Art Nouveau
Lo stile A N assunse denominazioni diverse nei vari paesi ove si diffuse: in
Italia stile floreale o liberty (dai magazzini inglesi di A. Lasenby Liberty,
che vendevano oggetti A N); in Germania Jugendstil, in Austria Sezessionstil, in
Spagna modernismo, mentre A N è il nome che assunse in Francia e in Belgio.
Nonostante le differenze date da quest’ampia diffusione lo stile AN presenta
alcuni tratti caratteristici; ai modelli stilistici passati si contrappone ora
l’ispirazione alla natura: la forza organica vegetale diviene il modello dello
sviluppo della linea ornamentale. Questa tendenza lineare deriva in gran parte
dall’influenza che ebbe, negli ultimi decenni dell’Ottocento, la diffusione in
Europa della pittura cinese e giapponese. Essa determinò il gusto per
l’asimmetria, i tagli arditi di composizione, la rapidità d’esecuzione, la
collaborazione che vi si vide tra arte e artigianato, e in genere una spinta
nella pittura a una stilizzazione delle figure e a una concezione decorativa
della forma, spesso legata a motivi simbolici.
Tra i pittori legati allo stile A N si possono citare G. Klimt, F. Hodler, F.
Knopff, A. Beardsley, J. Toorop, una certa fase di Munch.
A queste componenti si associa, soprattutto nell’ambito dell’architettura e
delle arti applicate, che ebbero un ruolo determinante nell’elaborazione e nella
diffusione dello stile A N, la
nascita di una nuova concezione dell’unità tra progetto e prodotto: tra
lavorazione del materiale e funzionalità dell’oggetto nell’artigianato, tra
interno ed esterno in architettura.
In particolare in questo ambito si pongono le opere degli architetti americani e
tedeschi, che avranno un’influenza decisiva sugli sviluppi dell’arte del
Novecento. In Inghilterra, dove già dalla metà dell’Ottocento si erano
sviluppate le idee di un’unità dell’arte, come testimonia il periodico
preraffaellita «The Germ» (1850), prese forma il progetto di Morris e Ruskin di
un’arte sociale che portasse il bello alla portata di tutti, nel rispetto dei
materiali e della funzionalità dell’oggetto. Il movimento inglese delle Arts &
Crafts organizzava dal 1888 esposizioni di artigianato d’arte e produceva
oggetti che rispondevano al desiderio di contrapporsi alla decadenza della
qualità, imposta dallo sviluppo industriale.
Sebbene l’esperienza inglese si possa considerare una radice importante dell’AN,
tale carattere antindustriale non doveva prevalere nello sviluppo europeo di
questo stile, per il quale il rapporto con l’industria e l’uso di nuove tecniche
e nuovi materiali fu anzi uno stimolo decisivo alla ricerca di soluzioni
stilistiche.
Le riviste ebbero un ruolo determinante per la diffusione dell’A N. Una delle
piú antiche fu la rivista inglese «The Studio», apparsa anche in francese dal
1893, che organizzò concorsi per creazioni di arti applicate. «L’art moderne»,
fondata a Bruxelles nel 1881, e la rivista fiamminga «Van Nu en Straks» (Anversa-Bruxelles
1892-1901) mostrano il ruolo di avanguardia che ebbe il Belgio nello sviluppo
dell’A N, con le opere di Van de Velde e dell’architetto V. Horta. A Vienna «Ver
Sacrum» (1898-1903), organo della Secessione presieduta da G. Klimt cui si
legarono gli architetti J. Olbrich e J. Hofmann; a Monaco «Jugend» (che darà
origine al termine Jugendstil) attorno a cui si raccolsero artisti come H.
Obrist e H. Eckmann che lavoravano su motivi decorativi vegetali; a Barcellona –
dove l’architetto Gaudí è uno dei piú originali esponenti del modernismo – la
rivista «Joventut», propagano lo stile A N.
In Francia l’A N si sviluppò soprattutto nelle arti applicate (riviste parigine
«Art et décoration» del 1897 e «L’Art décoratif» del 1898) dopo le esposizioni
nella bottega parigina di S. Bing, mercante di arte antica cinese e giapponese,
di progetti per vetrate dei Nabis. Bing organizzò anche un «primo Salon dell’A
N» nel quale presentò quadri di Carrière, M. Denis e Knopff, sculture di Rodin,
vetri di Gallé e di Tiffany, gioielli di Lalique, manifesti di Beardsley e
Mackintosh, e nel 1896 la prima esposizione parigina di Munch.
In Italia lo stile liberty si sviluppò in particolare nel primo decennio del
Novecento, quando lo sforzo di Giolitti di condurre una politica
d’industrializzazione di alcune zone del paese ne facilitò la diffusione.
Nell’ambito della grafica e delle arti applicate numerosi esempi di applicazione
dello stile liberty emergono già dal 1895, ma l’apice dell’influsso dell’A N in
Italia si raggiunge nel 1902, con l’esposizione internazionale d’arte decorativa
moderna tenutasi a Torino nel parco del Valentino, ove erano esposti i maggiori
esempi di architettura, arredi e arti applicate
dell’A N europea. Nell’ambito della pittura italiana esempi della diffusione
dello stile liberty si avvertono nel prevalere della linea in senso decorativo
in opere come il manifesto di
Leonardo Bistolfi per l’esposizione di Torino (Milano, Civica raccolta delle
stampe A. Bertarelli) accanto ai forti influssi delle correnti più simboliste
dell’AN europea e in particolare
della Secessione viennese e di Klimt, avvertibili soprattutto nell’opera di
Segantini.