Eduardo De Filippo

NAPOLI MILIONARIA
Commedia di Eduardo De Filippo (1900-1984),
pubblicata nel 1950

TRAMA
L'opera è ritenuta a tutt'oggi uno dei capolavori di Eduardo. La trama è semplice, narra la dissoluzione morale di una famiglia che nei vicoli di Napoli, durante la guerra, spinta dalla miseria si "arrangia" con la borsa nera, pur contro la volontà del capofamiglia, don Gennaro. Dopo l'arrivo degli Alleati il commercio si amplia, la ricchezza affluisce nel "basso" del vicolo, ma i milioni sono poco puliti; vengono dallo sfruttamento, dallo strozzinaggio, dalla miseria altrui e dai furti di Amedeo, il primogenito. Frattanto don Gennaro è scomparso da casa durante un coprifuoco e non si hanno sue notizie da più di un anno. La moglie, donna Amalia, sempre più affascinata dalla ricchezza, trascura i suoi doveri di madre e Maria Rosaria, la figlia più grande, diventa accompagnatrice fissa di militari americani mentre sua sorella Rituccia, ancora bambina, si ammala gravemente. L'improvviso ritorno del capofamiglia, scampato miracolosamente alle insidie della guerra, riporterà l'equilibrio e l'onestà nella famiglia. Il lieto fine viene ad annunciare un messaggio di speranza, dopo l'infinita tristezza della storia precedente. Le amarezze, le delusioni, le miserie della guerra, il vuoto di valori, la dignità umana calpestata, la durezza di cuore, la desolazione morale di un popolo sono rappresentati con mano leggera e insinuante al tempo stesso. L'arte di Eduardo avvolge il lettore, lo porta di peso in quell'ambiente, lo fa partecipe di un mondo di egoismi e di inganni, dove vince chi è più insensibile; al tempo stesso, in quel mondo fa vivere un uomo puro di cuore, don Gennaro: era un uomo onesto prima della guerra, ma dopo le tragiche esperienze vissute in prima persona, si rivela capace di penetrare i segreti del cuore umano, ricco di una bontà rinnovata, pronto a perdonare gli errori dei familiari e a confortarli con il suo amore, che non è più quello di padre o di marito, ma è l'amore di un uomo che con il suo bagaglio di saggezza e di generosità vuole contrastare i sacrilegi della guerra.


Eduardo de Filippo

Nasce a Napoli il 24 maggio del 1900. Figlio d'arte (il padre era Eduardo Scarpetta, autore di "Miseria e nobiltà"), ancora adolescente già partecipa a spettacoli teatrali affascinato e attratto da tutto ciò che riguardava il palcoscenico, tanto che inizia anche a scrivere lavori teatrali. Nel 1931 insieme ai fratelli Peppino e Titina, fonda la compagnia del "Teatro Umoristico I De Filippo", che si rifaceva all'antica commedia dell'arte, e scrive varie commedie tra cui "Natale in casa Cupiello" nel frattempo intraprende anche la carriera cinematografica ("Il cappello a tre punte" nel 1934, di Mario Camerini, "Quei due" nel 1935, di Gennaro Righelli. Nel 1945 il sodalizio con il fratello si infrange e de Filippo fonda il "Teatro di Eduardo", che presenta, con un successo enorme, "Questi fantasmi" e "Filomena Marturano" interpretata magistralmente dalla sorella Titina. Nel 1948 Eduardo acquista il semidistrutto teatro San Ferdinando a Napoli e lo ristruttura. Oltre a presentare le proprie opere questo teatro diventa un mezzo per rilanciare l'arte teatrale e diffondere una teatro non solo dialettale ma esportabile in tutto il mondo. Ed è un susseguirsi di successi per Eduardo, sia come autore che come attore. Nel 1973 con la regia di Franco Zeffirelli e l'interpretazione di Lawrence Olivier viene rappresentata a Londra "Sabato, domenica e lunedì" all'Old Vic di Londra. Nel novembre del 1980 gli viene conferita la laurea, ad honorem, in lettere all'Università di Roma e nel 1981 viene nominato senatore a vita. Muore nell'ottobre del 1984.





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