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Antoine
de Saint-Exupéry nacque nel 1900 a Lione. Entrò nell'aeronautica militare
prendendo nel 1921 il brevetto di volo e nel 1926 diventò pilota di linea.
Le sue numerose esperienze di volo influenzarono molto le opere che scrisse,
infatti già nei suoi primi romanzi Corriere del sud (1929) e Volo di notte (
1931) il volo diventa una forma assoluta di libertà.
Fu anche giornalista e lavorò come inviato per il "Paris-Soir" e per
l'"Intransigeant".Quando scoppiò la seconda guerra mondiale entrò
nell'esercito dell'aeronautica militare francese. In seguito ad un incidente
si trasferì negli Stati Uniti dove pubblicò Pilota di guerra nel 1942.
L'anno dopo, nel 1943, pubblicò la sua opera più famosa Il piccolo principe,
un racconto apparentemente per bambini, ma che in realtà può considerarsi
come una favola allegorica. Il protagonista è un bambino venuto da un altro
pianeta che stringe amicizia con un aviatore: con la sua innocenza e con il
suo sguardo incantato e pieno di stupore il bambino riesce a far ritrovare
all'adulto la magia dell'infanzia.
Nel 1943 riprese a volare, ma dalla sua ultima missione di ricognizione non
fece più ritorno. Nel 1948 fu pubblicata postuma Cittadella, l'ultima opera
a cui stava lavorando e che raccoglieva appunti e pensieri.

