Arthur Charles Clarke (1917–2008)

  Biografie degli autori







Sir Arthur C. Clarke, uno dei più grandi scrittori di fantascienza di tutti i tempi.

Secondo Clarke, l’umanità è ancora agli inizi del suo percorso evolutivo, rispetto ad altre civiltà dell’universo che da tempo hanno abbandonato la dimensione corporea per diventare intelligenza pura. L’evoluzione della mente umana avrà il suo culmine nella formazione di una supermente collettiva, una entità galattica che racchiude tutto. E il primo passo sarà la possibilità di scaricare le informazioni dal cervello in un chip esterno e farle vivere autonomamente; una specie di immortalità elettronica prevista per l’anno 2090.

Il suo più importante contributo alla scienza può essere considerato l'idea che i satelliti geostazionari potrebbero essere il sistema ideale per le telecomunicazioni. Scrisse su questo argomento un celebre articolo. Proprio grazie a questo contributo, l'orbita geostazionaria è oggi nota anche come orbita di Clarke o fascia di Clarke. Dal 1956 viveva nello Sri Lanka, nella capitale Colombo.


Arthur Charles Clarke nasce il 16 Dicembre 1917 a Minehead, una cittadina balneare del Somerset, Inghilterra. A 21 anni si trasferisce a Londra, viene assunto dalla British Interplanetary Society, e comincia ad interessarsi delle nascenti ricerche aereospaziali.
Durante la seconda guerra mondiale, lavorò per la Royal Air Force come esperto dei radar e fu coinvolto nel successivo sviluppo del sistema di difesa radar che consentì alla RAF di vincere la battaglia contro i nazisti. Racconta in seguito quest'esperienza nel suo libro (non fantascientifico) Sentiero di discesa, e la ricorda anche più tardi, forse inconsciamente, nella stesura del romanzo Ombre sulla Luna. Dopo la guerra si laureò al King's College di Londra.
Al termine della guerra pubblica l'articolo tecnico Extra-terrestrial Relays, discutendo della possibilità di posizionare satelliti in orbita geostazionaria per le comunicazioni. Per l'epoca si tratta di un'intuizione assolutamente straordinaria. Passano infatti venticinque anni prima che essa venga realizzata, e Clarke rimpiange ancora che, se solo avesse brevettato la sua idea, sarebbe diventato miliardario. Comunque, essa gli frutta in seguito grandi riconoscimenti nel mondo della ricerca scientifica (medaglia d'oro del Franklin Institute, Premio Lindbergh, Borsa di Studio del King's College di Londra). Ma la massima gratificazione gli viene concessa dall'Associazione Astronomica Internazionale, che battezza ufficialmente l'orbita geostazionaria a 42.000 chilometri Orbita di Clarke.
Curiosamente, la carriera di scrittore procede di pari passo con quella di scienziato. Infatti, nello stesso 1945, egli pubblica anche il suo primo racconto di fantascienza. Si tratta di Rescue Party, scritta nel marzo di quell'anno ed apparsa nel maggio dell'anno successivo su Astounding Science.
Nel 1948 Clarke ottiene il First Class Honor (importante titolo accademico inglese) in Matematica e Fisica presso il King's College di Londra.
Il 15 Giugno 1953 sposa l'americana Marilyn Mayfield, da cui divorzia appena sei mesi dopo. Interrogato a tale proposito, lo scrittore confessa: "Sapevo già di non essere tipo da matrimonio, ma pensavo che ogni uomo dovesse sposarsi almeno una volta nella vita."
Negli anni successivi Clarke-scienziato si interessa di meterologia (profetizzando come i satelliti ed i razzi meterologici siano destinati a rivoluzionare questa branca della scienza) e di esplorazione oceanica.
Clarke-scrittore, invece, in questo periodo scrive i suoi più importanti romanzi di fantascienza, nonchè opere di saggistica e di divulgazione. Nel 1962 termina il libro Profiles of the Future", in cui si sforza di estrapolare con precisione e rigore scientifico le principali caratteristiche del mondo di domani.
Nel 1964 egli inizia la collaborazione con il regista Stanley Kubrick per la realizzazione di una pellicola liberamente tratta dal suo racconto The sentinel. Da questa collaborazione nascerà il capolavoro 2001: Odissea nello Spazio.
Nel 1969 Clarke, insieme con Walter Cronkite e Wally Schirra, partecipa alla radiocronaca delle missioni dell'Apollo 11, 12 e 13 per la rete televisiva americana CBS.
Negli anni '80 realizza due serie televisive, trasmesse in numerosi paesi, tra cui anche l'Italia: si tratta di Arthur C. Clarke's Mysterious World (1981) e Arthur C. Clarke's World of strange Powers (1984). Prende parte anche ad altre trasmissioni televisive con tema lo Spazio, ad esempo la serie Universo di Walter Cronkite nel 1981.
Il successo del film 2001: Odissea nello Spazio produce una fioritura di sequel letterari. Nel 1985 Clarke pubblica 2010: Odyssey Two, e collabora con Peter Hyams per la versione cinematografica del romanzo.


