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Il Pentateuco
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Lettura della Bibbia
La Bibbia nell'arte


Guida alla lettura della Bibbia

ANTICO TESTAMENTO

Creazione del mondo

In principio Dio crea il cielo e la terra, quindi porta a compimento la creazione del mondo in sei giorni: dapprima separa il giorno dalla notte (primo giorno), poi crea il firmamento (secondo giorno), le piante (terzo giorno), le stelle (quarto giorno), i pesci e gli uccelli (quinto giorno) e infine l'uomo (sesto giorno). L'ultimo giorno il Signore lo dedica al riposo. (Genesi 1,1 - 2,4)

Creazione dell'uomo

Fatto a immagine e somiglianza di Dio, l'uomo è plasmato con polvere del suolo (da qui il nome Adamo, la cui radice etimologica significa "terra") in cui il Signore soffia un alito di vita che lo rende un essere vivente. Per non lasciare l'uomo solo, Dio crea la donna, Eva, utilizzando una costola di Adamo. (Genesi 1,20-31; 2,4-7; 2,18-25)
 

Giardino dell'Eden

Dio pone l'uomo nel giardino dell'Eden, terra fertile e irrigata dove cresce ogni specie di pianta da frutto; lì sono anche collocati l'albero della vita e l'albero della conoscenza del bene e del male. In greco "Eden" è stato tradotto con paràdeisos, "giardino", da cui è derivato il termine "paradiso". (Genesi 2,8-15)
 

Peccato originale

Il serpente, dietro cui si cela il diavolo, offre a Eva il frutto proibito dell'albero della conoscenza del bene e del male: Eva lo accetta e ne fa mangiare anche ad Adamo, benché Dio avesse detto loro di non farlo. Questo è il peccato originale, la prima colpa dell'uomo e della donna: essi rompono così l'amicizia con Dio, che li caccia dall'Eden. (Genesi 2,16-17; 3,1-23)
 

Caino e Abele

Caino e Abele sono i figli di Adamo ed Eva. Caino è un agricoltore, mentre Abele è un pastore. Poiché quest'ultimo è prediletto dal Signore, Caino, mosso da invidia, decide di uccidere il fratello, diventando così il primo omicida della storia. Il racconto del delitto perpetrato da Caino contro il fratello Abele rappresenta la rottura dell'armonia con il prossimo. (Genesi 4,1-15)
 

Diluvio universale

L'umanità si è allontanata da Dio, abbandonandosi a ogni genere di peccato e di malvagità. Dio decide allora di colpire gli uomini con un diluvio universale che, per quaranta giorni, sommerge con le sue acque tutta la terra, facendo morire uomini e animali. Si tratta di un ritorno del mondo alle sue origini: il peccato dell'umanità è talmente grave nei confronti di Dio che è necessario quasi ripartire daccapo, attuando un nuovo inizio e una nuova alleanza tra Dio e l'uomo.  (Genesi 6,5 - 8,22)
 

Arca di Noè

Dio concede a Noè e alla sua famiglia di salvarsi utilizzando un'arca: è questa grande imbarcazione che permette loro di scampare allo sterminio del diluvio universale, insieme a coppie di ogni specie animale destinate a ripopolare la terra. Ritiratesi le acque, l'arcobaleno che congiunge cielo e terra è segno della ripristinata alleanza tra Dio e l'uomo.  (Genesi 7,1 - 9,17)
 

Torre di Babele

La grande torre che gli uomini si apprestano a edificare per tentare di raggiungere il cielo rappresenta la tentazione dell'uomo di credere che niente gli sia impossibile e che possa sostituirsi a Dio. Per questo il Signore confonde le lingue degli uomini rendendo impossibile proseguire l'opera. La torre viene dunque abbandonata e prende il nome di Babele, dalla radice bll che significa "confondere".  (Genesi 11,1-9)
 

Sodoma

La città del peccato attira la giusta collera di Dio che decide di intervenire e sterminare tutti gli abitanti della città. Abramo allora, forte della confidenza che lo lega al Signore, prende le difese dei giusti di Sodoma e, per la virtù di quei pochi, ottiene dal Signore che la città intera sia risparmiata. (Genesi 18,16-33)
 

Abramo e il sacrificio di Isacco     Il sacrificio di Abramo

Il Signore chiede ad Abramo di sacrificargli il figlio Isacco per mettere alla prova la sua fede. Quando questi è sul punto di uccidere il fanciullo un angelo del Signore lo ferma. 
(Genesi 22,1-18)
 

