Una vita
raccontata sotto forma di saggio. Un saggio che è specchio
di un'esistenza, la Russia del regime dittatoriale,
totalitario, l'esilio, la formazione.

Raccolta
di prose del poeta e saggista russo Iosif Brodskij
(1940-1996; vincitore del premio Nobel nel 1987) uscita in
Italia nel 1987, tratta dal volume Less Than One: Selected
Essays (1986)
Se il russo era per Brodskij la lingua della poesia,
l'inglese era quella della prosa. In quest'opera l'autore
alterna i ricordi personali alle riflessioni letterarie. Ci
sono infatti due omaggi a
Mandel'tam e Auden (i quali,
insieme ad
Achmatova, Cvetaeva,
Kavafis,
Montale, erano gli scrittori prediletti da Brodskij), ma
anche brani incentrati su Leningrado (e quindi sulla sua
giovinezza: Guida a una città che ha cambiato nome) e sulla
famiglia (il commosso ritratto dei genitori di In una stanza
e mezzo). Il lungo saggio che dà il titolo al volume è
invece una riflessione sulla storia della civilità, in cui
si ritrova lo stile metafisico tipico della poesia di
Brodskij.