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Ottoman
Istanbul. Pleasure, Moral Code and State Interventions
Dalla Cronaca Universale del Santo
Teofane.
"Il primo settembre del 717 Suleiman, il nemico dei cristiani, fece rotta con i
suoi emiri per la città.[...] Aveva navi grandissime, sia per le vettovaglie sia
per la battaglia, e si ancorò davanti alle mura meridionali. [...] L'imperatore
timorato di Dio ordinò che le sue navi lanciafiamme salpassero immediatamente
dall'acropolie, con il divino aiuto, incendiò quelle del nemico.[...] Il giorno
8 del mese di ottobre Suleiman, il califfo degli Arabi, morì, e Omar gli
succedette. Poichè in Tracia l'inverno era molto freddo ( la neve ricopriva il
suolo per un centinaio di giorni ), i nemici ci rimisero parecchi cammelli,
cavalli e altri animali.[...] Nel frattempo il generale Mardasan si era spinto
con l'impero arabo fino a Nicea e Nicomedia, ma i comandanti imperiali si
lanciarono improvvisamente all'assalto con la fanteria, debellarono il nemico e
lo misero in fuga.[...] Gli Arabi furono colpiti da una grave carestia che li
costrinse a nutrirsi di tutti gli animali morti : cavalli, asini e cammelli, a
cuocere nei forni persino i cadaveri e i loro stessi escrementi, mangiandoli in
salamoia. Non tardò a scoppiare una pestilenza che mietè innumerevoli vittime.
Anche i Bulgari spinti dall'Imperatore Leone III mossero loro guerra, e pare che
22.000 Arabi rimanessero uccisi.Cose ancora più orribili capitarono in quel
tempo , cosicchè l'esperienza avrebbe dovuto insegnar loro che Dio e la
Santissima Vergine proteggevano l'impero dei cristiani."