| STORIA DELLA SESSUOLOGIA |
La storia della sessuologia può essere suddivisa in tre periodi :
a. Periodo prescientifico
Comprende i numerosi secoli che precedettero la rivoluzione galileiana, quando
il pensiero magico prevaleva su quello sperimentale. Non è possibile tuttavia
parlare di scritti sessuologici veri e propri, relativamente a questo periodo,
ma di spunti o riflessioni sulla sessualità, della quale i medici evidenziavano
soprattutto gli aspetti legati alla riproduzione, alla contraccezione, alle
disfunzioni sessuali ecc. ed i filosofi quelli relativi al piacere e all'amore.
Fra i numerosi esempi di questi scritti possiamo ricordare gli studi di
Ippocrate sul funzionamento del corpo umano, il libro del poeta romano Ovidio,
che nella sua Arte di amare, offrì un trattato sull'amore e la seduzione, il
dotto indiano Mallanga Vatsayana che scrisse il "Kama Sutra", il manuale per
eccellenza sulla vita amorosa e sessuale. Nel Medio Evo furono soprattutto gli
studiosi islamici ed ebrei a continuare la tradizione scientifica e medica greca,
che preservarono ed estesero la conoscenza sessuologica presente nell'antichità.
Essi furono Ar-Razi (Rhases), Ibn Sina (Avicenna), Ibn Ruschd (Averroes),
Maimonides ed altri meno conosciuti. In Cina venne scritto il testo classico
sulla sessualità, dal titolo "Su-Nui-Jing".
Nel Rinascimento ricordiamo gli scritti di Leonardo da Vinci, il quale è stato
forse il primo a rappresentare uno spaccato anatomico del rapporto sessuale, pur
riproponendo le incomplete conoscenze dell'epoca. Dello stesso periodo Gabriele
Falloppio (nato a Modena nel 1523) che scoprì le tube (tube di Falloppio).
b. Periodo pre-scientifico sessuologico
Va dagli anni della rivoluzione galileiana all'inizio del 1900 e presenta una
ricca produzione di scritti medici e scientifici. Ne ricordiamo i più importanti:
Nel 1642 il medico J.B. Sinibaldus pubblicò il testo "Genanthropoeia" che
trattava di anatomia sessuale e stimolazione erotica;
Nel 1677 Anton van Leeuwenhoek vide al microscopio, per la prima volta, una
cellula di sperma umano;
Nel 1735 il botanico svedese Karl von Linné introdusse il suo "methodus sexualis"
ovvero un sistema di classificazione nel quale le piante venivano elencate
secondo il carattere e il numero delle loro strutture riproduttive. Il sistema (ora
obsoleto) impressionò molto gli studiosi del tempo, ma fu attaccato dai
moralisti perché ritenuto osceno. (Dio non poteva aver pensato alla natura nei
termini descritti dal botanico).
Nel 1760 il medico di Losanna Samuel Tissot, con il suo libro "Onanismo" parlò
dei problemi della masturbazione, creando non poco allarmismo sull'argomento,
che durerà per almeno altri 150 anni.
Nel 1762 Jean-Jacques Rousseau, nel libro "Émile" chiese che i bambini e gli
adolescenti venissero preservati dalla sessualità e potessero rimanere il più a
lungo possibile nella loro naturale innocenza.
Nel 1782 l'inglese Mary Wollstonecraft,pubblicò il libro "Vindication of the
Rights of Woman", per richiedere la parità dei sessi nella vita sociale e
familiare.
Mary Wollstonecraft
Il medico John Hunter parlò invece di terapia sessuale nel capitolo 'Sull'impotenza
' nel libro "Treatise of the Venereal Disease".
In particolare va ricordato il lavoro più importante di Richard von Krafft-Ebing,
Psychopathia Sexualis (1896) una pietra miliare nello studio delle problematiche
e le deviazioni sessuali, comprendente 238 casi clinici. Krafft-Ebing credeva
che le perversioni dell'istinto sessuale avessero una base genetica.
Nel 1837 venne pubblicato a Parigi il primo studio approfondito sulla
prostituzione: di A. J. P. Parent- Duchatelet, "De la prostitution de la ville
de Paris".
Nel 1865 nella città di Brno (Repubblica Ceca) il religioso Gregor Mendel scoprì
le leggi dell'ereditarietà.
Nel 1865 lo scrittore austro-ungarico Karoly Maria Kertbeny (orig. Benkert),
coniò la parola 'omosessualità' in un pamphlet anonimo indirizzato al Ministro
della Giustizia prussiano.
