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François Marie Arouet, detto Voltaire |
Scrittore
e filosofo francese nato a Parigi nel 1694 e morto nella stessa città nel
1778. Figlio di un notaio parigino, studiò presso i gesuiti facendosi subito
notare per le sue qualità intellettuali.Ottenne sin da giovane un enorme successo per le sue capacità poetiche e per le sue opere teatrali. Nel 1717, per gli attacchi satirici mossi contro Filippo di Orléans, dovette passare un periodo in carcere alla Bastiglia. Il padre tentò inutilmente di avviarlo alla carriera diplomatica: per il suo temperamento irrequieto e indipendente il progetto fu abbandonato e Voltaire poté rientrare a Parigi, conducendo una vita molto brillante, a contatto con i circoli colti della capitale. Per aver offeso con i suoi sarcasmi un nobile, il cavaliere di Rohan, e per aver osato lui, borghese, sfidarlo a duello, Voltaire fu di nuovo incarcerato alla Bastiglia (1726), e ottenne la libertà solo a patto di emigrare. Si recò quindi in Inghilterra, dove conobbe la cultura filosofica e scientifica più avanzata d’Europa, improntata a un empirismo realistico e caratterizzata da una sostanziale tolleranza nei confronti delle questioni religiose nonché da notevole spirito pratico e apertura verso le novità di carattere scientifico e culturale. Le Lettere filosofiche o Lettere agli Inglesi (1733) sono il frutto più importante di questo soggiorno, e da esse data l’introduzione in Europa della filosofia e della scienza newtoniana, che finirà col soppiantare la teoria del mondo di Cartesio. Dal 1750 al 1753 Voltaire accettò l’invito di Federico il Grande di Prussia e visse a Berlino, fino al momento in cui le due forti personalità entrarono in conflitto. Lasciata la Prussia, Voltaire si trasferì in Svizzera, presso Ginevra, e dal 1759 risiedette a Ferney, in Francia, presso il confine. La morte lo colse a Parigi, durante un viaggio trionfale. La produzione di Voltaire è sterminata, essendosi egli cimentato in ogni genere letterario: scrisse tragedie, poemi, poesie, romanzi, trattati di filosofia e di divulgazione scientifica, opuscoli polemici, satire, un dizionario filosofico e oltre ventimila lettere, scritte a tutti i più importanti uomini d’Europa sia in ambito culturale sia politico. Tra le altre ricordiamo i poemi Henriade (1728), in onore del tollerante re Enrico IV e la Pucelle d’Orléans (edizione definitiva, 1762), contro il fanatismo religioso; le tragedie Œdipe (1718) e Alzire (1736), Mahomet, ou le fanatisme (1741), Zaïre (1732); le opere storiche Histoire de Charles XII (1731), Le siècle de Louis XIV (1751), Essai sur les moeurs et l’Esprit des nations (1754-58); le opere filosofiche Remarques sur les Pensées de Pascal (terminata nel 1742), Éléments de la philosophie de Newton (1738), Dictionnaire philosophique (1764), Traité de la Tolérance (1763); i racconti Zadig, ou la destinée (1747), Micromégas (1752) e, soprattutto, Candide, ou l’optimisme, contro le mostruosità della guerra e degli eserciti, gli orrori dell’Inquisizione, le illusioni di una filosofia ottimistica come quella di Leibniz, che considerava l’uomo quale abitatore del migliore dei mondi possibili. ZADIG O IL DESTINO ILLUMINISMO LETTERE FILOSOFICHE SULLA COMMEDIA |