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| Il valore dell'oggetto influisce sulla grandezza percepita | ||
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FATTORI INNATI E FATTORI APPRESI NELLA PERCEZIONE L'APPROCCIO EMPIRISTA L'APPROCCIO INNATISTA LA PERCEZIONE DEL NEONATO LA TEORIA DI HEBB IL PROBLEMA DELLA INFLUENZA DEI BISOGNI, MOTIVAZIONI, STATI EMOTIVI, ATTEGGIAMENTI E DELLA PERSONALITA' NELLA PERCEZIONE I BISOGNI ORGANICI TENDONO A DETERMINARE CIO' CHE E' PERCEPITO L'EFFETTO DI RICOMPENSE E PUNIZIONI SU CIO' CHE E' PERCEPITO IL VALORE INDIVIDUALE DEGLI OGGETTI INFLUISCE SULLA VELOCITA' DI RICONOSCIMENTO IL VALORE DELL'OGGETTO INFLUISCE SULLA GRANDEZZA PERCEPITA LE DIFFERENZE INDIVIDUALI O LA PERSONALITA' NELL'ORGANIZZAZIONE PERCETTIVA ANSIA E RIGIDITA' PERCETTIVA COGNITIVISMO E PERCEZIONE |
Anche la condizione socio-economica è stata, in un
esperimento di Bruner e Goodman (1947). assunta come un possibile fattore di
influenza sulla organizzazione percettiva: gli sperimentatori richiedevano a
dei ragazzi di dieci anni di regolare la circonferenza di un cerchio di luce
in modo da uguagliarla alla percezione della misura delle dimensioni di
monete (da I penny fino a 1/2 dollaro) e di dischi di cartone, di uguali
dimensioni, tenuti in mano. Le misure dei dischi di cartone erano stimate
correttamente, ma le misure delle monete erano sopravvalutate in proporzione
al loro valore, e gli Autori sottolineavano il fatto che i ragazzi più
poveri sopravvalutavano le monete molto più di quanto non facessero i
bambini più ricchi (vedi le tavv.
della Fig. 49, ove sono presentate anche le valutazioni fatte a
memoria, cioè in assenza dello stimolo). Bruner e Goodman attribuiscono questi effetti al fatto che le monete di più alto valore hanno una maggiore "valenza" sociale specialmente per fanciulli poveri; la constatazione che la moneta da mezzo dollaro non è soprastimata, è riferita dagli Autori al fatto che per i soggetti tale moneta non presenta caratteri di realtà, vale a dire non è, per ìl suo valore, di uso frequente. Queste conclusioni meritavano di essere controllate. Carter e Schooler (1949), analizzando i dati relativi alla misura di un cerchio di luce che un gruppo di ragazzi poveri ed uno di ragazzi ricchi doveva uguagliare alle dimensioni di monete, dischi di cartone e di alluminio di uguale taglia, non hanno confermato i risultati di Bruner e Goodman. Essi hanno notato che, nel caso della percezione degli oggetti, esiste una tendenza generale a sottostimare le misure sia delle monete che dei dischi quando sono piccoli e a soprastimare le misure delle monete e dei dischi quando sono più grandi. Le differenze nella misura delle dimensioni delle monete tra il gruppo di ragazzi ricchi e poveri vennero constatate solo nelle valutazioni fatte a memoria, non in quelle fatte con la moneta presente nel campo percettivo. |