Esaù e Giacobbe

Sono i due figli gemelli di Isacco e Rebecca. Un giorno Esaù, il primogenito, stremato dal lavoro nei campi, supplica il fratello di dargli un piatto di lenticchie. Giacobbe ne approfitta per soddisfare la sua richiesta in cambio della rinuncia in suo favore del diritto di primogenitura.  (Genesi 25,19-34)
 

Giacobbe in lotta con l'angelo

Il racconto della lotta di Giacobbe con un personaggio misterioso — in cui egli riconosce il Signore — segna l'inizio della sua missione patriarcale. A conferma della benedizione di Dio, riceve infine un nome nuovo: Israele.  (Genesi 32,23-33)
 

Giuseppe venduto dai fratelli

Figlio prediletto di Giacobbe,
Giuseppe viene venduto dai fratelli come schiavo. Finito in Egitto, raggiungerà però posizioni di prestigio e potere alla corte del Faraone, perdonando infine i suoi fratelli. Giuseppe rappresenta l'uomo giusto che soffre per amore del prossimo e prefigura Cristo, maestro di vita e
benefattore.  (Genesi 37,1-36)
 

Mosè salvato dalle acque

Gli ebrei in Egitto sono sempre più numerosi, così il Faraone decide di farne sterminare tutti i figli maschi appena nati. Il piccolo Mosè riesce però a scampare perché la madre lo mette in una cesta e lo affida alle acque del Nilo, dalle quali verrà salvato dalla figlia del Faraone. Da qui il nome stesso di Mosè, assonante con il verbo mashah che significa "trarre fuori".  (Esodo 2,1-10)
 

Mosè e il roveto ardente

Mentre sta pascolando le greggi, Mosè giunge sul monte Oreb. Qui il Signore offre un segno soprannaturale della sua presenza, manifestandosi in un roveto che, pur bruciando, non si consuma. Dio si presenta a Mosè come "il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe".  (Esodo 3,1-12)
 

Piaghe d'Egitto

Le dieci piaghe che colpiscono l'Egitto sono la dimostrazione della potenza del Signore: è in suo nome che Mosè chiede al Faraone di lasciare partire il suo popolo, e poiché questi si rifiuta di obbedire, ecco che Dio stesso colpisce il paese con dieci calamità: l'acqua cambiata in sangue, le rane, le zanzare, i mosconi, la mortalità del bestiame, le ulcere, la grandine, le cavallette, le tenebre e la morte dei  primogeniti. (Esodo 7,14 – 11,10; 12,29-30)
 

Passaggio del Mar Rosso

In fuga dall'Egitto, il popolo di Israele si trova dinanzi al Mar Rosso: è Mosè stesso, nel nome del Signore, a separare le acque e a condurre in salvo il suo popolo. E' un episodio in cui la storia diventa epopea e la grandezza di Dio si manifesta nel vincere ogni ostacolo — naturale e umano — per sottrarre infine gli ebrei alla schiavitù.  (Esodo 14,15-31)
 

Decalogo

Sul monte Sinai, Dio affida a Mosè il Decalogo, proponendo in tal modo la sua Alleanza al popolo di Israele. Osservando i Dieci Comandamenti, Israele si sottomette a Dio e diventa così un popolo consacrato. È questo l'atto che segna la nascita del popolo eletto.   (Esodo 20,1-17)
 

Vitello d'oro

Mentre Mosè si trova sul monte Sinai a colloquio con il Signore, il popolo, non vedendolo tornare, decide di fabbricare un idolo, un vitello d'oro. Questo episodio è il simbolo della tentazione ricorrente del popolo di Israele a tradire l'Alleanza stipulata con Dio per affidarsi a falsi dei. Ma ancora una volta è Mosè che intercede presso il Signore, facendolo infine desistere dal proposito di punire il suo popolo.  (Esodo 32,1-14)
 

Morte di Mosè

Il racconto della morte di Mosè rappresenta la conclusione del grande esodo del popolo di Israele: giunto sul monte Nebo, il Signore mostra a Mosè la Terra Promessa, il paese che Dio ha scelto per la sua discendenza. La morte di Mosè, ormai giunto in vista della Terra Promessa, è un segno che egli ha ormai concluso la missione che il Signore aveva pensato per lui fin da quando, ancora bambino, lo aveva salvato dalle acque.  (Esodo 34,1-12)
 

