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Sir Arthur C. Clarke, uno dei
più grandi scrittori di fantascienza di tutti i tempi.
Secondo Clarke, l’umanità è ancora agli inizi del suo percorso evolutivo,
rispetto ad altre civiltà dell’universo che da tempo hanno abbandonato la
dimensione corporea per diventare intelligenza pura. L’evoluzione della
mente umana avrà il suo culmine nella formazione di una supermente
collettiva, una entità galattica che racchiude tutto. E il primo passo sarà
la possibilità di scaricare le informazioni dal cervello in un chip esterno
e farle vivere autonomamente; una specie di immortalità elettronica prevista
per l’anno 2090.
Il suo più importante contributo alla scienza può essere considerato l'idea
che i satelliti geostazionari potrebbero essere il sistema ideale per le
telecomunicazioni. Scrisse su questo argomento un celebre articolo. Proprio
grazie a questo contributo, l'orbita geostazionaria è oggi nota anche come
orbita di Clarke o fascia di Clarke. Dal 1956 viveva nello Sri Lanka, nella
capitale Colombo.
Arthur
Charles Clarke nasce il 16 Dicembre 1917 a Minehead, una cittadina balneare
del Somerset, Inghilterra. A 21 anni si trasferisce a Londra, viene assunto
dalla British Interplanetary Society, e comincia ad interessarsi delle
nascenti ricerche aereospaziali.
Durante la seconda guerra mondiale, lavorò per la Royal Air Force come
esperto dei radar e fu coinvolto nel successivo sviluppo del sistema di
difesa radar che consentì alla RAF di vincere la battaglia contro i nazisti.
Racconta in seguito quest'esperienza nel suo libro (non fantascientifico)
Sentiero di discesa, e la ricorda anche più tardi, forse inconsciamente,
nella stesura del romanzo Ombre sulla Luna. Dopo la guerra si laureò al
King's College di Londra.
Al termine della guerra pubblica l'articolo tecnico Extra-terrestrial
Relays, discutendo della possibilità di posizionare satelliti in orbita
geostazionaria per le comunicazioni. Per l'epoca si tratta di un'intuizione
assolutamente straordinaria. Passano infatti venticinque anni prima che essa
venga realizzata, e Clarke rimpiange ancora che, se solo avesse brevettato
la sua idea, sarebbe diventato miliardario. Comunque, essa gli frutta in
seguito grandi riconoscimenti nel mondo della ricerca scientifica (medaglia
d'oro del Franklin Institute, Premio Lindbergh, Borsa di Studio del King's
College di Londra). Ma la massima gratificazione gli viene concessa
dall'Associazione Astronomica Internazionale, che battezza ufficialmente
l'orbita geostazionaria a 42.000 chilometri Orbita di Clarke.
Curiosamente, la carriera di scrittore procede di pari passo con quella di
scienziato. Infatti, nello stesso 1945, egli pubblica anche il suo primo
racconto di fantascienza. Si tratta di Rescue Party, scritta nel marzo di
quell'anno ed apparsa nel maggio dell'anno successivo su Astounding Science.
Nel 1948 Clarke ottiene il First Class Honor (importante titolo accademico
inglese) in Matematica e Fisica presso il King's College di Londra.
Il 15 Giugno 1953 sposa l'americana Marilyn Mayfield, da cui divorzia appena
sei mesi dopo. Interrogato a tale proposito, lo scrittore confessa: "Sapevo
già di non essere tipo da matrimonio, ma pensavo che ogni uomo dovesse
sposarsi almeno una volta nella vita."
Negli anni successivi Clarke-scienziato si interessa di meterologia
(profetizzando come i satelliti ed i razzi meterologici siano destinati a
rivoluzionare questa branca della scienza) e di esplorazione oceanica.
Clarke-scrittore, invece, in questo periodo scrive i suoi più importanti
romanzi di fantascienza, nonchè opere di saggistica e di divulgazione. Nel
1962 termina il libro Profiles of the Future", in cui si sforza di
estrapolare con precisione e rigore scientifico le principali
caratteristiche del mondo di domani.
Nel 1964 egli inizia la collaborazione con il regista Stanley Kubrick per la
realizzazione di una pellicola liberamente tratta dal suo racconto The
sentinel. Da questa collaborazione nascerà il capolavoro 2001: Odissea nello
Spazio.
Nel 1969 Clarke, insieme con Walter Cronkite e Wally Schirra, partecipa alla
radiocronaca delle missioni dell'Apollo 11, 12 e 13 per la rete televisiva
americana CBS.
