Regimina e Consilia
Alla fine del XIII secolo si
assiste ad un incremento della produzione letteraria consacrata all'igiene,
letteratura che vantava illustri precedenti (a parte quelli d’età classica)
nella letteratura medica dei secoli XI e XII, specie d’area
salernitana.
Questo particolare fenomeno, che nasce
nell’Italia delle corti principesche e dei ricchi mercanti appare legato
all'interesse manifestato da queste élites per la conservazione della salute:
lusso certamente negato ai ceti di censo inferiore, per i quali l’alimentazione
restava ancora un problema puramente quantitativo. In Italia questo genere di
letteratura si sviluppa essenzialmente in ambiente pontificio e alla corte di
Federico II, anche se agli inizi del XIV secolo, dietro l'impulso
dell'Università di Montpellier, i trattati medici su questo tema hanno grande
impulso e popolarità. Da allora, il fenomeno va ben al di là dell'Italia, per
estendersi a tutto l'occidente medievale. Il genere-tipo di questo tipo di
letteratura, centrata quasi esclusivamente sugli aspetti preventivi è quello dei
Regimina, comprendente sia i Regimina Sanitatis, raccolta di regole universali
per la conservazione della salute attraverso una precettistica imperniata sulla
dieta e l'igiene fisica, sia i trattati sulla conservazione della sanità ("De
conservanda sanitate" ecc.) personalizzati e dedicati a qualche personaggio
illustre, ma finalizzati non tanto a curare una singola affezione o comunque uno
stato di malattia, quanto a mantenere il soggetto in buona salute.
Nello stesso periodo, accanto alla letteratura dei Regimina compare un nuovo
genere di trattatistica a scopo terapeutico: i Consilia, prescrizioni mediche e
dietetiche rivolte a pazienti individuati nominalmente, e destinati a curare una
precisa malattia. Differisce quindi dal Regimen per essere rivolto ad un
destinatario malato a cui si forniscono pareri autorevoli al riguardo del
comportamento igienico da tenere per abbreviare o comunque migliorare lo stato
di malattia.
Tenendo conto delle possibili varianti, la struttura-tipo di un consilium è
costituita da tre sezioni. La prima prende in considerazione una situazione
presente, effettiva: si descrive il paziente specificandone nome e cognome, età,
sesso, posizione sociale, attività, a cui si fa seguire la descrizione della
complessione, della malattia di cui soffre e l'identificazione delle sue cause.
A questa sezione diciamo così "introduttiva" fa seguito l'indicazione di un
regime dietetico che il paziente dovrà osservare, seguita anch'essa da una
sezione finale che comprende la prescrizione di farmaci, con le loro ricette e
la posologia, accompagnata da eventuali prescrizioni di interventi tecnici (salasso,
bagno, cauterizzazione, fumigazione ecc.) dei quali si indicano l'ordine e la
frequenza.
La frequenza della seconda parte, cioè della parte dietetica è costante e
facilmente riconoscibile. Si intende per parte dietetica però non solo la
prescrizione di un regime alimentare, ma il suggerimento di una serie di
comportamenti, insomma quella che oggi si chiamerebbe "igiene di vita", basata
sulle sex res non naturales. L'ordine delle sex res può comunque variare, ed
alcune possono essere trattate più ampiamente rispetto ad altre.