Henry James

  Biografie degli autori







È sciocco dubitar di sé stessi come sarebbe dubitare del proprio miglior amico: anzi si deve cercare di essere il proprio migliore amico e di vivere così in eletta compagnia.
Uno non rinuncia al suo paese come non rinuncia alla sua nonna: sono ambedue istituzione antecedenti alla sua scelta: elementi del complesso della sua vita che non possono esser completamente eliminati.
Chiamo ricca la gente ch'è in grado di realizzare gl'impulsi della propria immaginazione.




Henry James nasce a New York il 15 aprile 1843 da una ricca famiglia di industriali d'origine irlandese. Suo padre, Henry senior, e’ un noto filosofo religioso, mentre suo fratello William un importante filosofo pragmatista e psicologo. Per volere del padre che voleva dar loro una educazione libera e eclettica, l'educazione dei due fratelli James e’ irregolare, con continui spostamenti di scuole e città di residenza tra Stati Uniti e Europa (Albany, Newport, New York, Londra, Ginevra, Parigi, Bonn, Bologna).

Nel 1860 i James si stabiliscono a Newport (Rhode Island). Nel 1862 Henry, dopo essersi iscritto senza successo alla facoltà di legge di Harvard, ha un incidente che gli procura una lesione alla schiena: per questo è esonerato dal partecipare alla guerra civile in corso. Nel 1864 grazie alle conoscenze del padre inizia a pubblicare recensioni critiche («North American Review», «Nation») e racconti («Continental Monthly», «Atlantic Monthly»).

E' influenzato da Nathaniel Hawthorne, Dickens, Washington Irving, Mérimée, Balzac. E' una produzione che James più tardi disconoscerà, ad esclusione di un racconto, A Passionate Pilgrim, pubblicato nel 1871 sull'«Atlantic Monthly», che sarà incluso nel 1875 nella raccolta Un pellegrino appassionato e altri racconti. Nel 1869 è in Europa, da cui si sente sempre più attratto.

Nel 1870 è negli Stati Uniti, a Boston e New York. Pubblica Watch and Ward, e il primo romanzo lungo Roderick Hudson uscito prima a puntata sull'«Atlantic Monthly» e poi pubblicato in forma autonoma nel 1876. Il romanzo si incentra sul rapporto Europa-America, conflitto culturale tra opposti, tra rozza semplicità e innocenza americani e raffinatezza e corruzione europee. Nel 1875 decide di stabilirsi in Europa. A Parigi conosce Maupassant, Daudet, Zola, Flaubert, e soprattutto Turgeneev. Passerà poi a Londra. Nel 1875 pubblica Schizzi transatlantici, appunti di viaggio che documentano la profondità con cui l'immagine dell'Europa si imprime sul giovane James.

In questa fase scrive L'americano (1877), Gli europei (1878), il fortunato racconto Daisy Miller (1879), i romanzi Washington Square e Ritratto di signora (1881). Nel 1881 è negli Stati Uniti per la morte del padre. Nei romanzi del 1877-78 James esplora la contrapposizione tra le due culture in profondità, senza privilegiare l'una o l'altra, quasi ipotizzando una fusione dei costumi e dei valori morali delle due tradizioni nella figura di un potenziale americano europeizzato. Ma già in Daisy Miller e in Ritratto di signora il tema internazionale, invenzione jamesiana, comincia a assumere toni ambigui: l'iniziazione al continente europeo può concludersi in un destino di morte come accade a Daisy Miller, o imprigionare inesorabilmente una coscienza come quella di Isabel Archer prigioniera della sua stessa consapevolezza, acquisita attraverso angosciosi percorsi interiori.

Nel 1886 i romanzi della seconda fase. I bostoniani (1886) è lucido e ironico resoconto sui problemi del nascente femminismo; La principessa Casamassima (1886) in cui affronta la tematica dell'anarchismo con molta acutezza per i problemi sociali; Ritratti parziali (1888), Il carteggio Aspern (1888), Il riflettore (1888), Una vita londinese (1888), La musa tragica (1890). James si dedica anche ad opere teatrali che, come mostra in Guy Domville, hanno risultati disastrosi: alla prima londinese è sonoramente fischiato. La densità introspettiva della sua scrittura non riesce a adattarsi ai ritmi dell'azione teatrale. Si mette a scrivere più congeniali racconti e romanzi: Le spoglie di Poyton (1897) che gli richiese un lungo e accurato lavoro di preparazione, Ciò che sapeva Maisie (1897), il racconto lungo Il giro della vite (1898), L'età ingrata (1899), La fonte sacra (1901).

James raffina la tecnica del "punto di vista", il ruolo cioè di un narratore interno alla vicenda, dalla cui limitata visuale sono presentati i fatti. Questi nuovi metodi garantiscono l'impersonalità del giudizio, e aprono la porta al mistero e all'ambiguità: tipici Il giro della vite, ma anche il racconto La figura nel tappeto (1896). James coinvolge nella sua visione relativistica le potenzialità stesse dello strumento narrativo, mettendo in discussione l'opera d'arte e i suoi princìpi compositivi. Anticipando i procedimenti meta letterari del romanzo del secolo successivo. James si ritira a Lam House, a Raye (Sussex), dove scrive i romanzi della terza fase: Le ali della colomba (1902), Gli ambasciatori (1903), La coppa d'oro (1904). Sono tre romanzi imponenti in cui James, rielaborando il tema internazionale delinea vicende evanescenti e complesse che lo trascendono: favole morali di suprema tensione simbolica.

Nel 1904 si reca per l'ultima volta negli Stati Uniti come turista: ne esce il "libro da viaggio" La scena americana (1907) in cui la riscoperta dell'America è consapevolezza di un distacco, di un non riconoscersi più in quella realtà. Nel 1911 lascia gli Stati Uniti. Allo scoppio della prima guerra mondiale è impegnato nella stesura di due romanzi. La torre d'avorio e Il senso del passato. Saranno pubblicati incompleti e postumi nel 1917. Come negli altri tre romanzi della sua ultima fase, vi è una estrema sottigliezza stilistica, la scrittura è tesa a riprodurre le fluttuazioni della coscienza e le sfaccettature di una realtà frantumata.

Nel 1915 ottiene la cittadinanza inglese e nel capodanno del 1916 gli viene dato l'"ordine al merito". Muore a Londra il 28 febbraio 1916. Postumi sono usciti: Within the Rim and other Essays, Gabrielle de Bergerac, Travelling Companions, e l'autobiografia Henry James : autobiografia (1956) in cui James cercava di chiarire il mistero di una vita interamente consacrata alla scrittura. L'arte del romanzo (1917) raccoglie riflessioni critiche.

E' uscito anche un epistolario dal titolo Lettere a Miss Allen (1993), risalenti all'ultimo periodo della vita dello scrittore: sono lettere spedite a una amica, Jessie Allen, conosciuta a Venezia nel 1899, e che ritrova a Londra nei primi anni del nuovo secolo. Ci introducono nella vita privata degli ultimi anni, afflitti da vari malanni e dalla solitudine. Abbiamo solo le lettere di James, perché quelle di Jessie Allen in possesso di James lui stesso le ha distrutte, fedele al proposito di distruggere ogni traccia documentata della propria vita privata.



Ritratto di signora

 




 Henry James - Howard Sturgis - Edith Wharton

Lo scrittore statunitense Henry James visse in Gran Bretagna la maggior parte della sua vita, e molte sue opere evidenziano gli aspetti contrastanti della società americana e di quella europea.

Col tempo, la sua scrittura divenne sempre più complessa e si distinse per la caratterizzazione psicologica dei personaggi.