|
Claude
Lévi-Strauss

(Bruxelles, 28 novembre 1908
– Parigi, 30 ottobre 2009)
Claude Lévi-Strauss nasce a Bruxelles da genitori francesi, ma si
trasferisce presto con la famiglia a Parigi dove suo padre lavorava come
ritrattista e pertanto la sua formazione culturale avviene nel clima
intellettuale parigino.
La formazione culturale a Parigi
Studia legge e filosofia alla Sorbona di Parigi non concludendo gli studi in
legge, ma laureandosi in filosofia nel 1931.
Inizia ad insegnare in un liceo di provincia condividendo questa sua
esperienza con Maurice Merleau-Ponty e con Simone de Beauvoir.
Le sue posizioni filosofiche sono molto critiche nei confronti delle
tendenze idealiste e spiritualistiche della filosofia francese del periodo
fra le due guerre, soprattutto perché egli riconosce in sé stesso
un'esigenza di concretezza che lo porta verso direzioni completamente nuove.
Egli scopre presto nelle scienze umane, in particolare nella sociologia e
nell'etnologia, la possibilità di costruire un discorso più concreto e
innovatore sull'uomo.
Decisivo fu per Lévi-Strauss l'incontro con Paul Rivet, che conobbe in
occasione dell'esposizione di Jacques Soustelle al Museo Etnografico, e con
Marcel Mauss del quale fu allievo.
Egli rimane affascinato dal forte senso del concreto che scaturisce
dall'insegnamento di Mauss e dal metodo che egli utilizza per spiegare e
analizzare i riti e i miti primitivi.
Esperienze in Brasile
nel campo antropologico
Nel 1935 viene offerto a Lévi-Strauss di andare ad insegnare sociologia a
San Paolo in Brasile, dove una missione culturale francese aveva avuto
l'incarico di fondare l'università. Questa sarà l'occasione per conoscere un
mondo completamente diverso da quello europeo ma soprattutto per entrare in
contatto con le popolazioni indie del Brasile che diventeranno l'oggetto
delle sue ricerche sul campo.
Il suo esordio nel campo dell'antropologia avviene gradualmente. Nei primi
tempi, quando è libero dagli impegni universitari, compie brevi visite
nell'interno del paese. Organizza poi una spedizione, della durata di
qualche mese, tra i Bororo e infine una missione, che durerà un anno, nel
Mato Grosso e nella foresta amazzonica dove incontrerà "i veri selvaggi",
cioè le popolazioni meno acculturate e nello stesso tempo più interessanti.
L'analisi di queste esperienze di antropologo sul terreno si trovano in
Tristi Tropici, un'opera pubblicata nel 1955
Ritorno in Francia: la
guerra
Tornato in Francia nel 1939 viene mobilitato allo scoppio della seconda
guerra mondiale ma nel 1941, subito dopo l'armistizio, a causa delle
persecuzioni contro gli ebrei, è costretto a fuggire e riesce ad imbarcarsi
per gli Stati Uniti.
Esilio negli Stati Uniti
A New York conosce e inizia a frequentare molti altri intellettuali emigrati
e ad insegnare presso "La Nuova Scuola per le Ricerche Sociali".
Insieme a Jacques Maritain, Henri Focillon e Roman Jakobson, egli è
considerato uno dei fondatori dell'École Libre des Hautes Études, una specie
di università-in-esilio per accademici francesi.
Gli anni trascorsi a New York sono per Lévi-Strauss molto importanti per la
sua formazione. La sua relazione con il linguista Jakobson gli è d'aiuto per
mettere a punto il suo metodo di indagine strutturalista. (Jakobson e
Lévi-Strauss sono infatti considerati le figure centrali dello
strutturalismo).
Lévi-Strauss è anche considerato, insieme a Franz Boas, uno degli esponenti
maggiori della antropologia Americana. Insegna questa disciplina presso la
Columbia University a New York e il suo lavoro gli fa ottenere un titolo che
gli servirà per essere accettato con facilità negli Stati Uniti.
Il dottorato alla Sorbona
Nel 1948 Lévi-Strauss ritorna a Parigi e in quell'anno consegue il suo
dottorato alla Sorbona con una tesi maggiore e una minore, come era
tradizione in Francia, dal titolo "La famiglia e la vita sociale degli
Indiani Nambikwara" (La vie familiale et socialedes Indiens Nambikwara) e le
"Le strutture elementari della parentela" ( Les structures élementaires de
la parenté).
