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Il letterato Samuel
Johnson, noto come "Dottor Johnson", è una delle figure più rilevanti della
letteratura inglese della seconda metà del Settecento. Grande lessicografo,
Johnson compilò il famoso Dictionary of the English Language, pubblicato nel
1755.
Johnson,
Samuel (Lichfield, Staffordshire 1709 - Londra 1784), critico, poeta,
narratore e lessicografo britannico. Dopo aver cercato senza successo, a
causa delle difficoltà finanziarie del padre, di conseguire una laurea a
Oxford (il titolo di dottore con cui è conosciuto è onorifico) e dopo una
breve esperienza di insegnamento scolastico, nel 1737 si trasferì a Londra,
dove visse in estrema povertà, mantenendosi con gli articoli che scriveva
per il “Gentleman’s Magazine” e con lavori di compilazione.
Nel 1738 raggiunse una certa notorietà con una poesia, scritta a imitazione
della terza satira di Giovenale, che gli valse le lodi di Alexander Pope.
Nel 1747 la sua reputazione letteraria si era consolidata a tal punto che un
gruppo di librai inglesi lo incaricò di redigere un dizionario della lingua
inglese, al quale lavorò per otto anni.
Contemporaneamente continuò un’intensa attività di collaborazione a vari
settimanali e soprattutto ai due che fondò e diresse: “The Rambler”
(1750-1752) e “The Idler” (1758-1760), nei quali pubblicò importanti saggi
di critica letteraria e teoria morale.
Nel 1755 fu pubblicato il Dictionary of the English Language, opera
monumentale di circa 40.000 voci, prima nel suo genere, grazie alla quale
Johnson acquistò fama di “grande lessicografo”. Frutto di una sorprendente
erudizione e celebre per la precisione delle definizioni e l’ampiezza dei
riferimenti, il Dizionario, ideato con lo scopo di stabilizzare e
standardizzare la lingua inglese, offriva esempi e citazioni con cui
illustrare il significato dei vocaboli.
Il successo dell’opera e il grande prestigio che Johnson ne ricevette non
furono tuttavia sufficienti a garantirgli la sicurezza finanziaria. Nel
1759, per pagare il funerale della madre, scrisse in una settimana Rasselas,
lungo racconto esotico sulla vanità dei desideri umani. Parzialmente
risollevato da una pensione di 300 sterline che ricevette dal re Giorgio
III, nel 1764 fondò insieme al pittore Joshua Reynolds il Literary Club,
libera associazione alla quale aderirono gli intellettuali più in vista
dell’epoca (David Garrick, Oliver Goldsmith,
Edmund Burke,
James Boswell,
Edward Gibbon), che si riunirono settimanalmente per quasi vent’anni
esercitando grande influenza sulla cultura del tempo.
Le opere più importanti degli anni seguenti furono l’edizione del teatro di
Shakespeare in otto volumi (1765) e i dieci delle vite dei poeti inglesi
(1781). Le brillanti conversazioni di Johnson e gli eventi della sua vita
furono tramandati ai posteri dall’amico e ammiratore James Boswell in una
celebre biografia pubblicata nel 1791.

Un brano tratto dalla “Vita del Dr. Samuel Johnson” del Boswell, dove viene
descritto minuziosamente il metodo pedagogico in uso a quei tempi per
studiare con profitto il latino:
Pedagogical advice from Dr. Samuel Johnson
“Indeed Johnson was very sensible how much he owed to Mr. Hunter [the
headmaster of Lichfield school]. Mr. Langton one day asked him how he had
acquired so accurate a knowledge of Latin, in which, I believe, he was
exceeded by no man of his time; he said, ‘My master whipped me very well.
Without that, Sir, I should have done nothing.’ He told Mr.
Langton, that while Hunter was flogging his boys unmercifully, he used to
say, ‘And this I do to save you from the gallows.’ Johnson, upon all
occasions, expressed his approbation of enforcing instruction by means of
the rod. ‘I would rather (said he) have the rod to be the general terrour to
all, to make them learn, than tell a child, if you do thus, or thus, you
will be more esteemed than your brothers or sisters. The rod produces an
effect which terminates in itself. A child is afraid of being whipped, and
gets his task, and there’s an end on’t; whereas, by exciting emulation and
comparisons of superiority, you lay the foundation of lasting mischief; you
make brothers and sisters hate one anther.”
Boswell, Life of Dr. Johnson (Hill-Powell edition, 1934) v. 1, pp. 45-46.
Tradotto, il testo suona all’incirca così:
“Johnson sentiva molto il suo debito di riconoscenza verso il sig. Hunter
(il preside della scuola di Lichfield). Il sig. Langrton
un giorno gli domandò come avesse acquisita una conoscenza tanto accurata
del Latino, in cui, io credo, egli non venne superato da nessun altro uomo
del suo tempo; egli disse, “Il mio insegnante mi frustava molto bene. Senza
di questo, non avrei concluso nulla.” Egli disse al sig. Langton, che mentre
Hunter frustava senza pietà i suoi ragazzi, era solito dire, “Ed io faccio
questo per sottrarvi all’impiccagione.” Johnson in ogni occasione espresse
la sua approvazione per l’istruzione
forzata mediante il bastone. ” Preferirei- egli diceva- che il bastone fosse
lo strumento per terrorizzare tutti, per spingerli ad imparare, piuttosto
che dire ad un ragazzo, se fai così o così, tu sarai più apprezzato dei tuoi
fratelli o delle tue sorelle.
Il bastone produce un effetto che finisce lì. Il ragazzo ha paura di essere
frustato e quindi svolge i suoi compiti, e c’è una
fine per tutto ciò; invece spingendo all’emulazione ed ai confronti di
superiorità, si gettano le basi per un danno duraturo; si ottiene che
fratelli e sorelle si odino l’un l’altro.”
(Boswell, Vita del Dr. Johnson- Edizione Hill-Powell, 1934; v.I, pp.45-46)

SAMUEL JOHNSON - LE OPERE
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