Presa di Gerico

Giosuè guida il popolo di Israele alla conquista di Gerico e il Signore è al suo fianco: per l'intervento divino, infatti, le mura della città crollano al suono delle trombe dei sacerdoti inviati da Giosuè. L'episodio testimonia l'impegno di Dio per consegnare al suo popolo la Terra Promessa e fa ricordare che il Signore interviene realmente nella storia dell'uomo.  (Giosuè 6,1-27)
 

Sansone e Dalila

Sansone è dotato di una incredibile forza ma, abbandonata l'alleanza con il Signore e confidando soltanto nelle proprie capacità, finisce per smarrirsi: viene infatti sedotto dalla avvenente Dalila che, con l'inganno, riesce a radergli la lunga chioma, sede della sua forza, e a consegnarlo prigioniero ai Filistei.  (Giudici 16,4-21)



Matrimonio di Rut

Rimasta vedova, Rut si reca in Israele con la suocera Noemi. Qui conosce Booz, uomo ricco e potente, che si prende cura di lei. I due decidono infine di sposarsi, dando origine a una discendenza che includerà anche Davide e Gesù. L'episodio mostra come il Signore accolga nel popolo eletto quanti decidono di amarlo e seguirne le leggi. (Rut 4,1-22)
 

Vocazione di Samuele

Anna, moglie di Elkana, dopo aver tanto supplicato il Signore, riceve il dono di un figlio. Colma di gratitudine per l'intervento divino, offre suo figlio a Dio stesso, affidandolo alla sapiente guida del sacerdote Eli. E il Signore non tarderà a manifestarsi al piccolo Samuele, chiamandolo a trasmettere al popolo la sua parola divina  (1 Samuele 1,1-28; 3,1-21)
 

Scelta di Saul

Volendo essere come gli altri popoli, Israele decide di darsi un re e chiede a Samuele di sceglierlo per loro. Il profeta è amareggiato perché vorrebbe che il suo popolo riconoscesse solo il Signore come unica guida. Alla fine però Samuele acconsente e, guidato da Dio, sceglie il giovane Saul, della tribù di Beniamino.  (1 Samuele 8,1-22; 9,14— 10,1)
 

Davide e Golia

Il giovane Davide, scelto da Dio e consacrato con l'unzione dal vecchio Samuele, affronta Golia, fortissimo guerriero filisteo. Armato di una fionda e di una invincibile fede nel Signore, Davide riesce ad avere la meglio, guadagnandosi l'ammirazione del popolo e l'invidia di Saul.  (1 Samuele 17,1-54)
 

Davide e Betsabea

Davide, re di Israele per volontà di Dio, abbandona le vie del Signore commettendo adulterio con Betsabea, che resta incinta. Per non far scoppiare uno scandalo, Davide fa morire in battaglia il marito della donna, Uria l'hittita. Per questo omicidio, Davide verrà punito da Dio che gli farà morire il figlio concepito  con Betsabea.  (2 Samuele 11,1-26; 12,13-23)
 

Saggezza di Salomone

Salomone, figlio di Davide e nuovo re di Israele, domanda al Signore di donargli la saggezza nel governare il suo popolo. Dio soddisfa questa richiesta e lo ricolma di ogni benedizione, concedendogli il dono di giudicare e amministrare la giustizia in modo illuminato.  (1 Re 3,4-28)
 

Costruzione del Tempio

Il racconto della edificazione del Tempio occupa un ruolo centrale nella narrazione delle gesta di Salomone: dal punto di vista religioso, si tratta infatti dell'impresa più importante del suo regno, poiché il Tempio diventerà la casa di Dio in mezzo al suo popolo e dimora dell'arca dell'Alleanza. (1 Re 6,1-38; 2 Cronache 3,1 4-,22)
 

Elia rapito in cielo

E il profeta per eccellenza; il suo nome significa "il Signore è mio Dio": a lui infatti è affidato il compito di ammonire il popolo ogni volta che si abbandona al culto pagano, dimenticando l'Alleanza con il Signore. È ricordato in particolare per esser stato rapito in cielo da Dio su un carro trainato da cavalli di fuoco.  (2 Re 2,1-13)
 

Tobia

Il giovane Tobia è d'animo buono e caritatevole, pronto ad aiutare il prossimo e a sopportare ogni prova e difficoltà, sempre sperando nel Signore. Per questa sua fiducia, quando il padre Tobi diventa cieco è Dio stesso a inviare l'angelo Raffaele che darà a Tobia un rimedio per guarire la cecità del genitore.   (Tobia 11,1-20)
 