Nel 1872 il medico e antropologo italiano Paolo Mantegazza pubblicò un libro in
tre volumi sulle questioni sessuali, dal titolo "Trilogia dell' amore" (Igiene,
Fisiologia e Antropologia dell'Amore)
Nel 1896 lo studioso inglese Havelock Ellis pubblicò i suoi "Studies in the
Psychology of Sex" (ultimo volume nel 1928). I suoi libri vennero censurati e
pubblicati nella traduzione in lingua tedesca. Il maggiore contributo alla
sessuologia del tempo fu però quello di Sigmund Freud. Dedicato allo studio
della sessualità è il libro Tre Saggi sulla Sessualità pubblicato nel 1905. La
sua teoria della sessualità era basata sull'idea che la pulsione sessuale fosse
la prima fonte di energia motivazionale negli esseri umani e che la sua
repressione portasse alla nevrosi ed alla perversione.
c. Periodo scientifico sessuologico
Il termine "sessuologia" nasce ad opera di un dermatologo-venereologo, Iwan
Bloch, il quale introdusse nell'ambiente scientifico il termine sessuologia e ne
definì l'oggetto, affermando che la nuova disciplina doveva dedicarsi allo
studio della 'vita d'amore' . Tra gli anni venti del secolo scorso e gli anni
quaranta e cinquanta, nacque la moderna scienza sessuologica, basata non tanto
sul comportamento dei soggetti criminali, studiati fino a quel momento, ma sui
comportamenti sessuali delle persone "normali".
Nel 1938, Alfred C Kinsey, professore di zoologia, iniziò ad occuparsi di un
corso sul matrimonio presso la Indiana University. Da qui l'interesse per la
ricerca sceintifica sull'argomento: egli collezionò 18,000 casi clinici. Nel
1947 fu creato il Kinsey Institute, affiliato alla Indiana University. Kinsey
pubblicò i libri Sexual behaviour in the Human Male (1948) e Sexual behaviour in
the Human Female (1953).
Più recentemente, John William Money (1921-2006), ricercatore, pediatra,
psico-endocrinologo e co-fondatore della Gender Identity Clinic presso il Johns
Hopkins, ha definito i ruoli di genere e di identità, basandosi sul suo lavoro
con soggetti omosessuali e transessuali. E' stato tra i più accesi fautori della
nascita della Society for the Scientific Study of Sexuality e della sua rivista
scientifica, The Journal of Sex Research.
La sessuologia oggi
Oggi la scienza sessuologica ha meglio chiarito l'obiettivo del suo contributo
alla comunità scientifica, che è quello di operare in senso preventivo,
terapeutico e riabilitativo, allo scopo di realizzare e mantenere la salute
sessuale.
Tuttavia bisogna osservare che la complessità dei comportamenti legati alla
sessualità ha chiavi di lettura molto diverse (anatomofisiologica, psicologica,
sociologica etc.) che costringono il sessuologo alla interdisciplinarità, ovvero
al ricorso a diverse fonti di conoscenza; per questo è difficile parlare in un
linguaggio univoco di 'sessuologia'. Ogni scienza infatti è innanzi tutto un
linguaggio con il quale viene espresso un insieme di conoscenze in maniera che
esse siano confrontabili, trasmissibili, esaminabili, comunicabili, e dunque
ciascuno specialista o studioso del sesso espone le proprie conoscenze secondo
criteri di protocollarità che gli sono propri e il suo linguaggio è
inevitabilmente legato alla sua scienza. Lo psicologo che parla di impotenza
maschile associa tale termine alla rappresentazione mentale di un soggetto
sofferente per la compromissione della propria virilità, per l'inadeguatezza del
proprio ruolo di uomo, per l'impossibilità di strutturare una relazione sessuale
soddisfacente, per la ferita narcisistica con la quale si deve confrontare, per
i fantasmi di castrazione etc. Al contrario un andrologo, nel trattare lo stesso
tema, lo associa alla mancanza di erezione, ai disturbi circolatori, endocrini,
neurologici che possono sostenerla, alla necessità di un esame obiettivo, ai
dosaggi ormonali etc. Qualche professionista in verità subisce il fascino
dell'onnipotenza operativa, per cui si convince di poter sostenere nello stesso
tempo il ruolo di medico, di psicologo, di sociologo etc. In questo modo si nega
la pluridimensionalità di un evento clinico e si assolutizza la propria
competenza specialistica accentuando la dicotomia fra organico e psichico, fra
scuole endocrinologiche e chirurgiche, comportamentiste e psicoanalitiche. La
pratica clinica invece ha di fatto suggerito il lavoro in équipe dove i diversi
apporti specialistici vengono coordinati al fine di ottenere una dimensione
globale della situazione studiata, salvaguardando la specificità degli
interventi.
Lo stesso fenomeno sessuale può e deve essere dunque letto con strumenti e
metodi diversi, che lo suddividono in tante conoscenze e linguaggi diversi,
anche se complementari, che purtroppo non consentono un'immediata lettura
unitaria. Per questo la sessuologia trova grandi difficoltà a divenire una vera
e propria scienza.