Jean-Paul Sartre

  Biografie degli autori







Jean-Paul Sartre nasce a Parigi il 21 giugno 1905. Orfano di padre in tenera età, trascorse i primi anni con la madre e i nonni materni a Meudon. Qui, sotto la guida e lo stimolo del nonno crebbe la sua passione per la letteratura. Studiò psicologia e filosofia all'Ecole Normale Supérieure avendo come compagni Raymond Aron, Jean Hyppolite, Maurice Merleau-Ponty, Paul Nizan e Simone de Beauvoir, con la quale condivise vita, attività intellettuale e battaglie politiche. L'esigenza di un «recupero del concreto» e di un'indagine dell'esistenza umana in tutta la sua problematicità spinse Sartre verso autori come Kafka, Dostoevskij, Joyce, Kierkegaard e Nietzsche. La politica lo annoiava, e nemmeno i drammatici eventi degli anni trenta lo distolsero da una posizione che lui stesso definì di «anarchismo metafisico». Secondo Sartre, solo l' attività letteraria poteva coincidere con la Verità e la libertà piena.

Nel 1933 si recò a Berlino per studiare il pensiero di Husserl, Heidegger e Scheler, assumendo il metodo fenomenologico come base della sua ricerca filosofica. Tornato in Francia, insegnò filosofia nei licei a Le Havre e a Parigi, dedicandosi agli studi di psicologia fenomenologica.
Nel 1938 venne pubblicato il suo primo romanzo, la Nausea, nel quale anticipò alcuni degli argomenti che in seguito avrebbe sviluppato ne L'Essere e il Nulla (1943). Quest'opera chiude una particolare fase della produzione e della biografia sartriana. L'esperienza della guerra, vissuta sia come militare che come prigioniero e la partecipazione alla Resistenza lo costrinsero ad abbandonare il suo isolamento per riscoprire il valore della solidarietà collettiva e dell'impegno politico.

Nel 1945 tenne la celebre conferenza L'esistenzialismo è un umanismo, trascritta e pubblicata l'anno successivo. Nello stesso anno fondò, insieme a Simone de Beauvoir, Merleau-Ponty, Aron e Camus, la rivista "Les Temps Modernes". Con l'intento di formare una "terza forza" politica di sinistra indipendente dal Partito Comunista Francese, Sartre diede vita nel 1948, insieme a Rousset e Rosenthal, al R.D.R (Rassemblement Démocratique Révolutionaire), partito che però ebbe vita brevissima. Negli anni successivi si impegnò in un confronto critico col marxismo, ma l'intensificarsi della guerra fredda lo spinse a prendere posizione accanto al Partito Comunista Francese e all'Urss. Questa scelta provocò la rottura dei rapporti con Camus e con Merleau-Ponty che, ne Le avventure della dialettica accusò Sartre di "ultrabolscevismo".

A partire dalla seconda metà degli anni cinquanta, in seguito alla denuncia dello stalinismo (svolta da Kruscev al XX congresso del Pcus) e alla repressione sovietica della rivolta ungherese (1956), Sartre cominciò a guardare con occhio critico sia l'URSS che il PCF, senza però ripudiare il comunismo. Il ridimensionamento della sua fiducia nel potere della letteratura («per molto tempo ho preso la penna per una spada: ora conosco la nostra impotenza») e il suo autodefinirsi un «uomo relativo» in un'epoca dominata dalla Weltanschauung marxista e proletaria, sono il punto d'arrivo di un ripensamento autocritico. Nel 1964 Sartre rifiutò il Premio Nobel per la letteratura, lottò contro il capitalismo e il colonialismo occidentale (sostenne attivamente la guerra di liberazione dell'Algeria), aderì al maggio '68 e partecipò al tribunale Russell contro i crimini di guerra americani in Vietnam.

L'ultimo ventennio della sua vita fu caratterizzato da un recupero dei motivi ispiratori del suo pensiero, quali la centralità del soggetto, l'istanza libertaria e l'importanza del punto di vista morale. Divenuto cieco, Sartre continuò a rielaborare il suo pensiero soprattutto in ampie interviste, rilasciate fino a pochi giorni prima di morire, il 15 aprile 1980.




Jean-Paul Sartre, La nausea
 




16 maggio 1968
Crescono le proteste in Francia.

Il 16 maggio 1968, dopo quasi due settimane di scontri per le strade di Parigi, gli studenti occupano l'università della Sorbona chiedendo soluzioni radicali al problema della disoccupazione in Francia. Il loro esempio incoraggiò altri scioperi studenteschi e di lavoratori in tutto il paese, e nel giro di una settimana la Francia fu paralizzata. Falliti i tentativi di fare rientrare lo sciopero, il generale De Gaulle sciolse l'Assemblea Nazionale e indisse nuove elezioni. Nel 1969, nonostante la vittoria elettorale del suo partito, rassegnò le dimissioni a causa dello scontento generale.



L'ESISTENZIALISMO