono che
lo stimolo per giungere a questo risultato non è l'estensione dell'immagine
retinica come tale. Piuttosto, è un qualche tipo di rapporto tra la
grandezza e certi altri attributi visivi relativi alla profondità. Torniamo alla Fig. 47a. Il primo e l'ultimo uomo della fila appaiono della stessa altezza, anche se le immagini retiniche che producono sono molto diverse. Questo fenomeno rimarrebbe un problema irrisolto, se supponessimo che lo stimolo per la grandezza percepita di un oggetto fosse solo l'estensione della sua immagine retinica, senza alcun riferimento a qualcos'altro sulla retina. Supponiamo, di contro, che tale stimolo sia in realtà costituito da qualche tipo di rapporto: un rapporto tra l'immagine retinica di quell'oggetto e l'immagine retinica di quanto gli fa da sfondo. Per esernpio, consideriamo il rapporto tra altezza degli uomini ed altezza della tettoia. Come dimostra la Fig. 47a questo rapporto è costante: rappresenta un'invarianza nel modello stimolante stesso, la quale rimane immutata nonostante muti la distanza dall'osservatore. Se lo stimolo per percepire la grandezza è costituito da questo rapporto, allora il problema è risolto. Il risultato percettivo è costante, ma lo è anche lo stimolo, ora ridefinito come il rapporto appropriato. Di fatto, la situazione è più complessa: abbiamo casi in cui oggetti a distanze diverse appaiono della stessa grandezza anche in assenza di informazioni circa lo sfondo e casi, invece, in cui oggetti di grandezze diverse appaiono alla stessa distanza proprio per l'assenza di questo sfondo, come si ha nella Fig. 47b. In questo caso noi percepiamo un gigante ed un nano: ciò è anche contrario a quanto può suggerirci l'esperienza passata, perché nani e giganti come quelli dell'illustrazione non ne abbiamo mai visti. Molto spesso i trucchi cinematografici si basano, appunto, su una manipolazione del contesto in cui si muovono i vari personaggi e dai rapporti che questi vengono ad avere con gli elementi dello sfondo. Quanto si desidera discutere in questa sede comunque, non riguarda in modo specifico la percezione della grandezza; si tende, piuttosto, ad illustrare cosa tentano di fare gli innatisti. Per spiegare i fenomeni dell'organizzazione percettiva, essi non si appellano all'apprendimento, ma cercano qualche caratteristica del modello stimolante che sia più complessa (come, nel nostro esempio, il rapporto altezza degli uomini — altezza della tettoia) ed alla quale il percepiente risponde in modo diretto. |
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Figura 47 |
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