Alla voce "Negro" della Encyclopaedia
Britannica, prima edizione americana (1798), si leggeva:
«Nella carnagione dei negri
incontriamo diverse sfumature; ma tutti allo stesso modo si differenziano dagli
altri uomini in tutte le fattezze dei loro volti. Guance tonde, zigomi alti, una
fronte leggermente elevata, naso corto, largo e schiacciato, labbra spesse,
orecchie piccole, bruttezza e irregolarità di forma caratterizzano il loro
aspetto esteriore. Le donne negre hanno lombi molto cadenti, e glutei molto
grossi, che conferiscono loro la forma di una sella. I vizi più noti sembrano
essere il destino di questa razza infelice: si dice che ozio, tradimento,
vendetta, crudeltà, impudenza, furto, menzogna, turpiloquio, dissolutezza,
meschinità e intemperanza abbiano estinto i principi della legge naturale e
abbiano messo a tacere i rimproveri della coscienza. Sono estranei a qualunque
sentimento di compassione e costituiscono un terribile esempio della corruzione
dell'uomo quando lasciato a se stesso».
I bizantini visti da Liutprando da
Cremona, inviato nel 968 dall'imperatore Ottone I a Bisanzio:
«Fui davanti a Niceforo, un essere mostruoso, un pigmeo dalla testa enorme, che
pare una talpa per la piccolezza degli occhi, è imbruttito da una barba corta,
larga, spessa e brizzolata, ha il collo lungo un dito, ed è un vero… etiope per
il colore, 'con cui non vorresti imbatterti nel cuor della notte', di ventre
obeso, secco di natiche, dalle cosce troppo lunghe per la sua piccola statura,
dalle gambe corte, i piedi piatti, e un vestito da contadino troppo invecchiato,
fetido e scolorito a forza di indossarlo».
(Relazione della ambasciata a Costantinopoli, X sec.).
Mostruoso e puzzolente sarà, almeno dalle
origini del cristianesimo, l'ebreo, visto che il suo modello è l'Anticristo,
l'arcinemico, il nemico non solo nostro ma di Dio:
«L'Anticristo nascerà dal popolo dei giudei […] dall’unione di un padre e una
madre come tutti gli uomini, e non, come si dice, da una vergine […] All'inizio
del suo concepimento il diavolo entrerà nell'utero materno, per virtù del
diavolo sarà nutrito nel ventre della madre, e la potenza del diavolo sarà
sempre con lui…»
(Adso di Montier-en-Der, Sulla nascita e i tempi dell'anticristo, X sec).
Giovanni Boccaccio (Corbaccio)
«La femina è animale imperfetto, passionato da mille passioni spiacevoli e
abbominevoli pure a ricordarsene, non che a ragionarne […]. Niuno altro animale
è meno netto di lei: non il porco, qualora è più nel loto convolto, aggiugne
alla bruttezza di loro; e, se forse alcuno questo negar volesse, riguardinsi i
parti loro, ricerchinsi i luoghi segreti dove esse, vergognandosene, nascondono
gli orribili strumenti li quali a tór via i loro umori superflui adoperano […]».
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