Saint-Exupéry: la ballerina e lo studioso.
Raccolti in un volume novelle, lettere, frammenti dal 1925 al '43
dell'autore de «Il piccolo principe»
L'amore tra una ballerina prostituta e un cliente intellettuale. La Parigi
notturna degli anni Venti, la noia nascosta dietro le luci soffuse dei
café-chantant, uomini alla deriva e donne in cerca di riscatto: personaggi e
ambienti che riaffiorano in questi inediti di Antoine de Saint-Exupéry,
scritti tra il 1925 e il 1943.
«Manon, ballerina» è il primo racconto che dà il titolo a questo volume in
libreria per Bompiani (testi a cura di Alban Cerisier
e Delphine Lacroix, traduzione di Anna D'Elia, pp. 238, e 18) e che contiene
anche il racconto L'aviatore e altri materiali, frammenti, riflessioni,
lettere. Tra queste le più interessanti sono quelle all'ex fidanzata Loulou
(Louise de Vilmorin), che, con il racconto «Manon, ballerina», fanno
scoprire un volto finora sconosciuto dell'autore del Piccolo principe. Qui,
infatti, l'aviatore rivela toni da mélo, un afflato sentimentale che, scrive
Cerisier nella prefazione, «risuona ancora di fremiti adolescenziali».
«Manon, ballerina»
(alcuni estratti)
Il fumo delle sigarette la soffoca, il passo dei camerieri l'assilla:
s'affrettano, da un capo all'altro dell'anno. E il barman, assorto nella
digestione dei suoi pensieri, e i ballerini... Lì ce n'è uno languido, i
gesti molli a forza di stringere solo donne — quando ballano gli s'attaccano
all'anima — e là uno greve, che da buon sensale viene a scegliersi... E lo
champagne. Lo champagne è simbolo di gioia, sì, come i festoni dei
compleanni, le bandierine come corna sugli autobus... che invenzione!
Passa un cameriere in giacca bianca, il tovagliolo a mo' di sciarpa, le
sfiorano sempre il tavolo sotto il naso, appena il tempo di bisbigliarle:
«Quello grosso, là in fondo... mi ha chiesto come ti chiami... banchiere». E
lei che fa, si alza? Ogni dieci minuti va in bagno a rifarsi il trucco. Si
fanno due chiacchiere con l'addetta ai bagni. E lì il cuore si scioglie, e
allora si dice: «Ne ho piene le tasche...». Un'oasi di tranquillità: quella
riesce a lavorarci a maglia. Si direbbe proprio una quinta di teatro, no? Ma
lì dentro, ci si rilassa davvero? Quelle già sciupate diventano brutte: il
collo, i fianchi cedono. A quel punto si dice: «E sì, vecchia mia...» e ci
si lancia nelle danze. E la sala che s'attraversa: si camuffa tutta la
propria debolezza, tutta la vergogna, sotto la spocchia.
****
Hanno pranzato e cenato insieme. Il cameriere serve il caffè e adesso lei
tiene d'occhio l'uomo. È a questo punto che diventano distratti, che
abbassano la nuca. All'inizio, per loro, il desiderio è triste, come un
giogo. Si calmano solo quando hanno la certezza di possedere.
Rientriamo? Lei sorride un po' inquieta, un po' languida... Lui apre la
porta e la fa entrare. Lei compie, lì dentro, i suoi primi passi: una stanza
è sempre una gabbia. Lei si siede ai piedi del letto. Il lenzuolo aperto vi
disegna una ferita fresca, di un biancore accecante. L'uomo la prende
dolcemente per le spalle... «Mi lasci abituare...». Il respiro di Manon si
accelera.
Controllando la voce, lui dice: «Amore mio...». Quelle parole la turbano.
Lì, in quella stanza piena di libri, dai mobili pesanti, una stanza solida
come la cabina di una nave... be', non è la stessa cosa. Un ritratto... la
moglie, forse... quanto tempo? Vent'anni, forse? Lì dentro si è ben
sistemati come per affrontare un viaggio infinito... è un mondo a sé. Non è
una di quelle camere d'albergo dove non si lascia traccia, da cui si esce
con il fiato appena un po' grosso, né una di quelle garçonnière dove tutto è
troppo fragile per serbare impronte... Lì dentro lei si vede improvvisamente
come una povera cosa sgualcita, sciupata... e poi non le deve dire... Amore
mio... «Sarei io il suo amore, signore? Bell'amore! Non sa neanche chi
sono...». Lui l'interroga con lo sguardo. «Una semplice ballerina, vede...
certo che non posso vivere solo di ballo!». Lei è terribilmente scoraggiata.
Lui sussurra: «Povera ragazzina », accarezzandole i capelli con dita
distratte.
Manon avverte oscuramente che lui non ascolta; che è indifferente alla sua
ultima confidenza. L'avrebbe allontanato o avvicinato a sé, poco prima, ma
adesso... Allora non è altro, per lui, che un oggetto, come per gli altri?
Sconfortata, gli dice: «Sono fatta per gli uomini, io». Lui la prende tra le
braccia e la culla. Se solo potesse cullarla così, semplicemente, a lungo...
lui le ha regalato un giorno di vacanza, le ha parlato come un amico. E lei
ha imparato, studiosa, tante cose. Se solo potesse rimanere così,
semplicemente. Lei azzarda, impaurita, una confidenza: «Sogno di avere un
amico; ne avevo uno, una volta, e quando ero triste glielo dicevo, e anche
lui...». Lui la bacia. «No, non sulle labbra... — perché ragazzina? — Sulla
guancia, è più dolce». Lei si stringe contro la sua spalla. Ma lui si porta
dietro il peso della noia che l'ha schiacciato al risveglio. Ha bisogno di
perdersi. Nell'amplesso tutto viene inghiottito, rimpianti, desideri... dopo
l'amplesso non esiste più nulla.
Mentre lei si sveste, spunta una spalla nuda, una spalla luminosa. Lui ci
appoggia sopra la testa. Lei gli offre il suo calore, la sua vita... «Il mio
piccolo, dolce animaletto...». Lo ripete ostinatamente, adesso.
Manon sente aumentare lo sconforto: gli uomini sono pazzi ed ecco che questo
è uguale agli altri, con i suoi gesti pieni di attenzioni, ma assurdi, con
le sue frasi smozzicate... gli uomini...
Non capisci il loro sguardo. Non capisci cosa desiderano. Senza saperlo puoi
far passare sui loro volti il dolore, il piacere, persino l'odio. Non sai
quale oscura immagine ricompongano, come fare ad aiutarli... gli uomini sono
pazzi!
Lei ricomincia, timorosa: «No... restiamo amici... ». Spera ancora tanto in
quella pace. «Signore, le sono debitrice di una giornata così dolce...». Le
sue dita formano sul viso dell'uomo una fragile carezza, una fragile
barriera. Ma lui, a voce bassissima: «Dammi ciò che desidero, dammi...» Lei
si torce le mani: «Ma questo è il mio mestiere! Se sei uno spazzino, spazzi
tutto il giorno, finalmente hai un giorno di vacanza... vai a trovare un
amico, tutta felice, e quello ti fa: "To' divertiti un po' spazzare!" ».
Manon si mette a piangere. Ma lui, con voce più sorda: «Oggi non è giornata,
tu non puoi sapere, dammi quel che desidero...». Allora lei incrocia le mani
sul petto, piccola preda incosciente, quasi casta. «Sono fatta per consolare
l'uomo, ma non ho il diritto di dimenticare». Rimarrà così, inerte. Sulle
sue labbra per qualche istante compare la sofferenza, poi i suoi occhi si
aprono su quella stanza robusta, massiccia, costruita per le unioni feconde,
per i momenti solenni della vita. Avrebbe potuto esserne purificata,
maturata... «Sono una piccola cosa sgualcita, insozzata, sono... sono...».
Non è nemmeno più triste. È la vita.

Antoine De Saint - Exupery: Il piccolo principe
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Antoine de Saint-Exupéry

Saint-Ex

di
Riccardo D’Anna
Avagliano,
pp. 203, ill.,
euro 13,00 |