BARTOLOMEO
SACCHI- BARTOLOMEO SCAPPI
La cucina, nell'Europa del Cinquecento, è anzitutto quella
dei signori, principi e papi, e dei grandi mercanti. Su di essa possediamo
numerosissime testimonianze e un discreto numero di ricettari.
L'Italia ha un ruolo di primo piano, per il traffico di spezie con
l'Oriente e di vini nel
bacino mediterraneo, e per le sue manifatture che forniscono - con vetri,
argenti e sete - gli addobbi e gli arredi della tavola. Fra le derrate esotiche,
un posto fondamentale ha lo zucchero di canna, la cui profusione in ogni parte
del banchetto è segno di ricchezza e di liberalità. Il suo uso si estende a
quasi tutti i lavori di pasta: gnocchi e tortelletti e tagliatelle ne prevedono
l'uso. Al modello delle corti italiane guardano quelle del Nord, a Parigi e a
Londra.
Fra tutti i libri di ricette il più conosciuto è il De honesta voluptate et
valetudine di Bartolomeo Platina, che nel Quattrocento aveva fatto tesoro degli
insegnamenti del maggior cuoco papale, mastro Martino, aggiungendovi un'analisi
dietetica di derrate e piatti: lo ritroviamo in compilazioni eterogenee sia in
Francia con il titolo Platine en francois (1509), sia in Germania, Von allem
Speisen und Gerichten. Durch den hochgelehrten und erfahrenen Platinam, Babst
Pii des II Hoffmeysfer, pubblicato a Strasburgo nel 1530.
Platina
- Pseudonimo di Bartolomeo Sacchi (Piadena,
Cremona 1421 – Roma 1481), umanista italiano.
Fu alla corte di Francesco Gonzaga come precettore e in seguito a Firenze presso
i Medici, dove frequentò l’Accademia Pomponiana accostandosi agli studi
umanistici. Trasferitosi a Roma, nel 1462 fu nominato abbreviatore apostolico da
papa Pio II, si scontrò con il successore di questi Paolo II e fu una prima
volta incarcerato; di nuovo trascorse alcuni mesi in prigione per aver
partecipato alla congiura di Pomponio Leto contro il pontefice. Liberato,
ottenne da Sisto IV l’incarico di dirigere la Biblioteca Vaticana.
Tra le sue opere maggiori vi sono il Liber de vita Christi ac omnium pontificum,
raccolta di biografie di pontefici dedicata a Sisto IV; i trattati politici De
principe, scritto per il principe Gonzaga, e De optimo cive, dedicato a Lorenzo
de’ Medici; una Historia urbis Mantuae; i dialoghi etico-filosofici De falso et
vero bono e De vera nobilitate; e un trattatello di culinaria, De obsoniis ac de
onesta voluptate et valetudine.
De honesta
voluptate et valetudine
Quest'opera è suddivisa in 10 volumi che descrivono dal 1* al 5* la natura degli
alimenti e, dal 6* al 10* le ricette. Il Platina riprenderà le medesime ricette
da Martino, eliminando però, forse perché troppo popolare, il termine
"maccherone" e sostituendolo con il più illustre"esicio".
Ricette
Zanzarelli
Ingredienti e procedura: uova, cacio grattugiato, pane grattato, mescolare il
tutto. Prendere una pignatta con brodo di carne e porla al fuoco, quando
comincia a bollire gettare dentro i zanzarelli, girarli, una volta cotti
toglierli e aggiungere sopra delle spezie.
Agnello in aglio
Far girare al fuoco un agnello condito di lardo e spicchi d'aglio, servendoti di
ramoscelli di lauro e di rosmarino. Altri ingredienti sono il brodo grasso,
tuorli d'uovo, aglio, zafferano e pepe. Quando è cotto porlo sopra un vassoio e
aggiungere parte del condimento e spargere sopra petrosillo tritato sopra.
Torta di farro
Far cuocere il farro in brodo grasso per poi estarlo e farlo asciugare; prendere
del cacio fresco e vecchio, aggiungere spezie, uova e un po' di zafferano e
mescolare bene li tutto solo con la crosta di sotto mettere a cuocere in forno.
Opera...
dell'arte del cucinare - Bartolomeo Scappi
Con il titolo di cuoco segreto di papa Pio V, Bartolomeo Scappi sigla la sua
Opera, nel 1570, destinata a fissare il codice italiano, registrando le ricette
dei maggiori Stati, e a definire, nelle sue sfumature, i differenti stili del
banchetto. Servizi d'apparato o curiali, piatti rituali, comandati dal
calendario o dalle stagioni, e vivande per convalescenti, tutte le modalità
nutritive sono previste e risolte. L'Opera ispira i cuochi stranieri, da Max
Rumpolt, con il suo Ein neues Kochbuch (1581), a Luis Granado il cui Libro del
arte de cozina (1599) recepisce e traduce molte ricette.
Bartolomeo
Scappi
Bartolomeo Scappi fu cuoco di intensa capacità ma soprattutto lungimirante
antesignano della tecnica di cucina. È curioso come alcuni particolari della sua
vita risultano ancora misteriosi e le poche cose che si conoscono sul suo conto
sono state ricavate dal suo trattato l’Opera, uno dei più completi libri di
Gastronomia del XVI secolo e non solo.