Negli anni '80 realizza due serie televisive, trasmesse in numerosi paesi,
tra cui anche l'Italia: si tratta di Arthur C. Clarke's Mysterious World
(1981) e Arthur C. Clarke's World of strange Powers (1984). Prende parte
anche ad altre trasmissioni televisive con tema lo Spazio, ad esempo la
serie Universo di Walter Cronkite nel 1981.
Il successo del film 2001: Odissea nello Spazio produce una fioritura di
sequel letterari. Nel 1985 Clarke pubblica 2010: Odyssey Two, e collabora
con Peter Hyams per la versione cinematografica del romanzo.
Alla base di ogni romanzo di Clarke c'è sempre e comunque, sotto una forma o
l'altra, un problema scientifico, che i protagonisti sono obbligati a
risolvere usando tutto il loro ingegno. Questo problema si presenta quasi
sempre in veste critica: un incidente (la follia di HAL in 2001, il
naufragio del traghetto lunare in Polvere di Luna), un sabotaggio (Rama II,
Terra Imperiale), o una semplice sfida alle possibilità umane (la
terraformazione in Le sabbie di Marte, la costruzione dell'ascensore
spaziale in Le fontane del paradiso).
Ogni storia di Clarke, in definitiva, racconta di come l'Uomo, usando gli
strumenti della Scienza, possa costringere l'Universo ed il Caso a piegarsi
ai suoi desideri. Clarke è un inguaribile positivista; la sua visione della
vita è quella dell'ingegnere che affronta il mondo a testa alta, usando come
arma il suo fidato regolo calcolatore.
Difficilmente nei libri di Clarke si troveranno drammi umani, tormenti
interiori, grandi passioni, introspezioni psicologiche. In compenso, nelle
pagine delle sue opere si potrà capire la Fisica, l'Astronomia, la
Meterologia, l'Astronomia e la Meccanica Celeste meglio che in qualunque
libro di testo. Mirabile, a questo proposito, la dimostrazione "dal vero"
della Legge di Coriolis presente in "Incontro con Rama", romanzo che
dovrebbe essere consigliato agli studenti universitari di ogni facoltà di
Fisica.
Altra caratteristica/curiosità presente nei romanzi di Clarke, l'inglesità
dei personaggi. Clarke assegna ai suoi eroi patrie diverse (Stati Uniti,
Russia, Cina, India), ma nel profondo egli finisce invariabilmente per
dipingere in loro il classico gentleman britannico, razionale,
imperturbabile, compìto, dai nervi d'acciaio, mai passionale, cortese ma in
definitiva freddo nei rapporti interpersonali.
Conseguenza di tutto ciò, nei romanzi di Clarke non si assiste mai o quasi a
un ortodosso scontro Buono-Cattivo. Il "cattivo" della vicenda, ovvero colui
che si oppone ai piani dell'eroe di turno, in definitiva è sempre il Cosmo,
il Fato, comunque la forza cieca della Natura che solo con la Scienza sarà
possibile domare.
Unica eccezione a questa regola, Rama II, scritto a quattro mani con Gentry
Lee. In quest'opera, caso più unico che raro nella narrativa clarkiana,
vediamo per la prima volta in azione personaggi malvagi, cinici, addirittura
spietati. La figura più negativa dell'opera, casualmente (?), è una
giornalista italiana, una donna tanto bella quanto crudele, di facili
costumi, priva di scrupoli, capace di usare gli uomini per i suoi scopi
(Fama e Potere), e di gettarli via quando non le servono più. Che Clarke o
Lee abbiano avuto qualche esperienza negativa con rappresentanti femminili
della nostra Stampa?
Le descrizioni sono un altro punto di forza della narrativa clarkiana. Gli
scenari, le ambientazioni delle vicende vengono dipinti da Clarke con cura
estrema: egli non lascia nulla al caso, e le immagini che riesce a creare
sono di quanto più vivido e concreto possa esistere nella fantascienza.
Complice in ciò, il suo stile asciutto, l'accessibilità del linguaggio,
pulito senza essere scarno, che fa di Clarke anche un ottimo divulgatore. A
volte, addirittura, la preminenza della descrizione finisce per capovolgere
il classico impianto narrativo: l'ambientazione allora assurge a
protagonista, e la vicenda vera e propria diventa funzionale
all'illustrazione del background.
Ma l'elemento che forse colpisce maggiormente in Clarke è la grandiosità
delle sue trame. Da 2001 a Le guide del tramonto, da "Le sabbie di Marte" a
"Le fontane del paradiso", Clarke non si accontenta mai di raccontare le
vicende di un uomo, il destino di un singolo individuo: egli narra il futuro
di tutta l'Umanità.

2001:Odissea nello spazio
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