L'agiografia è
talvolta definita, in modo semplicistico e poco esatto, anzi superficiale, come
il genere letterario della "Vita dei santi". A proposito di questa definizione,
è opportuno fare alcune precisazioni. In primo luogo: la letteratura cosiddetta
agiografica comincia con documenti - gli Atti e le Passioni dei martiri - che
non descrivono la " Vita dei santi " ma piuttosto la loro morte, con esclusione
di tutti i particolari che riguardano la loro " vita ". In secondo luogo :
la letteratura agiografica precede il culto dei santi propriamente detto. Come
nella tradizione della biografia profana, esistono forme agiografiche ante
litteram. In terzo luogo: la letteratura agiografica si presenta sotto forme
assai diverse. Queste forme possono continuare la tradizione di certi generi
biografici antichi, o ispirarsi ad altri modelli: biblici, giudaico-ellenistici
ecc. Ma non bisogna escludere la possibilità di creazioni assolutamente
indipendenti, anche là dove, a prima vista, sembra evidente un rapporto con
determinate fonti, o un'influenza da parte della tradizione antica.
Come tutta la letteratura cristiana, la letteratura agiografica affonda le sue
radici nel mondo e nella tradizione antica. Questo non significa soltanto che
essa è sorta nel territorio in cui era fiorita la cultura antica, ma anche che,
nella maggior parte dei casi, i suoi autori sono passati attraverso
l'insegnamento profano e classico, basato sullo studio di un numero ben
determinato di autori classici. Questi cristiani che hanno avuto tutti una
formazione classica più o meno approfondita, non dimenticano mai la tecnica e la
cultura letteraria, che sono venute a far parte definitivamente del loro
patrimonio intellettuale; e ciò vale sia per gli accorgimenti retorici che per i
sistemi ben organizzati dei generi letterari, in prosa e in poesia. D'altra
parte, però, gli autori cristiani vivevano, soprattutto durante i primi tre o
quattro secoli, nella chiara e netta consapevolezza della novità del
cristianesimo, della sua dottrina e della sua spiritualità; e tale
consapevolezza si riflette sia nella lingua che nella letteratura cristiana dei
primi secoli. A queste due tendenze, che potrebbero sembrare avverse, si
aggiunge un altro elemento: per quanto grande abbia potuto essere l'influenza
esercitata dalla tradizione letteraria classica trasmessa dalla scuola,
l'incontro con la letteratura biblica - con l'Antico e Nuovo Testamento - non ha
mancato di lasciare tracce profonde nella sensibilità letteraria dei cristiani.
Anche se, al principio, molti cristiani colti provarono disagio di fronte al
carattere letterario esotico, anzi " barbaro " dei testi biblici, questi
influirono presto sul loro gusto letterario. La tensione tra le due tradizioni,
l'antica e classica da una parte e la biblica dall'altra, è ben visibile in
alcuni generi agiografici.
Vita di Antonio
La "Vita di Antonio", scritta nel quarto secolo da Atanasio : Il libro è una
lunga lettera che Atanasio scrive ai monaci d'Occidente per indicare l'ideale
monastico vissuto da Antonio. Considerato il "best-seller" della letteratura
cristiana, presente in centinaia di codici nelle nostre biblioteche, tradotto in
latino, copto, etiopico, siriaco, armeno, georgiano; e ispiratrice di un corteo
di quadri e di libri, da Bosch a Grünewald fino a Flaubert. Conosciamo
l'infanzia e la giovinezza di Antonio, le notti trascorse vegliando e pregando,
gli anni passati nei sepolcri, le grida, le percosse e le tentazioni demoniache,
quando le immagini femminili e quelle delle bestie feroci invadevano tumultuando
la piccola cella: il lento progresso ascetico, la predicazione intorno ai demoni,
la fuga verso il deserto interno, presso un rivo d'acqua e poche palme: i
miracoli compiuti in nome di Dio, le battaglie contro i filosofi neoplatonici e
gli eretici ariani; e, infine, la dolcissima morte nel cuore del deserto, da
dove i suoi occhi contemplarono per l'ultima volta il Monte Sinai, sacro ai
pellegrini. In pochi racconti della letteratura universale, troviamo una
semplicità cosi sublime: tanta tensione drammatica, tanta ingenuità favolosa,
unite a una sottile sapienza intellettuale, che continuanno ad affascinare, oggi
come sedici secoli fa.
Letteratura
bizantina