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Di lui si sa che compì gli studi con
notevoli difficoltà; del periodo tra il 1881 e il 1883, invece, non si hanno
notizie. Proprio di questo lasso di tempo avvolto nel mistero Salgari
approfittò per accreditare una base autobiografica alle avventure raccontate
nei suoi romanzi, frutto invece di fantasia e di accurate ricerche in
biblioteca.
Il successo gli venne tributato dal pubblico veronese, che accolse con
entusiasmo le 150 puntate di La tigre della Malesia (16 ottobre 1883 - 13
marzo 1884) apparse in 'La Nuova Arena' (in volume col titolo Le tigri di
Mompracem, il suo libro più celebre). Collaborò in seguito con diversi
editori, da Treves a Speirani, da Paravia a Bemporad a Donath, con ritmi di
scrittura forsennati: dal 1907 al 1911 riuscì a consegnare al solo Bemporad
19 romanzi, e i volumi che gli si possono certamente attribuire sono 82.
Ciononostante visse sempre in precarie condizioni economiche, fino al
drammatico suicidio in un bosco nei dintorni di Torino.
I suoi libri migliori sono raccolti in cicli, come quelli della giungla, dei
corsari, del Far West; alcuni suoi personaggi sono ancora popolari,
soprattutto Sandokan, Yanez, Tremal-Naik e la Perla di Labuan, anche grazie
alle diverse riduzioni televisive e cinematografiche. |