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(FRAMMENTI DI LIBRI) |
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Isabel Allende Eva Luna racconta Ti toglievi la fascia della vita, ti strappavi i sandali, gettavi in un angolo l'ampia gonna, era di cotone, mi sembra, e scioglievi il nodo che ti stringeva i capelli in una coda. Avevi la pelle d'oca e ridevi. Eravamo talmente vicini che non potevamo vederci, assorti entrambi in quel rito urgente, avvolti nel calore e nell'odore che emanavamo insieme. Mi aprivo il passo per le tue vie, le mie mani sulla tua vita protesa e le tue impazienti. Sfuggivi, mi percorrevi, mi scalavi, mi avvolgevi con le tue gambe invincibili, mi dicevi mille volte vieni con le labbra sulle mie. Nell'attimo estremo avevamo un bagliore di completa solitudine, ciascuno perduto nel proprio abisso rovente, ma subito risorgevamo al di là del fuoco per scoprirci abbracciati nel disordine dei guanciali, sotto la zanzariera bianca. Ti scostavo i capelli per guardarti negli occhi. Talvolta ti sedevi accanto a me con le gambe raccolte e il tuo scialle di seta su una spalla, nel silenzio della notte che iniziava appena. Così ti ricordo, in quiete. Isabel Allende - Eva Luna racconta - Feltrinelli, trad. Gianni Guadalupi |
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Jane Austen Emma Emma Woodhouse, bella, intelligente e ricca, con una casa confortevole e un carattere allegro, sembrava riunire in sé il meglio che la vita può offrire, e aveva quasi raggiunto i ventun'anni senza subire alcun dolore o grave dispiacere. Jane Austen - Emma - Newton & Compton, trad. Pietro Meneghelli |
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Michail Afanas'evic
Bulgakov Le uova fatali La sera del 16 aprile 1928 Vladìmir Ipàt'evìc Pérsikov, professore di zoologia della IV Università statale e direttore dell'Istituto di Zoologia di Mosca, entrò nel suo studio, nell'Istituto di via Herzen. Accese la sfera opaca sospesa in alto e si guardò intorno. Come l'inizio della spaventosa catastrofe va fatto risalire appunto a quella disgraziata sera, così proprio il professor Pérsikov deve esserne considerato la causa primaria. |
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Heinrich Böll Foto di gruppo con signora La protagonista femminile dell'azione, nella prima parte, è una donna di quarantotto anni, germanica: alta m. 1,71, pesa Kg 68,8 (in abito da casa), perciò ha solo 300- 400 grammi meno del peso ideale. Ha occhi cangianti tra il blu cupo e il nero, capelli biondi molto folti e lievemente imbiancati, che le pendono giù sciolti, aderendole al capo, lisci, come un elmetto. Questa donna si chiama Leni Pfeiffer, nata Gruyten, e per trentadue anni, naturalmente con interruzioni varie, ha subito quello strano processo che si chiama processo lavorativo: per cinque anni come impiegata priva di ogni preparazione professionale nell'ufficio del padre; per ventisette come operaia, ugualmente non qualificata, nel ramo della floricultura. Poiché, in un momento inflazionistico, si è disfatta con molta leggerezza di una cospicua proprietà immobiliare, una non disprezzabile casa d'affitto nella città nuova, che oggi varrebbe non meno di centocinquantamila marchi, è piuttosto priva di mezzi, dopo aver lasciato il suo lavoro senza un serio motivo, non essendo né vecchia né malata. Poiché nel 1941 è stata moglie per tre giorni di un ufficiale di professione della Wehrmacht, oggi riscuote una pensione di vedova di guerra, cui non si è ancora aggiunta una pensione dell'assicurazione sociale. Si può dunque dire che Leni, al momento - e non solo dal punto di vista finanziario - fa una vita da cane, specie da quando il suo amato figliuolo sta in galera. Heinrich Böll - Foto di gruppo con signora - Einaudi , trad. Italo Alighiero Chiusano |
