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| L'effetto di ricompense e punizioni su ciò che è percepito | ||
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FATTORI INNATI E FATTORI APPRESI NELLA PERCEZIONE L'APPROCCIO EMPIRISTA L'APPROCCIO INNATISTA LA PERCEZIONE DEL NEONATO LA TEORIA DI HEBB IL PROBLEMA DELLA INFLUENZA DEI BISOGNI, MOTIVAZIONI, STATI EMOTIVI, ATTEGGIAMENTI E DELLA PERSONALITA' NELLA PERCEZIONE I BISOGNI ORGANICI TENDONO A DETERMINARE CIO' CHE E' PERCEPITO L'EFFETTO DI RICOMPENSE E PUNIZIONI SU CIO' CHE E' PERCEPITO IL VALORE INDIVIDUALE DEGLI OGGETTI INFLUISCE SULLA VELOCITA' DI RICONOSCIMENTO IL VALORE DELL'OGGETTO INFLUISCE SULLA GRANDEZZA PERCEPITA LE DIFFERENZE INDIVIDUALI O LA PERSONALITA' NELL'ORGANIZZAZIONE PERCETTIVA ANSIA E RIGIDITA' PERCETTIVA COGNITIVISMO E PERCEZIONE |
Schaefer e Murphy (1943) usarono, come stimoli,
contesti di figure ambigue e reversibili. Il materiale era rappresentato da
due cerchi attraversati in corrispondenza del diametro da una linea ondulata
e con dei punti: si ottenevano così, complessivamente, quattro diverse facce
(Fig. 48). Le due parti venivano poi tagliate in modo da poter essere
presentate al soggetto separatamente. Ogni volta che una delle due facce
veniva presentata, il soggetto veniva ricompensato, e ad ogni esposizione
dell'altra veniva punito: ricompense e punizioni consistevano nel dare o nel
togliere piccole somme di denaro secondo un piano sperimentale per cui le
facce, che erano associate ad un compenso per una metà dei soggetti, erano
associate ad una punizione per l'altra metà. Dopo il periodo di condizionamento, consistente in cento di tali esposizioni, le figure furono accostate e le due parti, unite nel circolo completo, furono mostrate ai soggetti ad un tempo di esposizione di un terzo di secondo. Fu trovata una marcata tendenza a percepire come faccia solo la parte ricompensata. Sommer ed Ayllon (1956) hanno documentato analoghi risultati adoperando come situazione-stimolo non la segmentazione visiva, ma quella tattile. L'effetto del condizionamento sulla soglia di riconoscimento della parola associata a stimolo doloroso non appare uniforme: esso dipende dalla funzione che ha il riconoscimento della parola nel suo significato più globale: ciò risulta dalla esperienza di Rosen (1962) in cui degli shocks elettrici seguivano le risposte errate date dai soggetti a delle sillabe senza senso. Per un gruppo di soggetti lo shock poteva essere evitato da una risposta corretta; ciò non era possibile per l'altro gruppo. Nel primo caso l'Autore ha rilevato un abbassamento della soglia di riconoscimento ("sensibilizzazione percettiva"), nel secondo, al contrario, un innalzamento generale delle soglie sia per le parole critiche che per quelle neutre ("rottura" o "difesa" percettiva). È evidente l'analogia di questi dati con quelli emersi dallo studio degli effetti percettivi della frustrazione o dell'insuccesso e della soddisfazione o del successo. Postman e Bruner (1948) sottoposero ai soggetti di un primo esperimento frasi di tre parole in visione tachistoscopica. Le esposizioni erano gradualmente aumentate nelle presentazioni successive, fino a che furono ottenuti i valori di soglia a cui le frasi potevano essere lette correttamente. Ad un gruppo sperimentale di osservatori venne presentato un disegno complesso ad esposizioni cosi brevi da rendere impossibile il riconoscimento e da provocare quindi sensazioni di frustrazione, anche perché gli sperimentatori sottolineavano l'insuccesso con rimproveri od atteggiamenti di ironia o ridicolo; subito dopo gli stessi soggetti furono sottoposti alla visione tachistoscopica di frasi di tre parole ed i risultati relativi alla soglia di riconoscimento furono confrontati con quelli realizzati da un gruppo di soggetti ai quali era stato, al contrario, concesso un tempo di esposizione sufficiente a descrivere il disegno complesso presentato prima. Il confronto mostrò chiaramente come il gruppo dei soggetti "frustrati" realizzasse un notevole allungamento del tempo di riconoscimento delle frasi, rispondendo con parole che non avevano alcun riferimento né formale, né semantico coi testi correnti. |