La spedizione di
Lewis e Clark
La spedizione Lewis-Clark, fatta dopo l’acquisizione della Louisiana nel
1803, fu utile per tracciare una carta geografica e fornire documentazione sul
vasto territorio a est del Mississippi acquisito dai francesi. Questa cronaca di
Lewis parla di un Natale insolito per i membri della spedizione e dei difficili
scambi di regali e gentilezze con i
nativi americani che
incontrarono.
Bacino del Mississippi
Il fiume Mississippi, il maggiore dell'America settentrionale per
volume d'acqua, scorre per 3.770 km dal lago Itasca al golfo del Messico,
raccogliendo le acque di numerosi e importanti affluenti, fra cui il Missouri e
l'Ohio.
23 dicembre. Ha continuato a piovere per tutto il giorno senza interruzioni
eccetto che per alcuni tuoni e grandine. Due canoe di Clatsop sono venute da noi
per vendere diversi oggetti; abbiamo comprato tre stuoie e sacche, fatte con
bandiere e giunchi, e anche una pelle di pantera [Felis concolor] lunga sette
piedi, compresa la coda. Per tutto questo li abbiamo pagati con sei piccoli ami
da pesca, una lima usata e del pesce secco che era diventato così molle e
ammuffito da non poterlo più mangiare e che ha però molto valore per gli indiani
di queste zone. Benché sia un cibo facilmente trasportabile e pratico, il metodo
di conservazione sembra sia conosciuto, o quanto meno praticato, solo dagli
indiani di Great Falls; e provenendo da tale distanza ha un valore ancora
maggiore per questa gente, che desidera avere una scorta di cibo oltre al
necessario per la sopravvivenza. Tra questi Clatsop c’era un vice capo a cui
abbiamo dato una medaglia e del pesce secco per Cuscalah, che non è potuto
venire perché malato. Il giorno dopo,
24 dicembre Cuscalah è venuto in canoa con suo fratello minore e due squaw. Dato
che in quel villaggio avevano trattato molto bene il capitano Clark, eravamo
contenti di vederlo; ci hanno regalato due stuoie e delle radici. Li abbiamo
accettati, perché sarebbe stato offensivo declinare l’offerta, ma in seguito ci
hanno chiesto in cambio due lime, e, non avendole, abbiamo reso le stuoie e le
radici. Cuscalah era un po’ contrariato; la sera ci ha offerto una squaw
ciascuno e, dato che noi abbiamo rifiutato, lui e gli indiani si sono offesi
molto; le donne in particolare sembravano infuriate per la nostra indifferenza.
Dato che le riserve di carne sono completamente esaurite, il pesce secco è
diventato ancora la nostra merce di scambio. Ha piovuto senza interruzione tutto
il giorno ma noi abbiamo continuato a lavorare, e alla fine siamo tornati alle
nostre capanne.
25 dicembre. Ci siamo svegliati all’alba con una scarica di armi da fuoco,
seguita da un canto degli uomini, come omaggio per la ricorrenza del Natale, che
siamo abituati a celebrare come giorno di festa. Dopo la colazione abbiamo
diviso in due parti quanto rimaneva delle scorte di tabacco, che consisteva in
dodici pezzi: abbiamo distribuito una delle due parti tra coloro che ne fanno
uso e agli altri abbiamo regalato un fazzoletto. Abbiamo passato il resto della
giornata in allegria, anche se nella nostra situazione non ci sia nulla di cui
rallegrarsi. La pioggia ci ha tenuti chiusi in casa, e il nostro unico lusso
sono stati della carne di alce, così guasta che l’abbiamo mangiata solo per
necessità, qualche radice e del pesce secco, guasto anch’esso. Il giorno
seguente,
26 dicembre, la pioggia non è cessata, ed era accompagnata da tuoni e da un
vento proveniente da sud-est. Siamo stati quindi obbligati a rimanere nelle
nostre capanne cercando di asciugare i vestiti bagnati davanti al fuoco. Le
pulci, che ci avevano molestati vicino a Great Falls, hanno infestato i nostri
vestiti a tal punto che dobbiamo controllare ogni giorno le coperte come
preliminare necessario prima di andare a letto. Questi insetti sono così
numerosi da costituire una calamità per gli indiani di questo paese. Quando
hanno preso il controllo di una abitazione è impossibile liberarsene, e spesso
gli indiani hanno più abitazioni in cui recarsi nel momento in cui le pulci
hanno reso le loro vite intollerabili; e comunque, nonostante queste
precauzioni, ogni indiano è perennemente infestato da moltitudini di pulci e
quando qualcuno di loro entra nella nostra casa lascia dietro di sé sciami di
questi insetti tormentosi.
27 dicembre. La pioggia non è cessata durante la notte e neanche per la maggior
parte della giornata. La sera abbiamo ricevuto la visita di Comowool, il capo, e
quattro uomini della nazione Clatsop, che ci hanno portato radici e bacche. Tra
queste ce n’era una chiamata culhomo, simile alla liquirizia per forma e sapore,
e che loro arrostiscono come una patata; c’era anche lo shanataque, una radice
che loro amano molto. Di colore nero e dolce, viene cucinata in una fornace
nello stesso modo in cui gli indiani al di sopra del Columbia seccano il pasheco.
Queste, come le bacche di shellwell [salal (gaultheria shallon)], hanno per gli
indiani un grande valore; erano però molto soddisfatti di quello che hanno
ricevuto in cambio che consisteva in un frammento di pelle di pecora da mettere
intorno alla testa del capo, un paio di orecchini per suo figlio, un pezzetto di
rame e un piccolo fiocco. Oltre alle pulci, nostre vecchie nemiche, abbiamo
notato due zanzare, o insetti così simili che non siamo stati in grado di vedere
la differenza.
Elliott Coues, History of the Expedition under the command of Lewis and
Clark, Henry Stevens & Son, London 1893.