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Dan Brown Il codice da Vinci Il famoso curatore del Louvre, Jacques Saunière, raggiunse a fatica l'ingresso della Grande Galleria e corse verso il quadro più vicino a lui, un Caravaggio. Afferrata la cornice dorata, l'uomo di settantasei anni tirò il capolavoro verso di sé fino a staccarlo dalla parete, poi cadde all'indietro sotto il peso del dipinto. Dan Brown - Il codice da Vinci - Mondadori , trad. Riccardo Valla |
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Italo Calvino Il barone rampante Fu il 15 di giugno del 1767 che Cosimo Piovasco di Rondò, mio fratello, sedette per l'ultima volta in mezzo a noi. Ricordo come fosse oggi. Eravamo nella sala da pranzo della nostra villa d'Ombrosa, le finestre inquadravano i folti rami del grande elce del parco. Era mezzogiorno, e la nostra famiglia per vecchia tradizione sedeva a tavola a quell’ora. Tirava vento dal mare, ricordo, e si muovevano le foglie. Cosimo disse: - Ho detto che non voglio e non voglio! - e respinse il piatto di lumache. Mai s’era vista disubbidienza più grave. Italo Calvino - Il barone rampante - Garzanti |
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Italo Calvino Il cavaliere inesistente Sotto le rosse mura di Parigi era schierato l'esercito di Francia. Carlomagno doveva passare in rivista i paladini. Già da più di tre ore erano lì; faceva caldo; era un pomeriggio di prima estate, un po' coperto, nuvoloso; nelle armature si bolliva come in pentole tenute a fuoco lento. Italo Calvino - Il cavaliere inesistente - Garzanti |
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Andrea Camilleri
Il re di Girgenti Ora comu ora, i Zosimo se la passavano bona. Ma sidici anni avanti, quanno erano di frisco maritati, Gisuè e Filòna la fame nìvura avevano patito, quella che ti fa agliuttiri macari il fumu di la lampa. Erano figli e niputi di giornatanti e giornatanti essi stessi, braccianti agricoli stascionali che caminavano campagne campagne a la cerca di travaglio a sicondo del tempo dei raccolti e quanno lo trovavano, il travaglio, potevano aviri la fortuna di mangiare per qualche simanata, pre sempio una scanata di pane con la calatina, il companaticu ca poteva essere un pezzo di cacio, una sarduzza salata, una caponatina di milanciani. La notte, se si era di stati, dormivano a sireno, a celu stiddrato; se si era di 'nvernu, s'arriparavano in quattro o cinco dintra a un pagliaro e si quadiavano a vicenda con il sciato. Andrea Camilleri - Il re di Girgenti - Sellerio |
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Albert Camus
Lo straniero Oggi la mamma è morta, o forse ieri, non so. |
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Lewis Carroll (Charles Lutwidge
Dogson) Alice nel Paese delle Meraviglie Alice cominciava a non poterne più di starsene seduta accanto alla sorella, sulla riva del fiume, senza far niente: un paio di volte aveva dato un'occhiata al libro che la sorella stava leggendo, ma non c'erano figure né storielle, «E a che serve un libro», pensò Alice, «se non ha figure né storielle?». Lewis Carroll - Alice nel Paese delle Meraviglie - Newton & Compton, trad. Paola Faini |
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Agatha Christie
Appuntamento con la paura Ero andato a trovare il mio amico Poirot che aveva un mucchio di lavoro, purtroppo, in quei giorni. Era diventato talmente celebre che ogni ricca signora che avesse perduto un bracciale o il gattino prediletto si precipitava ad assicurarsi i servizi del grande Hercule poirot. Il mio piccolo amico era uno strano miscuglio di parsimonia fiamminga e di fervore artistico, e accettava molti casi anche se per lui di poco interesse, cedendo a quel primo istinto decisamente predominante. Agatha Christie - Appuntamento con la paura - Mondadori, trad. Grazia Griffini e Lidia Lax |
