|
Joseph-Arthur de Gobineau Saggio sull'ineguaglianza delle razze umane Trattato in quattro volumi dello scrittore francese Joseph-Arthur de Gobineau (1816-1882), pubblicato per la prima volta completo nel 1855. |
|
|
L'autore parte
dalla questione etnica per spiegare i differenti destini dei popoli e le
trasformazioni avvenute nelle abitudini di certe popolazioni col
sopraggiungere di altri popoli; vi sono infatti razze forti e razze deboli,
che pur diffusesi dovunque provengono ciascuna da un unico germe. Di qui la
grande influenza suscitata dalle mescolanze etniche (matrimoni misti) con le
relative conseguenze sociali: progressi e regressi sociali non sono altro
che le conseguenze di tali mescolanze; così avviene pure che cadano le
civiltà; il che è dovuto a mescolanze ibride, che hanno rovinato la purezza
originaria. Basta osservare la storia degli Arii, dominatori dovunque;
mescolandosi coi popoli da loro vinti, essi persero alcune qualità
privilegiate, ma ne acquistarono altre, che assorbirono dai vinti: oggi il
mondo appare abitato da gente ibrida, mentre alcuni campioni della razza
aria si trovano sparsi qua e là per il mondo: sono i "figli di re" e si
distinguono per l'amore alla vita solitaria, la forza e la dolcezza
dell'animo, la generosità dei sentimenti. La razza, che secondo l'autore ha
meglio conservato l'energia della razza ariana, è quella germanica; e questo
spiega la ragione secondo la quale questo saggio fu molto in voga presso i
Paesi tedeschi, favorendo le moderne leggi sul razzismo.
|
|