Giuditta e Oloferne

Il popolo di Israele è minacciato dagli Assiri, guidati dal potente re Nabucodonosor. Tocca a Giuditta, saggia e devota vedova giudea, dimostrare che il Signore non abbandona il suo popolo in difficoltà: è infatti lei che riesce a uccidere Oloferne, supremo generale dell'esercito assiro, restituendo la libertà a Israele. (Giuditta 10,1 - 13,16)
 

Giobbe

Figura emblematica del giusto sofferente, Giobbe è un uomo ricco e felice, assai devoto a Dio. Un giorno Satana chiede a Dio il permesso di tentare Giobbe e il Signore acconsente, purché abbia salva la vita. Giobbe perde così tutto — ogni bene materiale, ogni sicurezza, ogni affetto familiare — ma ha il merito di rimanere fedele a Dio, anche quando la realtà appare incomprensibile o inaccettabile. Alla fine il Signore lo ricompensa restituendogli — e in abbondanza — tutto ciò che aveva perduto.   (Giobbe 38,1-38; 40,1-5, 42,1-17)
 

Salmi

Il libro dei Salmi comprende 150 componimenti attribuiti a Davide. Sono testi che esprimono i sentimenti più diversi: dagli inni di lode ai canti di ringraziamento, dalle suppliche alle affermazioni di fiducia, dalle meditazioni esistenziali ai salmi che ripercorrono la storia di Israele. Con essi ancora oggi prega la Chiesa, ogni giorno.  (Libro dei Salmi)

 

Isaia

Profeta durante il secolo VIII a.C., quando il regno settentrionale di Israele venne conquistato dagli Assiri, Isaia è anche detto profeta messianico poiché incoraggiando il popolo e preannunciando la futura liberazione prefigura la venuta di Cristo. È infatti in tutto simile al Messia il servo fedele al Signore di cui parla Isaia e al quale spetta il compito di inaugurare la nuova Gerusalemme, restaurando il regno di Dio.  (Isaia 49,1-26; 54,1 — 55,13; 66,5-24)
 

Daniele nella fossa dei leoni

Daniele, ebreo fedele e osservante, sotto il persiano Dario accede alle più alte cariche dell'impero.Un complotto organizzato da funzionari invidiosi fa sì che Dario, suo malgrado, debba, condannare a morte Daniele, gettandolo nella fossa dei leoni. Per intervento divino, le belve rinunciano però ad attaccare Daniele, che si salva, muovendo lo stesso Dario a riconoscere la potenza del Signore.
 
(Daniele 6,1-29)


 

NUOVO TESTAMENTO
 

Annunciazione

A Nazaret, villaggio della Galilea, una fanciulla di nome Maria riceve la visita dell'arcangelo Gabriele che le annuncia che sarà la madre di Gesù, il Figlio dell'Altissimo. Maria è intimorita da una tale prospettiva ma, docile alla volontà del Signore, acconsente a quanto Dio ha pensato per lei.   (Luca 1,26-38)

 

Nascita di Gesù

Maria e Giuseppe si stanno recando a Betlemme per farsi registrare per il censimento voluto da Cesare Augusto, quando si compiono i giorni del parto. Non essendoci posto in albergo per loro, Gesù viene posto in una mangiatoia. Mentre gli angeli salutano la nascita del Figlio di Dio, i pastori sono i primi a rendergli omaggio. Questo è il momento centrale della storia della salvezza, poiché Dio si fa carne, si avvicina all'uomo come mai prima di allora, nascendo tra i poveri per annunciare la pace e la redenzione per il mondo intero.  (Luca 2,1-21)

 

Strage degli innocenti

Erode, preoccupato per la nascita di Gesù e invidioso di questo bambino che è acclamato "re dei Giudei", decide di sterminare tutti i fanciulli nati negli ultimi due anni. Giuseppe e Maria, fuggiti in Egitto grazie al consiglio di un angelo apparso in sogno a Giuseppe, ritornano in Galilea soltanto dopo aver appreso della morte di Erode.  (Matteo 2,13-23)

 

Gesù tentato dal diavolo

Gesù si reca nel deserto per pregare e digiunare, e dopo quaranta giorni il diavolo, avversario del piano di salvezza preparato da Dio, lo tenta, offrendogli ricchezza e potere. L'episodio è una sintesi delle tentazioni che già il popolo di Israele aveva affrontato — e spesso subito — durante il lungo esodo nel deserto. Gesù rifiuta ogni offerta di Satana, confidando solo nell'aiuto del Padre.   (Matteo 4,1-11)

 