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Agatha Christie Le fatiche di Hercule L'appartamento di Hercule Poirot era arredato in uno stile essenzialmente moderno. Scintillava di cromature. Le sue poltrone, per quanto confortevolmente imbottite, avevano una linea squadrata e senza compromessi. Proprio al centro di una di queste poltrone stava seduto, ordinato e composto, Hercule Poirot. Di fronte a lui, in un'altra poltrona, sedeva il dottor Burton, professore dell'All Souls, intento a sorseggiare con aria da intenditore un bicchiere di Chateau Mouton Rothschild offertogli da Poirot. Non c'era niente di ordinato e composto nel dottor Burton. Era grassoccio, trasandato e, sotto un ciuffo di capelli bianchi, il faccione rubizzo irradiava bonarietà. Aveva una risatina chioccia, profonda e un po' ansante e l'abitudine di ricoprire se stesso e quanto gli stava intorno di cenere di tabacco. Invano Poirot lo circondava di portacenere. Agatha Christie - Le fatiche di Hercule - Mondadori, trad. Grazia Griffini |
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Agatha Christie Miss Marple nei Caraibi "Prendete il Kenya, ad esempio" disse il maggiore Palgrave. "Gran parte della gente blatera, blatera, e non ne sa nulla. Io, invece, ho trascorso ben quattordici anni in quel paese, i migliori anni della mia vita..." Agatha Christie - Miss Marple nei Caraibi - Mondadori, trad. Marco Polillo |
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Chuang-Tzu
Chuang-Tzu Nell'oceano settentrionale vive un pesce, chiamato K'un, grande non so quante migliaia di li, che trasformandosi diviene un uccello, chiamato Pêng, il cui dorso misura non so quante migliaia di li. Allorché impetuosamente s'invola, le sue ali sono come nubi sospese nel cielo. Quando il mare e agitato, questo uccello s'accinge a partire verso l'oceano meridionale, che è il lago del Cielo. Chuang-Tzu - TEA, trad. Leonello Lanciotti |
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Joseph Conrad
I duellanti Napoleone I, la cui carriera ebbe il carattere di un duello contro l'Europa intera, disapprovava il duello fra gli ufficiali del suo esercito. Il grande imperatore militare non era uno smargiasso e aveva poco rispetto per la tradizione. Joseph Conrad - I duellanti - E/O, trad. Leonardo Gandi |
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Joseph Conrad
La linea d'ombra Solo i giovani hanno momenti simili. Non penso ai giovanissimi. No, i giovanissimi, propriamente parlando, non hanno momenti. È privilegio della prima giovinezza vivere in anticipo sui propri giorni, in tutta la bella continuità di speranze che non conosce pause o introspezioni. Joseph Conrad - La linea d'ombra - Newton& Compton, trad. Dunja Badnjevic Orazi |
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Patricia Cornwell Postmortem Venerdì 6 giugno a Richmond pioveva. L'acquazzone incessante, cominciato all'alba, aveva infierito sui gigli riducendoli a nudi steli e sparso foglie sull'asfalto e sui marciapiedi. Rivoli d'acqua correvano per le strade; nei campi da gioco e nei prati si allargavano grandi pozze. Andai a dormire con il sottofondo della pioggia che scrosciava sulle lastre di ardesia del tetto e, mentre la notte sfumava nella nebbia dell'aurora del sabato, feci un sogno orribile. Al di là dei vetri della finestra striati di pioggia apparve un volto livido, dai tratti informi e inumani come quelli delle bambole fatte con le calze di nailon. La finestra era buia quando la sagoma apparve, simile a uno spirito maligno, intenta a scrutare all'interno. Mi svegliai e fissai l'oscurità. Soltanto quando il telefono squillò di nuovo capii cosa mi aveva destato. Trovai la cornetta senza annaspare. "La dottoressa Scarpetta?" "Sì?" Allungai una mano verso l'interruttore dell'abatjour e lo accesi. "Qui Pete Marino. Ne abbiamo trovata un'altra al 52602 di Berkley Avenue. Mi sa che è meglio che venga." Patricia Cornwell - Postmortem - Mondadori, trad. Marco Amante |
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CONTINUA..... |
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