Adesso ci serve un buon titolo  
Come leggeremmo l'Ulysses di James Joyce, si chiedeva Umberto Eco, se avesse un titolo diverso? Perché il titolo è parte integrante di un libro - e azzeccare il titolo è un ingrediente fondamentale della sua fortuna.
Ernest Hemingway utilizzava un proprio metodo: «Faccio un elenco di titoli dopo aver finito il racconto o il romanzo - a volte addirittura cento. Poi inizio a cancellarli, e a volte li cancello tutti.»
Per Milan Kundera, invece, «qualunque mio libro potrebbe intitolarsi L'insostenibile leggerezza dell'essere oppure Lo scherzo o Amori ridicoli, i titoli sono intercambiabili, riflettono il piccolo numero di temi che mi ossessionano, mi definiscono e, sfortunatamente, mi limitano. Al di là di questi temi, non ho nulla da dire o da scrivere».
Con grande pragmatismo, l'editore Alfred Knopf rimproverava così Dashiell Hammett: «Dovresti occuparti e preoccuparti un po' di più dei tuoi titoli. Quando una persona non riesce a pronunciare il titolo o il nome dell'autore, si intimidisce e non osa più entrare in libreria per chiedere quel libro. Capita più spesso di quanto tu non creda.»
Nella ricerca della soluzione migliore, numerosi titoli sono stati cambiati in corso d'opera, dagli autori o dagli editori. Così non possiamo leggere Prime impressioni di Jane Austen (Orgoglio e pregiudizio), Il cuoco di mare di Robert Louis Stevenson (L'isola del tesoro), La balena di Herman Melville (Moby Dick), Giuda: una sta ria di Casto di Lew Wallace (Ben Hur), L'ultimo uomo d'Europa di George Orwell (1984), Il regno vicino al mare di Vladimir Nabokov (Lolita), Prima di questa rabbia di Arthur Hailey (Radici), Gli uccelli e le api di Woody Allen (Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso (ma non avete osato chiedere))...
Un titolo memorabile come Via col vento è stato preceduto, mentre Margaret Mitchell scriveva il suo capolavoro, da Pansy (così si chiamava in origine la protagonista Sem-lett O'Hara), da Tote the Wealy Load (il verso di una canzone) e da Domani è un altro giorno (l'indimenticabile frase dell'indimenticabile Scadei). David Herbert Lawrence ha cambiato molto spesso, con decisioni tormentate ma felici, i suoi titoli: Paul Morel è diventato Figli e amanti, John Thomas e Lady Jane è diventato L'amante di Lady Chatterley, Le sorelle è diventato L'arcobaleno e L'anello matrimoniale è diventato Donne in amore.
Anche Adolf Ritter aveva dato a Mein Kampf un altro titolo: Quattro anni e mezzo di lotta contro le menzogne, la stupidità e la vigliaccheria (dimostrando, ha commentato Tim Foote sul «rime», che per qualunque autore è meglio avere un buon editor).
Una scorsa ai titoli pubblicati può incoraggiare uno scrittore a riprendere la sua fatica con nuova Iena. Perché vengono pubblicati libri con titoli quantomeno improbabili. La rivista inglese «The Bookseller» assegna dal 1978 tramite referendum il Diagram Prize al titolo più curioso dell'anno. Tra i vincitori del prestigioso riconoscimento, The Madam as Entrepreneur. Career Management in House Prostitution (lett. La Madama come imprenditore. La gestione delle carriere nelle «case», 1979), The Joy of Chickens (lett. La gioia dei polli, 1980), The Book of Mamialade: Its Antecedente, lts History and lts Role in the World Today (lett. Il libro della confettura d'arance: i suoi antecedenti, la sua stona e il suo ruolo nel mondo contemporaneo, 1984), Oral Sadism and the Vegetarian Personality (lett. Il sadismo orale e la personalità vegeta-rana, 1986), How To Shit in the Woods: An Environmentally Sound Approach lo a Lost Art (lett. Come cacare nei boschi: un approccio ambientalisticamente consapevole a un'arte perduta, 1989), Reusing Old Graves (lett. Riciclare le vecchie tombe, 1995), The Joy of Sex: Pocket Edition (lett. Le gioie del sesso: edizione tascabile, 1997), People Who Don? Know They're Dead: How They Attach Themselves to Unsuspecting Bystanders and What lo Do About ft (lett. Quelli che non sanno di essere morti: come si appiccicano ai passanti inconsapevoli e come affrontare la situazione, 2005), fino a The Stray Shopping Carte of Eastem North America: A Guide To Field ldentification (lett. I carrelli della spesa randagi nell'America del Nord-Est: una guida all'identificazione sul campo, 2006).