Eugenia Grandet (Eugènie
Grandet)
Romanzo dello scrittore francese Honorè de Balzac
(1799-1850), pubblicato nel 1833
E' considerato da alcuni il migliore dei 96 romanzi della
grande Comèdie humaine. Papà Grandet, uomo ricco ma avaro,
pur continuando ad accumulare oro, vive in una tetra casa
della città di Saumur assieme alla moglie (donna debole e
silenziosa), alla fedele serva Nanon e alla giovane figlia
Eugenia la cui dote richiama le attenzioni di due famiglie
rivali, i Cruchot e i Des Grassins. La sera stessa del
compleanno di Eugenia giunge inaspettato un giovane parigino,
vero tipo di dandy, Carlo Grandet, figlio del fratello di
papà Grandet, commerciante a Parigi, il quale in seguito a
un fallimento si era suicidato affidando il figlio a suo
fratello. Eugenia prova subito per il cugino un interesse,
che si trasformerà rapidamente in amore. Mentre il vecchio
Grandet cerca di sistemare gli affari del fratello, Carlo
decide di partire per le Indie in cerca di fortuna; allora
Eugenia gli dona la collezione di monete d'oro, dono del
padre, ignara dei freddi calcoli del giovane. Ma quando il
padre lo viene a sapere, la rinchiude nella sua camera e si
riconcilia con lei solo quando la moglie sta per morire;
infatti Grandet fa subito firmare alla figlia una rinuncia
alla successione della madre, rimanendo così padrone di
un'immensa fortuna che amministra fino alla drammatica morte.
Eugenia, rimasta sola ma ricca ereditiera, all'età di
trent'anni continua a essere incrollabilmente fedele alla
sua illusione d'amore per il cugino lontano, di cui non ha
più avuto notizie. Carlo, che nel frattempo ha fatto fortuna
nelle Indie ricorrendo a tutti i mezzi, non pensa più a lei
e, ritornato a Parigi per negoziare il suo matrimonio con
una giovane nobile, della quale assume il nome, scrive una
lettera di rottura a Eugenia: lei accetta la prova in
silenzio e giunge al punto di saldare i debiti del padre di
Carlo pur di salvare l'amato cugino dal disonore. Accordata
poi la sua mano a uno dei Cruchot a condizione che sia un "matrimonio
bianco", conserva in sè le sentiment inextinguible che le
brucia il cuore e, rimasta poco tempo dopo vedova, malgrado
la sua favolosa ricchezza continua la sua vita semplice e
senza calore, riversando la sua fortuna in opere di carità.
Le figure di Grandet e di Eugenia, i due protagonisti del
romanzo, sono veramente indimenticabili, tra le più felici
di Balzac: Grandet, violento e tiranno, spesso trascinato da
veemenza e scoppi d'ira, non possiede nulla di umano eccetto
un sentimento paterno che è quasi "un vago rispetto della
sua futura ereditiera": è "il più grande maestro di avarizia,
che la letteratura d'immaginazione ha posto davanti a noi" (Bellesort),
ma è un avaro moderno e originale, un uomo d'affari, che
investe il suo oro invece di sotterrarlo. In aperto
conflitto con lui è Eugenia, il cui grande amore durerà
quanto la sua vita a dispetto di tutte le disillusioni.
Il teatro della vita domestica