Alla base di ogni romanzo di Clarke c'è sempre e comunque, sotto una forma o l'altra, un problema scientifico, che i protagonisti sono obbligati a risolvere usando tutto il loro ingegno. Questo problema si presenta quasi sempre in veste critica: un incidente (la follia di HAL in 2001, il naufragio del traghetto lunare in Polvere di Luna), un sabotaggio (Rama II, Terra Imperiale), o una semplice sfida alle possibilità umane (la terraformazione in Le sabbie di Marte, la costruzione dell'ascensore spaziale in Le fontane del paradiso).
Ogni storia di Clarke, in definitiva, racconta di come l'Uomo, usando gli strumenti della Scienza, possa costringere l'Universo ed il Caso a piegarsi ai suoi desideri. Clarke è un inguaribile positivista; la sua visione della vita è quella dell'ingegnere che affronta il mondo a testa alta, usando come arma il suo fidato regolo calcolatore.
Difficilmente nei libri di Clarke si troveranno drammi umani, tormenti interiori, grandi passioni, introspezioni psicologiche. In compenso, nelle pagine delle sue opere si potrà capire la Fisica, l'Astronomia, la Meterologia, l'Astronomia e la Meccanica Celeste meglio che in qualunque libro di testo. Mirabile, a questo proposito, la dimostrazione "dal vero" della Legge di Coriolis presente in "Incontro con Rama", romanzo che dovrebbe essere consigliato agli studenti universitari di ogni facoltà di Fisica.
Altra caratteristica/curiosità presente nei romanzi di Clarke, l'inglesità dei personaggi. Clarke assegna ai suoi eroi patrie diverse (Stati Uniti, Russia, Cina, India), ma nel profondo egli finisce invariabilmente per dipingere in loro il classico gentleman britannico, razionale, imperturbabile, compìto, dai nervi d'acciaio, mai passionale, cortese ma in definitiva freddo nei rapporti interpersonali.
Conseguenza di tutto ciò, nei romanzi di Clarke non si assiste mai o quasi a un ortodosso scontro Buono-Cattivo. Il "cattivo" della vicenda, ovvero colui che si oppone ai piani dell'eroe di turno, in definitiva è sempre il Cosmo, il Fato, comunque la forza cieca della Natura che solo con la Scienza sarà possibile domare.
Unica eccezione a questa regola, Rama II, scritto a quattro mani con Gentry Lee. In quest'opera, caso più unico che raro nella narrativa clarkiana, vediamo per la prima volta in azione personaggi malvagi, cinici, addirittura spietati. La figura più negativa dell'opera, casualmente (?), è una giornalista italiana, una donna tanto bella quanto crudele, di facili costumi, priva di scrupoli, capace di usare gli uomini per i suoi scopi (Fama e Potere), e di gettarli via quando non le servono più. Che Clarke o Lee abbiano avuto qualche esperienza negativa con rappresentanti femminili della nostra Stampa?
Le descrizioni sono un altro punto di forza della narrativa clarkiana. Gli scenari, le ambientazioni delle vicende vengono dipinti da Clarke con cura estrema: egli non lascia nulla al caso, e le immagini che riesce a creare sono di quanto più vivido e concreto possa esistere nella fantascienza. Complice in ciò, il suo stile asciutto, l'accessibilità del linguaggio, pulito senza essere scarno, che fa di Clarke anche un ottimo divulgatore. A volte, addirittura, la preminenza della descrizione finisce per capovolgere il classico impianto narrativo: l'ambientazione allora assurge a protagonista, e la vicenda vera e propria diventa funzionale all'illustrazione del background.
Ma l'elemento che forse colpisce maggiormente in Clarke è la grandiosità delle sue trame. Da 2001 a Le guide del tramonto, da "Le sabbie di Marte" a "Le fontane del paradiso", Clarke non si accontenta mai di raccontare le vicende di un uomo, il destino di un singolo individuo: egli narra il futuro di tutta l'Umanità.





2001:Odissea nello spazio

 




Il genere fantascientifico