LETTERATURA POLIZIESCA

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La pietra di luna di Wilkie Collins (1868).

Definito da T. S. Eliot la prima e migliore detective novel inglese, il romanzo introduce l’investigatore forse più significativo del genere, il sergente Cuff.



Il mastino dei Baskerville di Arthur Conan Doyle (1902).

È il romanzo della "resurrezione" di Sherlock Holmes, fatto precipitare, nel 1893, nelle cascate di Reichenbach. È forse il giallo più famoso di tutti i tempi.



I quattro giusti di Edgar Wallace (1905).

Magistrale esempio di "delitto puzzle". I ‘quattro giusti’ sono gli antesignani della figura di "Giustiziere della notte". I denigratori di Wallace sostengono che è pieno di cliché. Casomai, è pieno di invenzioni che i suoi imitatori trasformarono in seguito in cliché.



Arsenio Lupin, ladro gentiluomo di Maurice Leblanc (1907).

Compare il classico criminale "simpatico" della storia del giallo. Spericolato, elegante, ironico, Lupin inizia in questo romanzo la sua lunga carriera di ladro.



L’impronta scarlatta di Richard Austin Freeman (1907).

È la prima avventura del dottor John Thorndyke, definito l’unico investigatore scientifico credibile della narrativa poliziesca.



Il mistero della camera gialla di Gaston Leroux (1908).

Joseph Rouletabille, protagonista del romanzo, è il primo giornalista-detective della storia del giallo. Esemplare nella soluzione del "mistero della camera chiusa".



La scala a chiocciola di Mary Roberts Rinehart (1908).

Un’anziana zitella finisce chiusa in una stanza con un maniaco pluriomicida. La tensione del romanzo, malgrado il romanticismo di alcune situazioni amorose, è a tratti insostenibile.



Delitto a Villa Rose di A. E. Mason (1910).

Il giallo cerca nuove strade: qui, riesce a trovare un giusto equilibrio fra la crime-story che produce brividi e la detective story che tende soprattutto a sorprendere.



L’innocenza di Padre Brown di Gilbert K. Chesterton (1911).

È il terzo romanzo della serie di Padre Brown, il piccolo prete cattolico che si fa investigatore per amor di giustizia. Insolito come atmosfera, ma classico nella detection, il libro mette a fuoco, più dei precedenti, le intenzioni dell’autore.



L’enigma dell’alfiere di S. S. Van Dine (1929).

È il più raffinato dei romanzi che hanno come protagonista Philo Vance. Curioso il fatto che Van Dine scelga un personaggio di maniera negli anni in cui Hammett privilegia il giallo "da marciapiede".



Il falcone maltese di Dashiell Hammett (1930).

È il romanzo che più di qualunque altro ha influenzato, nel linguaggio come nella descrizione dei personaggi, il giallo all’americana. Indimenticabile l’interpretazione cinematografica di Humphrey Bogart di Sam Spade, protagonista del libro.



Il postino suona sempre due volte di James M. Cain (1934).

Il romanzo viene considerato hard boiled puro, anche se Cain rifiutò sempre qualunque categorizzazione. Sta di fatto che raramente sesso e violenza ebbero una parte tanto primaria nella vicenda.



Il sudario non ha tasche di Horace McCoy (1937).

Feroce requisitoria contro la società americana e il suo ordine stabilito. Denuncia della corruzione e del razzismo. Pietra miliare della narrativa "hard" gialla.



Il grande sonno di Raymond Chandler (1939).

"Avevo appuntamento con quattro milioni di dollari". Questo l’inizio del romanzo, entrato a far parte della leggenda letteraria gialla insieme a chi pronuncia la frase: Philip Marlowe. Marlowe è stato reso indimenticabile anche dall’interpretazione cinematografica di Humphrey Bogart.



La donna fantasma di William Irish (pseudonimo di Cornell Woolrich) (1942).

Come Irish, Woolrich privilegia le atmosfere cupe e le figure femminili cariche di disperazione. Con questo romanzo e con quelli della serie "in nero" ha ispirato tutto il filone cinematografico "noir" francese.



Sconosciuti in treno di Patricia Highsmith (1950).

Per Patricia Highsmith, il giallo è "due uomini che si confrontano". Uno è il bene, il secondo il male. Nello scompartimento di un treno, due uomini si accordano per compiere un delitto perfetto. Quale dei due rappresenta il bene?



Il giudice e il suo boia di Friedrich Dürrenmatt (1952).

Unico giallista svizzero di livello internazionale, Dürrenmatt ama il tema dell’introspezione e della solitudine di chi è tenuto a far giustizia.



Un bacio prima di morire di Ira Levin (1953).

Un romanzo che comprende tre storie insieme, ognuna delle quali potrebbe rappresentare un sottogenere della narrativa gialla. Nella prima parte, la storia è vista dalla parte dell’assassino. Nella seconda, il lettore si rende conto di non sapere chi l’assassino sia. Nella terza, l’assassino viene punito.



La morte non sa leggere di Ruth Rendell (1977).

La storia di una donna che massacra un’intera famiglia per nascondere il fatto che non sa scrivere e non sa leggere. Il lettore viene sapientemente portato dalla parte dell’assassina.



Un gusto per la morte di P. D. James (1987).

Poliziesco di stretta fattura inglese, con cadaveri in sacrestia e un ispettore che scrive poesie. Atmosfera grigia, cieli plumbei, odore di foglie morte.