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Nobel per la letteratura nel 1961, acquisì
notorietà internazionale con una trilogia di romanzi che raccontano la
storia del suo paese: Il ponte sulla Drina, Cronaca di Travnik e La
signorina, pubblicati nel 1945. Oltre all'attività letteraria si dedicò alla
politica e, dopo la prima guerra mondiale, quando il disfacimento
dell'impero austroungarico permise la nascita di uno stato iugoslavo
indipendente, ricoprì diversi incarichi governativi e diplomatici.
Croato di
nascita, patriota bosniaco, scrittore serbo-croato, diplomatico e uomo
politico al servizio della Iugoslavia, Ivo Andric (1892-1975),
parallelamente alle sue attività di uomo di stato, ha prodotto un'immensa
opera letteraria. In essa, si esprime, amplificata e approfondita, la sua
accanita volontà di impedire alle barriere nazionali, ideologiche o di
qualsiasi altro genere, di confondergli la vista. Il premio Nobel corona
questo percorso nel 1961.
Ivo Andric non ha mai smesso di pensare "al patrimonio eterno dei (suoi) avi".
Ma prima di dare corpo a questa iniziale rivelazione, egli accumula diverse
prove. Scrive gli amori impossibili di un picaro orientale (Il viaggio di
Alija Derzelez), deve arricchire il suo talento attraverso la grazia della
prosa, attraverso l'arte che sa ascoltare la vita umana, paradossale e
contraddittoria.
Grazie alla carriera diplomatica (1921-1941), egli si
impregna dello spirito europeo. In servizio in Italia, Romania, Austria,
Spagna, Svizzera, Germania, egli effettuerà diversi soggiorni a anche Parigi.
Infine, subisce il disastro nazista, lo scatenarsi delle orde barbariche,
l'occupazione della Serbia, l'esilio volontario all'interno del suo paese.
Quattro anni lontano dalla vita pubblica. Quattro anni chiuso in casa.
Quattro anni di lavoro accanito.
Nel 1945, con la vittoria, vengono alla luce tre romanzi, tre capolavori :
Il ponte sulla Drina, La cronaca di Travnik e La signorina. In questi opere,
Ivo Andric mette in scena gli ultimi tre o quattro secoli del suo paese,
cioè di quel minuscolo lembo di terra dove si è radicato il più eteroclito
miscuglio umano immaginabile. Gli imperi si succedono, le religioni si
affrontano, i popoli si spartiscono i paesi. Eppure, per tutto questo tempo,
il fondale è sempre lo stesso: un fiume continua a dividere due mondi
inconciliabili; un ponte li unisce.
E' l'Europa più eterogenea. L'Europa in
miniatura, l'Europa di tutti i conflitti e di tutte le contraddizioni. Fin
dalla giovinezza, Ivo Andric ha provato a dire la sua ammirazione, ha
provato a rendere omaggio ai suoi avi, ha provato a fare il romanzo di tutti
coloro che nonostante tutto, nonostante tutte le differenze, sono riusciti a
vivere insieme.

Il ponte sulla Drina
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