Noi viviamo ancora sotto il regno della logica: ecco chiaramente dove volevo
arrivare. Ma i processi logici, ai giorni nostri, s'applicano unicamente alle
soluzioni di problemi di secondario interesse. Il razionalismo assoluto che
rimane di moda permette di prendere in considerazione nient'altro che i fatti
strettamente riferibili alla nostra esperienza. I fini logici, al contrario, ci
sfuggono. Inutile aggiungere che l'esperienza stessa s'è ritrovata chiusa tra
limiti assegnati. Essa s'agita in una gabbia da cui è sempre più difficile farla
evadere. S'appoggia anch'essa all'utile immediato ed è sorvegliata dal buon
senso. Sotto il color della civiltà, col pretesto del progresso, si è giunti a
bandire dallo spirito tutto ciò che, a torto o a ragione, può essere tacciato di
superstizione, di chimera, a proscrivere ogni metodo di ricerca della verità che
non sia conforme quello in uso. È stato per un formidabile caso, almeno in
apparenza, che recentemente si pose in luce una parte del mondo intellettuale,
per me importantissima, verso cui si ostentava trascuratezza. Bisogna
ringraziare le scoperte di Freud. In forza di tali scoperte si manifesta
finalmente una corrente d'opinioni per cui l'indagine umana si potrà spingere
più lontano nelle proprie ricerche, finalmente autorizzata a non tener più solo
conto di sommarie realtà. L'immaginazione è forse sul punto di riconquistare i
propri diritti. Se le profondità del nostro spirito racchiudono strane forze
capaci d'aumentare le forze di superficie o di contrapporsi vittoriosamente a
esse: v'è tutto l'interesse a captarle prima, per poi sottometterle, se appare
necessario, al controllo della nostra ragione. Gli analizzatori stessi non hanno
che da guadagnarvi. Ma è indispensabile osservare che nessun metodo è imposto a
priori per definire tale impresa e che sino a una nuova rivelazione essa può
appoggiarsi tanto sulle energie dei poeti quanto su quelle dei dotti, e che
infine il suo successo non dipende dalle vie più o meno capricciose che saranno
seguite.
(André Breton, Il manifesto del surrealismo, 1924)