Nozze di Cana

Gesù è invitato a un banchetto di nozze a Cana, insieme alla madre. A un certo punto viene a mancare il vino e Gesù, assecondando le richieste di Maria, trasforma l'acqua in vino. Questo episodio segna l'inizio della vita pubblica di Gesù: è infatti il primo miracolo che egli compie, offrendo agli uomini un segno della sua potenza.  (Giovanni 2,1-12)

 

Discorso della montagna

Conosciuto anche come "discorso delle beatitudini", è il primo annuncio della vera felicità secondo Gesù: i veri beati sono i miti e i puri di cuore, coloro che sempre operano per la pace e la giustizia. Questa felicità è esattamente l'opposto di quanto normalmente pensiamo: non si fonda su sicurezze umane e beni materiali, ma unicamente sulla gioia di riconoscersi figli di Dio. 
(Matteo 5,1-11)

 

Resurrezione di Lazzaro

Gesù si reca a Betania dopo aver saputo da Marta e Maria che il loro fratello Lazzaro è gravemente malato. Giunto sul posto, apprende la notizia della morte di Lazzaro. Addolorato per la perdita dell'amico, Gesù lo resuscita, manifestando così tutta la sua potenza in quanto Figlio di Dio, cui il Padre concede tutto ciò che richiede. In Lazzaro che torna in vita dopo tre giorni dalla morte è prefigurata la Resurrezione stessa di Cristo.   (Giovanni 11,1-44)

 

Tradimento di Giuda

Giuda sperava che il Messia fosse venuto per restaurare il regno di Israele, mentre Gesù intende inaugurare il Regno di Dio Padre. Incapace di accogliere questa sconvolgente novità, Giuda si sente deluso, tradito nelle sue aspettative. Decide allora di consegnare Gesù ai sommi sacerdoti in cambio di trenta denari.   (Matteo 26,14-25)

 

Ultima Cena

Per celebrare la Pasqua ebraica, Gesù si trova a cena con i dodici apostoli. Benedicendo il Pane e il Vino e offrendoli come suo Corpo e suo Sangue, Gesù stesso si offre in sacrificio a Dio Padre per salvare tutti gli uomini. In questo gesto si rinnova l'Alleanza tra Dio e gli uomini. L'Ultima Cena rappresenta l'istituzione dell'Eucaristia, ancora oggi momento culminante della vita spirituale del cristiano.   (Marco 14,22-25)

 

Cristo davanti a Pilato

Gesù viene condotto davanti a Pilato, governatore della Giudea, dopo essere stato condannato dal tribunale ebraico. Benché Pilato non trovi in lui alcuna colpa, decide di lavarsene (letteralmente) le mani e, acconsentendo alle pressioni delle autorità ebraiche e del popolo, abbandona Cristo al suo destino di morte.   (Matteo 27,1-26)

 

Morte di Gesù in croce

Gesù, ormai prossimo alla morte, decide di compiere fino in fondo la sua missione: perdona i suoi nemici, assicura il paradiso al buon ladrone, si affida a Dio Padre e infine muore, compiendo il sacrificio di salvezza per l'umanità. Anche la terra, coperta dalle tenebre, prende parte a questo lutto la cui portata è universale.   (Luca 23,33-46)

 

Resurrezione di Gesù

La scoperta del sepolcro vuoto, il terzo giorno, rivela il mistero della Resurrezione: Cristo è risorto, ha vinto la morte, inaugurando una nuova vita con il Padre. Gesù si presenta nei pressi del sepolcro e si fa riconoscere da Maria di Magdala perché questa possa portare ai discepoli la sconvolgente notizia.   (Giovanni 20,1 1 8)

 

Ascensione

Dopo la Resurrezione, Gesù si mostra ai suoi discepoli per quaranta giorni. Al termine di questo periodo, scompare alla vista dei discepoli e ascende al Cielo avvolto in una nube. L'Ascensione non segna la fine, ma l'inizio della vita nuova e del tempo futuro: Gesù Risorto ha congiunto nuovamente la terra e il Cielo, portando definitivamente a compimento la nuova Alleanza.   (Atti 1,6-12)

 

Pentecoste

Mentre i dodici apostoli si trovano riuniti nel cenacolo, lo Spirito Santo discende su di loro sotto forma di lingue di fuoco, dando a ciascuno il potere di esprimersi in lingue diverse. Questo è l'inizio della Chiesa come comunità profetica e spirituale. La presenza di genti di paesi e nazionalità diversi manifesta la vocazione missionaria universale della Chiesa: il suo messaggio di salvezza è rivolto a tutti gli uomini.   (Atti 2,1-41)

 

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