|

Marchesa Spinola Doria
|
Forma di governo nella quale il potere (in greco krátos) è
detenuto dai “migliori” (in greco áristos), cioè da coloro che
vantano eccellenza di nascita o superiorità intellettuale e
morale.
L’aristocrazia degenera in un’oligarchia quando la minoranza al
governo opera a proprio esclusivo vantaggio e contro gli interessi
della comunità; si distingue dalla monarchia, in cui l’autorità
suprema appartiene a una sola persona, e dalla democrazia, in cui
la sovranità risiede nel popolo o nei suoi rappresentanti.
Platone:
Il problema politico come problema delle leggi:
Delle tre forme
di governo storicamente esistenti, monarchia, aristocrazia e
democrazia, ciascuna si distingue dalla corrispondente forma
deteriore proprio per l'osservanza delle leggi.
Così il governo di uno solo è monarchia se è retto dalle leggi; è
tirannide se è senza leggi. Il governo dei pochi è aristocrazia
quando è governato da leggi, oligarchia quando è senza leggi e la
democrazia può essere retta da leggi o governata contro le leggi. Il
miglior governo, prescindendo da quello perfetto delineato nella
Repubblica, è quello monarchico, il peggiore è quello tirannico. Tra
i governi disordinati (cioè privi di leggi) il migliore è la
democrazia.
Nell’antichità il più celebre esperimento di governo aristocratico
fu effettuato a Sparta; in Asia l’esempio più noto è quello della
dinastia giapponese Fujiwara. L’indagine storica e sociologica ha
poi impiegato il termine in riferimento al ceto nobiliare
dell’epoca feudale e di quella moderna. Nell’uso corrente si
definisce aristocratico un gruppo privilegiato in qualsiasi
contesto sociale, economico o culturale.

NOTES
|