William Dunbar
La danza dei sette peccati mortali



Opera del poeta scozzese William Dunbar (c. 1450-1530)
 

William Dunbar era una sorta di poeta di corte sotto il regno di Giacomo IV Stuart, a Edimburgo. Aveva studiato all'università di St.Andrews e lavorava a corte un po' come bardo e un po' come diplomatico.
L'anno di nascita è quasi certo: 1450. La morte forse nel 1520 o forse prima, nel 1513, nella disastrosa battaglia di Flodden, quando la rivalità fra scozzesi e inglesi esplose e Enrico VIII riuscì a sbaragliare e uccidere suo cognato Giacomo IV.


Il Dunbar fa parte di un gruppo di poeti scozzesi che raccolsero l'eredità di Chaucer e diedero la miglior poesia in lingua inglese del secolo XV; scrisse un gruppo di poemi allegorici e alcuni poemi satirici e realistici: tra i primi troviamo Il cardo e la rosa (The thistle and the rose), che celebra le nozze tra la figlia di Enrico VII, Margherita, e il re di Scozia Giacomo IV: tra gli altri vi è appunto la Danza dei sette peccati mortali. Nonostante Dunbar fosse stato per parte della sua vita frate francescano, non si può sostenere che la Danza sia un'opera religiosa nel filone della danza macabra medievale; essa è piuttosto imparentata con il teatro contemporaneo, dal quale prende a prestito la forma della sfilata delle scene, così come sfilavano i carri nelle rappresentazioni, per le vie delle città inglesi, gli episodi della storia sacra. Nè manca, alla Danza, il linguaggio realistico proprio del dramma quattrocentesco, oltre che dei Racconti chauceriani. Il poeta vede come in un sogno sfilare le allegorie dei sette peccati davanti a Belzebù: le scene che ne risultano danno luogo a una vivace rappresentazione e a una satira di tipi umani, soprattutto dell'ambiente scozzese che circondava Dunbar, piuttosto che a riflessioni morali edificanti. Il finale sottolinea il carattere di sagra paesana impresso dallo scrittore alla sua Danza: al termine della sfilata, gli Scozzesi presenti alla rappresentazione vengono invitati dal diavolo a danzare anch'essi in corteo, ma tale è il frastuono che essi riescono a fare, che il Maligno li avvolge in una densa nube di fumo e li scaglia nel più profondo dell'Inferno. Le qualità satiriche di Dunbar, cui si è accennato, sono particolarmente messe in rilievo da una lingua assai vivace e ricca di immagini e colori.



William Dunbar: Il trattato delle due donne maritate e della vedova.




 

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