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In Francia gli intellettuali sono di solito incapaci di aprire un ombrello.
La vita è quella che si racconta, non quella che si ha.
La scoperta dell'arte, come ogni conversione, è la rottura di un rapporto
anteriore fra un uomo e un mondo.
André
Malraux nasce nel 1901 da un padre depresso che si uccide nel 1930, e da una
madre che li abbandona dopo l’ennesima scappatella del marito, che viveva
giocando in Borsa e spesso tornava a casa ubriaco. Nella periferia parigina
di Bondy Malraux frequenta il liceo, le biblioteche del quartiere e il
lungosenna, dove crescendo comincia a lavorare nelle bancarelle dei
bouquinistes insieme a Max Jacob. È qui, vendendo libri, che impara quella
retorica così entusiasmante nei comizi che terrà in futuro. Elegantissimo
dandy e collaboratore della rivista Action, Malraux vive la Parigi del primo
dopoguerra dove si rifugiano intellettuali in fuga da nazismo e comunismo.
Nel 1921 sposa Clara Goldsmith e, dopo avere perso in Borsa il suo denaro,
trova una soluzione esistenziale facendosi assegnare una missione
archeologica in Cambogia per studiare i tesori dell’arte khmer. Da qui non
solo un processo per furto di reperti archeologici senza conseguenze anche
grazie a una petizione degli intellettuali francesi, ma soprattutto i tre
romanzi promessi all’editore Grasset con cui Malraux ottiene il successo e
diventa famoso. Il motivo ricorrente in questi scritti, sia nei temi sia
nella narrazione vera e propria, è l’avventura, l’azione in cui l’eroe
moderno ritrova la propria coscienza nella solidarietà umana. A Parigi nella
Rive Gauche, i Malraux ricevono nella loro casa piena di statuette orientali
editori e giornalisti, intellettuali e scrittori come André Gide. Negli anni
Trenta l’impegno intellettuale è ardente: Malraux non solo va in Unione
Sovietica e negli Stati Uniti, ma come altri scrittori non solo europei,
partecipa alla guerra civile spagnola, e nel 1937 è ferito. Malraux
chiarisce il tipo di impegno politico che si sente di assumere, e che chiama
“communion”: accusa l’individualismo romantico di avere offuscato ogni senso
di vicinanza fra gli uomini, e di essersi preoccupato solo di salvaguardare
il proprio mondo interiore. Quella fraternità che invece può instaurarsi in
tempo di guerra fra gli individui che siano coscienti della sostanziale
incomunicabilità delle proprie esperienze, Malraux l’ha vista in Indocina e
costituisce il fulcro de La Condition Humaine, il suo romanzo più celebre in
Italia. Partecipa anche alla seconda guerra mondiale durante la quale è
arrestato e imprigionato due volte, ma ne esce al fianco di Charles De
Gaulle, per il quale sarà ministro fino alla Quinta Repubblica francese
(1959-1969) e sostenitore in tutta la sua carriera politica, benché
allontanato dal partito poco prima della morte che avviene nel 1976, nella
solitudine più totale. Negli anni Quaranta si sposa di nuovo, ma la moglie
muore poco dopo così come i due figli avuti da lei.

La condizione umana
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Partecipò in prima
persona ad alcuni degli eventi cruciali del Novecento – dalla guerra
civile cinese del 1927-28 a quella spagnola, dal Nazismo alla
Resistenza francese – dai quali prese ispirazione per molti dei suoi
romanzi.
Nel secondo dopoguerra si dedicò alla politica (fu ministro della
cultura francese dal 1959 al 1969) e a studi di estetica e filosofia
dell'arte. |
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