Relativamente alla sua nascita non si conosce una data esatta. Essa è collocata
agli inizi del XVI secolo, mentre la morte avvenne all’incirca attorno al 1570.
Scappi prestò servizio come cuoco presso personaggi importanti del tempo tra
cui, il Cardinale Lorenzo Campeggi, Papa Paolo III, ed infine Pio V del quale
fornisce un resoconto del banchetto d’intronizzazione, affermando di esserne
stato successivamente “cuoco segreto” (cuoco privato).
La sua attività, ebbe molto successo tanto da diventare un cuoco ambito e
stimato. Anche sulle sue origini geografiche vi sono pareri discordanti: chi
asserisce che Bartolomeo Scappi sia nato a Bologna, chi a Venezia altri a
Varese. Parlando di Scappi è importante citare l’Opera proprio perché è un
lavoro letterario imponente, che si divide in ben sei volumi, con temi ed
argomenti diversificati. Nel volume troviamo molte soluzioni tecniche della
ristorazione e quindi insegnamenti di cucina, elencazioni di piatti, tecniche
esclusive relative alla conservazione degli alimenti, dettagli per allestire
banchetti e poi i primi cenni di cucina per persone ammalate e inferme [nozioni
basilari di cucina dietetica] ed inoltre dotti elementi d’igiene.
Scappi, sotto questo aspetto, resta un vero e proprio precursore, intuì,
infatti, già allora, che da un buon tenore di vita [dieta mirata] aumenta il
benessere e la conseguente qualità dell’esistenza umana e che l’ambiente dove è
manipolato e cucinato il cibo deve essere, nei limiti del possibile, pulito e in
ordine. Dal punto di vista strettamente tecnico, fu un autentico professionista,
sia perché utilizzò i primi prodotti che arrivarono dalle Americhe ed anche
perché inventò delle soluzioni tecnico-pratiche, che sono ancora in “auge” tra i
moderni operatori della ristorazione. L’infarinatura e l’impanatura, ad esempio,
ma anche la sigillatura delle carni bianche e rosse prima della cottura.
Per quanto riguarda le ricette che sono contenute all’interno dell’Opera,
assistiamo ad una sostanziale innovazione rispetto alla cucina del medioevo. Se
per alcuni aspetti, in epoca medievale era tendenza preferire la selvaggina
(specie piumata), Scappi, nel suo manuale suggerisce anche l’uso delle carni da
allevamento, quali il pollo, il manzo e il suino. Pensiamo a Scappi come ad un
grande innovatore della gastronomia del tempo, infatti, il suo lavoro letterario
si meritò ampio consenso e fu tenuto in considerazione per tanto tempo, poi,
dopo la metà del 600, avvenne un’inesorabile, ma continua involuzione della
cucina Italiana che fu surclassata da quella Francese. Con Bartolomeo Scappi la
cucina locale conseguì risultati eccellenti, infatti, trascorsero ancora molti
lustri prima di ripetere il consenso che ebbe la stessa, nel corso del
Rinascimento.
L'Opera
Nel primo volume, introdotto da una conversazione fittizia tra il maestro e un
suo allievo, si tratta del cuoco, della maniera di costruire ambienti a uso di
cucina, del metodo di conoscere e conservare le buone vivande.
Nel secondo, di carne di quadrupedi e volatili, domestici e selvatici, e della
maniera di confezionare salse e sapori.
Nel terzo dei pesci, delle uova e delle minestre.
Nel quarto delle liste di vivande distribuite secondo le stagioni.
Nel quinto di come fare pasticci, crostate, torte e dolci vari.
Nel sesto, delle vivande più adatte per infermi e convalescenti.
Nella sua opera Scappi si rivela un riformatore sotto tutti i punti di vista.
Non si limita a semplici stufati e bolliti, ma applica tecniche più raffinate
come la marinata, farcisce torte salate con carciofi, piselli o altre verdure, e
riempie i dolci con ricotta o formaggio tenero. Molti suoi piatti erano alla
lombarda, alla toscana o alla bolognese, non disdegnando le cucine straniere,
come il “cuscus alla moresca” di provenienza araba. Bartolomeo fece conoscere
alla gastronomia italiana del Rinascimento anche un altro campo, quello della
'credenza', vale a dire i piatti freddi: dalle sfogliate ripiene alle salsicce,
fino ai molluschi e agli antipasti abbinati con i dolci.
Per fare Crostata d'alici
salate di Scappi
Farina – burro – acqua – alici (filetti d’acciuga) – formaggio grattugiato –
uova – sale – pepe
Preparazione
Pulite delle acciughe, lavatele bene ed asciugatele.
Disponete della farina a fontana, mettendovi al centro del burro ammorbidito
tagliato a pezzettini, una presa di sale e un po’ d’acqua tiepida.
Impastate e senza lavorare troppo fate una palla che avvolgerete in un
tovagliolo lasciandola riposare un paio d’ore.
Preparate un composto con del formaggio grattugiato, delle uova, una presa di
pepe, amalgamando bene il tutto.
Con l’impasto fate una sfoglia non troppo sottile e foderateci una tortiera,
dove verserete all’interno il ripieno decorando con i filetti di acciughe.
Infornate la torta e servitela tiepida o anche fredda.