"Le strutture elementari della parentela" viene pubblicata l'anno seguente e
immediatamente considerato uno degli studi più importanti di antropologia
sui rapporti di parentela fino a quel momento effettuati.
Già Emile Durkheim, aveva pubblicato un famoso studio, dal titolo Forme
elementari della vita religiosa, frutto di una analisi su come i popoli
organizzano le loro famiglie esaminando le strutture logiche che vengono a
formarsi nelle relazioni tra i vari componenti.
Mentre, tra gli antropologi inglesi, Alfred Reginald Radcliff-Brown
sosteneva che la parentela era basata sulla discendenza da un comune
antenato, Lévi-Strauss sostiene che la parentela era basata sull'alleanza
tra due famiglie che si viene a creare quando una donna proveniente da un
gruppo sposa un uomo appartenente ad un altro gruppo.
Tra gli anni 1940 e 1950 Lévi-Strauss continua le sue pubblicazioni e
ottiene sempre maggior successo.
Al suo ritorno in Francia lavora come amministratore della CNRS, al Musée de
l'Homme e in seguito all'École Pratique des Hautes Études, alla sezione di
Sciences religieuses', sezione precedentemente fondata da Marcel Mauss e
rinominata "Religions comparées des peuples sans écruture".
Tristi Tropici
Lévi-Strauss era conosciuto nei circoli accademici ma, nel 1955, con la
pubblicazione della sua opera "Tristes Tropiques" egli viene considerato uno
dei migliori intellettuali francesi.
Tristi Tropici è essenzialmente un diario di viaggio nel quale egli annota
le sue impressioni, frammiste a una serie di geniali considerazioni sul
mondo primitivo amazzonico, che risalgono al periodo intorno al 1930 quando
egli espatriò dalla Francia.
L'opera di Lévi-Strauss viene presa in considerazione dall'organizzazione
del Premio Goncourt, ma viene rifiutata con la giustificazione che "Tristes
Tropiques" era una "non-fiction".
Nel 1959 Lévi-Strauss diventa titolare della cattedra di Antropologia
sociale presso il Collège de France.
Antropologia strutturale
Dopo qualche tempo egli pubblica "Anthropologie structural" che comprendeva
una collezione dei suoi saggi con esempi e teorie strutturaliste.
In quel periodo egli sviluppa un programma che comprende una serie di
organizzazioni, come un Laboratory for Social Anthropology e un nuovo
giornale, l'Homme, per poter pubblicare i risultati delle sue ricerche.
Il Pensiero Selvaggio
Nel 1962 Lévi-Strauss pubblica quello che per molti venne ritenuto il suo
più importante lavoro, "Pensée Sauvage".
Nella prima parte del libro viene delineata la teoria della cultura della
mente e nella seconda parte questo concetto si espande alla teoria del
cambiamento sociale.
Questa seconda parte del libro coinvolgerà Lévi-Strauss in un acceso
dibattito con Jean-Paul Sartre riguardo la natura della libertà umana.
Mitologica
Ormai diventato una celebrità, Lévi-Strauss trascorre la seconda metà degli
anni sessanta alla realizzazione di un grande progetto, i quattro volumi di
studi dal titolo Mythologiques.
In esso, Levi-Strauss analizza tutte le variazioni dei gruppi del Nord
America e del Circolo Artico esaminando, con una metodologia tipicamente
strutturalista, le relazioni di parentela tra i vari elementi.
Nel 1971, Lévi-Strauss completa l'ultimo volume di Mythologique e nel 1973
viene eletto dall'Académie Française, uno dei più grandi onori per un
intellettuale francese.
Egli è anche membro dell'American Academy of Arts and Letters. Nel 1973 ha
ricevuto l'Erasmus Prize, nel 2003 il Meister-Eckhart-Prize per Filosofia e
ha ricevuto la laurea ad honorem dalle Università di Oxford, di Harvard e
dall'Università della Columbia. Egli è anche stato onorato della Croce
d'onore, e gli è stato attribuito il merito di Commandeur de l'ordre
national du Mérite e di Commandeur des Arts et des Lettres. Pur essendosi
ormai ritirato egli continua a pubblicare occasionalmente meditazioni
sull'arte, sulla musica e sulla poesia, e se intervistato racconta le
reminiscenze della sua vita.
|