Esiste il "senso morale"?
Il sito allestito dal Cognitive Evolution Laboratory di Harvard contiene
un serie di dilemmi morali ai quali sarete invitati a rispondere
istintivamente e, in una fase successiva, vi si chiederà di rendere conto
delle ragioni delle vostre scelte.
Supponete, per esempio, di essere di fronte a uno scambio ferroviario. Sta
arrivando un treno che, se procederà sul suo cammino, inevitabilmente
investirà e ucciderà cinque persone. Voi siete davanti a una leva.
Azionandola il treno devierà su un binario dove ucciderà una sola persona.
Che cosa fate? Azionate o no la leva? Marc Hauser, lo scienziato cognitivo
che ha ideato questa ricerca, ha posto la domanda al folto pubblico del
festival SconfinataMente, a Roma, e la risposta è stata quasi unanime: la
maggior parte azionerebbe la leva. E se per salvare i 5 si dovesse buttare
una persona sui binari, anziché azionare una leva? Qui, quasi tutti si sono
dichiarati riluttanti: un conto è azionare una leva e un conto uccidere una
persona con le proprie mani.
Il sito pone altri dilemmi di questo tipo e raccoglie le reazioni di persone
che provengono da ogni parte del mondo e da individui di ogni età, razza e
religione. Una cosa interessante che ne emerge - spiega Hauser - è la
somiglianza tra la competenza morale e la competenza linguistica. Noi
conosciamo la nostra lingua istintivamente, ma spesso non sappiamo dire in
forza di quale regola abbiamo usato una forma verbale piuttosto che un'altra.
Così avviene anche nella morale. Quando nel test si chiede perché si è data
una certa risposta, la maggior parte delle persone mostra di non averne
idea. L'istinto morale, però, come quello del linguaggio, agisce a colpo
sicuro anche nei casi controversi. E se si danno risposte diverse è forse
perché anche nella morale, come nel linguaggio, esiste una capacità
condivisa da tutti che si esplica in regole (o in lingue) diverse.