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Kinetic Family Drawing

I

 l disegno infantile interessa gli psicologi dello sviluppo da oltre un secolo e proprio un italiano, citato ormai da tutti gli autori, ha pubblicato la prima raccolta sistematica di disegni della figura umana. Sin dai primi decenni del Novecento, poi, il disegno è stato utilizzato come indicatore dello sviluppo cognitivo. Negli anni Quaranta esso è stato introdotto nella pratica clinica, insieme ad altri metodi proiettivi, per interpretare le informazioni che i bambini (ma anche gli adulti) trasmettevano inconsciamente in forma grafica.

Anche la procedura con cui ogni individuo realizza il proprio disegno è stata studiata e in certi casi codificata. Ad esempio, nel disegno della famiglia in azione (Kinetic Family Drawing) è molto significativo osservare l'ordine con cui si raffigurano i vari personaggi, ma anche "quanto costa" psichicamente rappresentare certe persone. Da notare sono anche le dimensioni dei singoli membri della famiglia, la distanza di ciascuno dagli altri,l'azione rappresentata, le interazioni e, ovviamente, gli intenti comunicativi del disegnatore, inclusi quelli che, essendo inconsci, sono sfuggiti al suo controllo.

Negli ultimi vent'anni le rappresentazioni grafiche sono state studiate in psicologia dello sviluppo con modalità sperimentali e il disegno è stato considerato sempre più come una forma visibile di pensiero. Il bambino viene infatti considerato oggi come un individuo competente, che utilizza in forma grafica criteri di efficacia informativa.
Il disegno assume dunque valore comunicativo e rappresenta il migliore strumento di accesso alle rappresentazioni mentali del bambino o dell'adolescente.

 


Tanto il bambino quanto l'adolescente, infatti, avrebbero gravi difficoltà a narrare in forma verbale o scritta le loro rappresentazioni mentali. Infine, attraverso la rappresentazione grafica, il bambino espone in modo visivo la propria rappresentazione mentale senza intrusioni da parte dell'adulto.
 
Per le ricerche descritte in queste pagine abbiamo fatto ricorso al test denominato "KFD" (Kinetic Family Drawing). Il test è stato messo a punto (su undicimila soggetti) negli Stati Uniti da Burns e Kaufman, nei primi anni Settanta.
La consegna stimola bambini e ragazzi a rappresentare nel modo più verosimile possibile il loro universo familiare, l'ambiente fisico e psichico e quello socioculturale. Il lavoro del ricercatore consiste non solo nell'osservare puntigliosamente il disegno che viene compiuto dal soggetto sotto i suoi occhi (usando sempre una matita nera, affinché emergano bene i dettagli), ma soprattutto nel "leggere" poi le caratteristiche di ogni singolo personaggio, le interazioni con gli altri, i simboli, gli oggetti, le cancellature, le omissioni.
Ogni disegno viene osservato minutamente in tutti i suoi particolari, poi letto in generale e nuovamente nei particolari. I ragazzi impiegano mediamente un'ora per fare questo tipo di test, ma il ricercatore può doverlo studiare per ore. Ciascun disegno può contenere infatti una media da 200 a 300 informazioni. Ogni ricercatore lo studia di solito per conto proprio, per poi confrontare i risultati ottenuti con i dati di altri due esaminatori che lo hanno griudicato a parte.
 

Note bibliografiche:

 

C. RICCI (1887), L arte dei bambini, Bologna, Zanichelli; rist. Roma, Armando, 1959.

G. H. LuQuH T (1927), Il disegno in/a utile (tr. it.), Roma, Arman­do, 1969.

J. J. GOODNOW (1981), Il disegno dei bambini, Roma, Armando. N. H. FREEMAN (1977), Ilorv yorcngchildren try toplan drau•ia­gs. In G. Bu'r'n,aaw'oil'ni (Ed.), The child's representation ofthe world, New York, Plenum Press.

N. H. FREEMAN (1991), The theory of art that rcndetpins chil­dren's naïve realism, «Visual Art Researeh», 17. R. C. BuHNS, S. H. KnuH,MAN (1970), Kinetic Family Drawings (KFD). An introduction to understanding children through kinetic drawings, New York, Brunner Mazel.

R. C. BURNS, S. H. KAUFMAN (1972), Actions, styles andsynibols in Kinetic Family Drawings (KFD), New York, Brunner Mazel.

T. CIANI GALLINO (1977), Il complesso di Laio. I rapportifami­gliari nei disegnai dei bambirai, Torino, Einaudi.
 

1977-2000: due ricerche a confronto

Figura 1 (anno 1977) - Franca, 13 anni, rappresenta madre, fratello e sorella di fronte. La madre, molto oblativa, ma anche iperprotettiva, porta il cibo. Interessante la figura del padre, che legge completamente nascosto dal giornale. E così che viene rappresentato il "padre assente, pur nella sua presenza". Franca non si sente amata e compresa in famiglia. Ha problemi di identificazione e si disegna separata, compartimentalizzata dagli altri, con i quali non comunica. Si veda anche il disegno del fratello Alberto (Figura 2). I due ragazzi hanno fatto il disegno nella medesima mattinata, senza incontrarsi. E stupefacente come tutti e due abbiano posto il papà sul divano, intento alla stessa "azione" di leggere il giornale. La collocazione del padre è identica anche nel disegno di una seconda sorella (qui non riportato).
 
Figura 2 (anno 1977) - Alberto, 11 anni e 3 mesi, è il più amato in famiglia. Si noti però il "ritratto" del padre, uguale a quello della sorella Franca (Figura 1). Del padre si sa che è vivo, dietro al giornale, soltanto per il filo di fumo del suo sigaro. Il papà ha affidato tutta l'educazione dei figli alla moglie, convinto che questo sia un compito esclusivamente femminile, e che la mamma possa fare da padre e da madre, mentre lui mantiene la famiglia. I tre figli hanno però gravi problemi di sviluppo. Il problema di Alberto è l'omosessualità, di cui il ragazzo non è consapevole, ma che è già stata individuata dai suoi compagni, che lo isolano.
S'intende che l'omosessualità in sé non è un problema: importante è la maturità di una persona, non il modo in cui si esplica la sessualità. Il problema di Alberto sono per ora i compagni di scuola, in seguito la famiglia, troppo tradizionalista per accettare un figlio omosessuale.

 

1977-2000: due ricerche a confronto

Figura 3 (anno 1977) - Roberto, 11 anni e 4 mesi. Con quest'ultimo disegno ritorniamo alla prima ricerca. Il ragazzo rappresenta se stesso mentre studia, e il padre che "compie l'azione di fumare e passeggiare per casa". Intanto la mamma lava i piatti e la sorella di 16 anni spolve­ra e pulisce la casa. Un tempo, in molto famiglie, il destino di servetta di casa si imparava presto e senza potersene difendere. Il risultato era poi spesso atteggiamento femminile/ materno depresso della mamma di Roberto: vista di spalle, (lavanti all'acquaio (ancora il tema dell'acqua, simbolo di depressione). Sembra che genitori e figli non comunichino. Quanto a Roberto, è visto anch'egli di spalle, e il suo disegno lascia forse trapelare l'ansia provata alla richiesta di guardare in faccia la realtà della propria famiglia.




Pittura infantile