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Venere e Afrodite
Divinità
italica, il cui significato, prima della sua identificazione con
Afrodite, che avvenne nel corso del processo di ellenizzazione
della cultura romana cominciato probabilmente verso la fine del
secolo IV a. C., sfugge ad una precisa determinazione. Dal III
secolo a. C. in poi essa appare definita via via più chiaramente
come dea dell’amore. Sempre dal III secolo a. C. compaiono in
Roma testimonianze concrete di un culto di Venere: al 295 è
datata la costruzione di un tempio. Nel 217 a. C. il dittatore
Q. Fabio Massimo dedicò un tempio a Venere Erycina,
evidentemente in occasione delle disfatte subite dai Romani per
opera di Annibale. Gli studiosi concordano nell’indicare nel
secolo III l’età in cui la Venere romana venne assumendo gli
attributi della dea di Erice, che aveva già subito influssi
ellenici e veniva già identificata in Sicilia con Afrodite;
quindi questo secolo segna l’inizio del processo di
assimilazione della Venere romana ad Afrodite. A facilitare
l’identificazione di Venere con Afrodite e con la dea di Erice
v’era la tradizione sia della nascita da Afrodite di Enea,
progenitore di Rea Silvia, madre di Romolo, sia
dell’identificazione che Enea stesso avrebbe fatto di sua madre
con la dea di Erice, quando portò dalla Sicilia nel Lazio un
simulacro della dea, dedicandolo a Venere madre in un
antichissimo santuario laziale. Venere diventa poi patrona dei
condottieri e degli statisti di successo: Pompeo nel 55 a. C.
dedica, accanto al suo teatro, un tempio a Venus Victrix
(Venere Vincitrice); infine Cesare si presenta alle moltitudini
come discendente di Venere e dedica un tempio a Venere
Genitrice. Sempre nel primo secolo a. C. viene solennemente
proclamata da
Lucrezio la funzione di dea della fecondità propria di Venere.
Accanto a queste attribuzioni va ricordata la più comune e
vulgata, di dea suscitatrice dell’amore, stimolatrice dei
desideri erotici, della voluttà e dei piaceri dei sensi . Dopo
il primo secolo a. C., irrigidita la religione romana in un
complesso di culti e di cerimonie formali, anche la figura di
Venere, come quelle di tutte le divinità dell’Olimpo
greco-romano, venne impallidendo e scomparendo davanti alla
concorrenza dei culti misterici e delle religioni orientali.
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Mitologia |
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Per gli
antichi, Afrodite – che con la sua nascita, ossia con la nascita
della pulsione sessuale, porta ordine nel vivente creando le
specie, le famiglie e i generi – è caratterizzata da iustitia e
probitas. E, all’interno di ciascuna specie, essa prevede una
condizione di indiscriminata eguaglianza per ciascuno dei suoi
componenti. |
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