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Nato nel 1811 Gautier
incarna la storia stessa della cultura francese del Diciannovesimo secolo.
Polemizzò con la morale e
la critica borghesi. Fu uno strenuo difensore dell'arte per l'arte.
Poeta,
critico teatrale, narratore francese. Intraprese studi di pittura
nell’atelier di Rioult, ma attirato dalla fama di Victor Hugo e della neo-nata
poesia romantica, abbandonò la pittura per dedicarsi a una poesia densa di
colori. Frequentò intorno al 1830 i romantici e gli artisti bohèmiens e si
legò, in giovane età, a Gérard de Nerval.
Nella sua prima raccolta si dimostra ancora timido e, a volte, impacciato.
Nel 1833, con il poema breve Albertus e la raccolta di racconti ironici Les
Jeunes-France, comincia ad apparire un certo distacco dai romantici e un
dandismo scettico. Ma per mantenere se stesso e la famiglia fu costretto, a
partire dal 1836, a dedicarsi con continuità al giornalismo e a pubblicare
innumerevoli articoli di critica teatrale. Nel 1835-1836 appare il romanzo
Mademoiselle de Maupin, una vera e propria sfida alla morale borghese, dove
arriva a sostenere fin dalla prefazione che l’Arte e la Morale non hanno
niente in comune.
Per evadere da una realtà mediocre cerca la fuga nello spazio, con le
cronache dei suoi viaggi in Spagna e in Oriente, e nel tempo, attraverso i
suoi romanzi ambientati in varie epoche storiche. Nel 1852, appare Emaux et
Camées, la sua opera più originale, dove viene espressa al meglio la propria
maestria, quella che influenzerà in modo più consistente i giovani poeti
raggruppati più tardi sotto il nome di Parnassiani. In uno di questi poemi,
proclama il valore assoluto della professione, la necessità per il poeta di
accettare e suggerire difficoltà tecniche.
Parnassianesimo
Le idee fondamentali del
movimento, improntate a un razionalismo anti-soggettivistico di matrice
positivistica, furono l'affermazione dell'assoluta autonomia dell'arte,
riassunta nella celebre formula di Gautier "L'Art pour l'Art", la ricerca di
una poesia impersonale, condivisa da Gustave Flaubert, la rivendicazione di
un'eccellenza della poesia, la vicinanza ideale alla scienza e alle arti
plastiche. La poetica parnassiana condivide, nonostante le diverse origini e
matrici culturali, alcuni assunti del Decadentismo, come il culto della
dimensione estetica, e prepara il terreno al Simbolismo, che pure si
definirà in opposizione ad essa, prendendo le distanze da certo piatto
formalismo, ma condividendo la celebrazione della parola poetica e la
nitidezza di rappresentazione delle cose.

Il Capitan Fracassa
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Parnassianesimo
Il termine "Parnassianesimo" indica in senso stretto l'omonima scuola
poetica francese, i cui membri di spicco furono Th. de Banville
(1823-1891), F. Coppé (1842-1908), J. M. de Heredia (1842-1905).
I parnassiani, mossi da un'esigenza di chiarezza e razionalità e
insofferenti alle effusioni di uno stanco Romanticismo, vollero
promuovere un'arte libera da compromessi educativi, sociali, morali o
utilitaristici, attenta alla forma e all'oggettività delle cose.
I capiscuola del movimento furono Théophile Gautier (1811-1872) e
Charles-Marie Leconte de Lisle (1818-1894), che già dagli anni
Cinquanta del XIX secolo promossero un'estetica della perfezione
formale e un ritorno all'ellenismo e ai miti antichi.
Il loro primo
documento ufficiale fu la pubblicazione di un'antologia, Le Parnasse
contemporain (1866), a cui collaborarono 37 poeti, tra cui anche
Baudelaire. Due successive raccolte furono pubblicate nel 1871 e nel
1876.
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